04-11-2026

La musica (non) è finita: quanto è stata bella la Venice Cocktail Week 2026

Siamo reduci da cinque giorni di brindisi, incontri e incursioni tra bar, cucina e cultura: la Venice Cocktail Week ha festeggiato la quinta edizione e dato infine l'arrivederci a Venezia... con ancora tante storie da raccontare

Una masterclass (di N.3 Gin) con ospiti di eccezio

Una masterclass (di N.3 Gin) con ospiti di eccezione alla Venice Cocktail Week, la kermesse ideata e diretta da Paola Mencarelli: da sinistra "The Maestro" Salvatore Calabrese, la stessa Paola Mencarelli e Fabio Bacchi, altra icona della mixology. Dietro a loro, il team mixology del St. Regis Venice. Foto di Michele Tamasco

Ecco la musica è finita.
Gli amici se ne vanno.
Ti dico arrivederci.
Amore mio.
Nascondendo la malinconia.
Sotto l'ombra di un sorriso

La canzone di Franco Califano, interpretata da Ornella Vanoni al Festival di Sanremo del 1967, è così evocativa che sarebbe difficile aggiungere qualcosa alle sue parole. Eppure, è proprio quella stessa elegante malinconia ad accompagnare il momento in cui arriva l'ora di riavvolgere il nastro della quinta edizione della Venice Cocktail Week. La kermesse ideata e diretta da Paola Mencarelli ha riportato per cinque giorni il sole a Venezia, allontanando il ricordo di quell'autunno uggioso che solitamente accompagna la città ad ottobre. Un tepore quasi primaverile ha riscaldato le calli, le rughe e i canali, mentre personaggi, storie, arte e cultura animavano le sale e i banconi, trasformando ancora una volta i cocktail bar in luoghi d'incontro e scoperta.

Ora che la musica è finita e il tintinnio di un Martini, sapientemente preparato da un maestro della miscelazione, è diventato un'eco in lontananza, è tempo di lasciarsi guidare dagli scatti di Mike Tamasco e Marco Cellai per riavvolgere, come in un album di ricordi, questa quinta edizione e celebrare le nozze di legno tra la community italiana del bar e la Serenissima.

 

Contaminazione, arte e cultura
La contaminazione con altri mondi è stata uno dei temi centrali della Venice Cocktail Week 2026, che ha ampliato il dialogo tra miscelazione, arti performative, artigianato e gastronomia. Un percorso che ha trovato una delle sue espressioni più interessanti in Café Joséphine. Parigi – New York – Venezia. Il sogno cosmopolita, progetto che per la prima volta ha portato la danza contemporanea a dialogare con il mondo dei bar.

Café Joséphine. Parigi – New York – Venezia: la danza contemporanea dialoga con il mondo dei bar (Foto di Michele Tamasco)

Café Joséphine. Parigi – New York – Venezia: la danza contemporanea dialoga con il mondo dei bar (Foto di Michele Tamasco)

A ospitare il debutto veneziano della performance è stato l'Orient Express Venezia, trasformato per una sera in un palcoscenico fuori dal tempo. Il progetto site-specific, con concept, regia e coreografia di Francesca Lettieri della Compagnia Adarte, ha rievocato le atmosfere dei café-chantant attraverso musiche, costumi d'epoca e una coreografia capace di intrecciare le suggestioni di Parigi, New York e Venezia. Al termine dello spettacolo, gli ospiti hanno potuto assaggiare una cocktail list ispirata all'iconica figura di Joséphine Baker, firmata da Francesco Adragna, bartender del Wagon Bar dell'Orient Express Venezia, con il supporto di Velier.

