Torna domani, come ogni 25 ottobre dall’anno 1998, il World Pasta Day, un cartellone di eventi, maratone social e celebrazioni in tutto il mondo per ribadire, ancora una volta, la centralità assoluta del genere alimentare più amato del panorama italiano e internazionale. L’evento, voluto e promosso da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation, avrà per la prima volta il suo centro più importante a Parma, con un’estensione temporale che includerà 27 e 28 ottobre, giorni infrasettimanali perché il 25 quest’anno cade appunto di domenica.
Al padiglione 2 de Le Fiere di viale delle Esposizioni 393, all’interno della fiera Cibus Tec, sono previsti due giorni ricchi di incontri tra produttori, partner tecnologici, associazioni, istituzioni, grande distribuzione organizzata e riviste di settore. Sul banco, le tematiche chiave della filiera: mercato globale della pasta, evoluzione delle preferenze dei consumatori, le nuove esigenze in ambiti nutrizionali e di sostenibilità, le tecnologie e l’innovazione. Tutto il programma di orari, temi e relatori si trova a quest’indirizzo.
«Sono passati 31 anni da quel congresso di Roma che gettò le basi per il World Pasta Day», ricorda Riccardo Felicetti del Pastificio trentino omonimo, da sempre sostenitore della rassegna, «Tre anni dopo, nel 1998, è diventato un appuntamento irrinunciabile. In questi 3 decenni la pasta si è affermata in modo netto nell’immaginario popolare come alimento buono, sano, sicuro, veloce, senza barriere religiose: possono mangiarlo indistintamente tutti, tranne i celiaci - ma nel frattempo sul mercato sono arrivati ottimi prodotti gluten free».
«Occorre dunque riaffermare ogni volta che possiamo il ruolo di questo prodotto che incarna anche grandi opportunità di valorizzazione della biodiversità e che oltretutto incoraggia un modello di alimentazione, che ricorre a scarse quantità d’acqua. Se è vero che in Italia non si è mai mangiata pasta buona come oggi, mi piacerebbe anche che i piccoli e validi produttori – che sono sempre di più – uscissero dalla spirale di una comunicazione che enfatizza sempre gli stessi stanchi concetti: trafilatura al bronzo, bassa temperatura, tempi lunghi di essicazione… Sono espressioni che, a furia di ripeterle, si sono svuotate di significato. L’augurio è di trovare prodotti sempre più identitari, coraggiosi e personali, che non corrano dietro ai trend. Perché l’omologazione non è mai una bella notizia.

Il pastaio trentino Riccardo Felicetti, già presidente di Ipo
In occasione del World Pasta Day, ogni anno
Unione Italiana Food rilascia un comunicato che fotografa lo stato dell’arte della pasta nel mondo. È figlio del rapporto strategico "Valore Pasta - Il contributo della filiera dell'industria della pasta per il Made in Italy", realizzato in collaborazione con The European House - Ambrosetti (TEHA Group). Ecco le curiosità con le cifre più significative che emergono dal rapporto:
- Nel 2025 sono state prodotte oltre 17,3 milioni di tonnellate di pasta nel mondo.
- L’Italia è il primo produttore globale, con quasi 4,2 milioni di tonnellate nel 2025 (e il primo paese esportatore, con 2,5 milioni di tonnellate esportate). Seguono Turchia (2,04 milioni di tonnellate), Stati Uniti (2 milioni) ed Egitto (1,5 milioni).
- Gli italiani sono anche i maggiori consumatori con 23,1 chili annui pro-capite e il nostro Paese mette insieme il 48,3% del commercio mondiale di pasta.
- Il 68,6% dei giovani ha consumato pasta “fuori orario” nell’ultimo anno, soprattutto in occasioni legate alla socialità.
- Il pranzo della domenica è l’occasione di consumo in famiglia più amata (54,4%), seguita dal ritorno a casa dopo un lungo viaggio (32,6%). Socialità e festa, intese come momenti con amici (40,6%), seguono a distanza casa e famiglia ma con un peso rilevante (57%).
- Fra i cambiamenti che peseranno di più in futuro, 2 italiani su 3 (66,6%) guardano ai cambiamenti nei consumatori, a partire dall'evoluzione di gusti e stili alimentari (35,8%), mentre il cambiamento climatico è il singolo fattore più citato (38,0%).
Il prezzo accessibile la caratteristica più citata (43,4%) che rende la pasta una risorsa preziosa ed è seguita dal fatto che piace a tutta la famiglia (41,6%).
Al di là degli incontri fisici e di persona, come sempre il World Pasta Day sfrutterà il coinvolgimento sempre molto intenso dei social: utilizzando l’hashtag #WorldPastaDay e menzionando gli account social di
WeLovePasta.it food lover, giornalisti, chef e pasta-lover di tutto il mondo posteranno i loro piatti di pasta del cuore (l’anno scorso i contenuti pubblicati furono oltre 21mila). Buona pasta a tutti.