Il calendario culturale ha trovato spazio anche nell'editoria con la presentazione di 100 Esperienze Analcoliche da Vivere in Italia. Dolce Vita 0.0, pubblicata da Edizioni Colors of Riyadh. Il volume bilingue raccoglie proposte italiane alcohol-free rivolte a turisti e viaggiatori interessati a scoprire una diversa interpretazione dell'ospitalità e della cultura dell'aperitivo. L'incontro, ospitato all'Hotel Ca' di Dio, ha visto la partecipazione di Giulia Caffiero, restaurant manager del ristorante Geranium di Copenaghen, che ha portato la propria esperienza anche al Glam. Qui, durante una cena a quattro mani, ha realizzato pairing analcolici pensati per accompagnare la cucina dello chef resident Donato Ascani. Tra gli incontri dedicati alla ricerca gastronomica, spazio anche alla masterclass Ice pairing? Anatomia fredda, ma non troppo, delle nuove frontiere di abbinamento con il gelato, organizzata in sinergia con Alma – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana e realizzata con il supporto di Velier. Nella cornice dell'Arts Bar del The St. Regis Venice, il docente Alma Ciro Fontanesi ha accompagnato i gelatieri Stefano Guizzetti di Ciacco a Milano, e Simone De Feo di Cremeria Capolinea a Reggio Emilia, in un percorso dedicato all'incontro tra distillati e gelato.

 

Venezia protagonista
Durante la Venice Cocktail Week Venezia è stata una presenza costante nel programma, oltre che palcoscenico. La città è stata raccontata attraverso i suoi giardini nascosti, i caffè storici, i bacari e i cocktail bar, con itinerari pensati per riscoprire la Serenissima anche attraverso la sua cultura dell'ospitalità.

Venezia protagonista alla Venice Cocktail Week (Foto di Marco Cellai)

Venezia protagonista alla Venice Cocktail Week (Foto di Marco Cellai)

Il walking tour I Salotti open air di Venezia, organizzato in collaborazione con Tell Me a Story Venice, ha accompagnato i partecipanti alla scoperta dei giardini segreti pubblici e privati della città: luoghi di incontro, spazi agricoli, salotti culturali e piccoli teatri. Il percorso si è concluso nel giardino dell'NH Collection Venezia Grand Hotel Palazzo dei Dogi, con il Barkeeper di Rachele Riccio, bar manager di Herbarium, e l'assaggio del cocktail Aura Botanica. Un secondo itinerario ha seguito le tracce della cultura dell'aperitivo, dai caffè storici ai bacari fino ai cocktail bar contemporanei. Venezia nel bicchiere: dai Caffè Storici ai Cocktail Bar passando per i Bacari, ancora in collaborazione con Tell Me a Story Venice, si è concluso al Porto Lounge Bar del Palazzo Veneziano, alle Zattere. Qui Fabiano Milan, Vincenzo Della Puppa e Marco Gattolin hanno presentato il cocktail Il gran BalloR, nell'ambito di Barkeeper, con il supporto di Ballor by Bonollo 1908.

 

Mixology on stage
Guest shift, masterclass, degustazioni e incontri tra bartender hanno rappresentato il cuore professionale della Venice Cocktail Week. Anche nel 2026 sono tornati i Pop-Up Bar delle Italian Cocktail Weeks, il progetto che porta a Venezia esperienze maturate nelle diverse destinazioni delle manifestazioni ideate da Paola Mencarelli, favorendo il confronto tra comunità e stili di miscelazione. Per Florence Cocktail Week, Venezia ha accolto alcuni protagonisti della scena fiorentina, da Edoardo Sandri e Antonello Palermo dell'Atrium Bar del Four Seasons Hotel Firenze a Enea Pappalardo del Caffè Gilli 1733 e Michael Collovigh di Gucci Giardino. Il confronto tra territori è proseguito con Sardinia Cocktail Week, rappresentata a bordo del bragozzo Rosa dei Venti da Marco Crobu e Michele Filip di Educazione Italiana, a Cagliari, mentre per Trieste Cocktail Week sono stati protagonisti Tiziano Shorn del Pier Inn e Filippo Neri di Mor Cocktail.

Lorenzo Antinori, fondatore del Bar Leone di Hong Kong, reduce dalla conquista del primo posto nella classifica The World's 50 Best Bars (Foto di Michele Tamasco)

Lorenzo Antinori, fondatore del Bar Leone di Hong Kong, reduce dalla conquista del primo posto nella classifica The World's 50 Best Bars (Foto di Michele Tamasco)

Tra gli appuntamenti di rilievo, la guest shift Bar Leone and The Italian Martini with Lorenzo Antinori at Aman Venice, ospitata al The Bar at Aman Venice e presentata da Quattro Gatti Gin. Protagonista Lorenzo Antinori, fondatore del Bar Leone di Hong Kong, reduce dalla conquista del primo posto nella classifica The World's 50 Best Bars. Accanto ai pop-up, la formazione ha offerto occasioni di approfondimento per professionisti e appassionati. All'Arts Bar del The St. Regis Venice, Fabio Bacchi ha condotto Martini Fitting, masterclass interattiva realizzata con No.3 London Dry Gin. L'obiettivo era rendere l'arte del Martini più accessibile, accompagnando i partecipanti in un percorso pratico tra proporzioni, sensibilità sensoriale e preferenze individuali, fino alla creazione della propria versione del cocktail.

Dopo il successo della precedente edizione è tornato Unconventional Tea, con Ballor by Bonollo 1908, per esplorare le possibilità d'incontro tra tè e miscelazione. Un'occasione per lavorare su aromi, estrazioni e nuove combinazioni, portando un ingrediente tradizionalmente associato all'infusione nel linguaggio del cocktail.

 

Dining e Pastry with the Spirits
Anche la gastronomia ha trovato spazio nel programma della Venice Cocktail Week, a partire da Dal Vesuvio alla Laguna: Al Covino per Nazionale Spirito Italiano. Nel locale veneziano, Claudia Torcellan e Claudio De Lauzieres hanno ospitato Emanuele Primavera, bartender di Cinquanta Spirito Italiano a Pagani, per una serata che ha abbinato tre piatti signature dello chef ai cocktail del bartender campano, mettendo a confronto sapori e tradizioni di due territori.

Venice Cocktail Week (Foto di Marco Cellai)

Venice Cocktail Week (Foto di Marco Cellai)

Il dialogo tra miscelazione, cucina e pasticceria è proseguito con Dining with the Spirits e Pastry with the Spirits, due iniziative che hanno coinvolto chef e pastry chef veneziani nella realizzazione di piatti e dessert con gli spirits come ingredienti, inseriti nei menu dei locali o proposti in occasioni dedicate. Cinque giorni di incontri, degustazioni e contaminazioni hanno confermato il ruolo della Venice Cocktail Week come occasione di confronto per la scena italiana della miscelazione.

Conclusa la quinta edizione, Venezia torna alla sua quotidianità, ma il dialogo tra i bartender, i locali e le diverse realtà coinvolte prosegue ben oltre il calendario della manifestazione. A noi restano i ricordi, fisici e non, da sfogliare e nel frattempo l'appuntamento è al prossimo anno, con nuove storie da raccontare e nuovi indirizzi da scoprire.


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Antonio Galdi

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Antonio Galdi

«Classe 00, come la farina»: questa la battuta con cui si presenta, convinto di far ridere. Nato a Salerno, si laurea nel 2022 in Scienze gastronomiche mediterranee presso l’università Federico II di Napoli. La sua storia d’amore con il cibo, e la cucina, parte da molto lontano. Fin da bambino, avendo avuto la fortuna di crescere in campagna, si diverte a emulare gli chef visti in tv. Coronato il sogno del doppiopetto bianco molto presto, grazie alla formazione alberghiera, inizia a lavorare come aiuto cuoco. Lascia poi la strada dei fornelli e segue un Master in critica enogastronomica che gli apre le porte del giornalismo enogastronomico. Dal 2023 vive a Firenze ma, appena riesce, scappa al mare. Coltiva minuziosamente ogni sua passione, dalla cinematografia alla musica passando per la letteratura italiana. Odia chi mangia per puro spirito di sopravvivenza senza porsi le giuste domande

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