07-10-2026

In memoria di Alessandra Moneti, che sapeva raccontare il cibo con un sorriso

Giornalista per passione, tanto da essere morta lavorando. Solare, ironica, scriveva del mondo della cucina e dell'agroalimentare quale àncora di salvataggio («Il patrimonio enogastronomico è il nostro petrolio»). Lo faceva sempre, precisa, dati alla mano

Alessandra Moneti in una foto del 2020, alle grott

Alessandra Moneti in una foto del 2020, alle grotte di Frasassi

Lunedì se n'è andata improvvisamente Alessandra Moneti, giornalista dell’agenzia di stampa Ansa, romana, appena sessantenne, da molti anni uno dei riferimenti dell’agenzia per agroalimentare, agricoltura, vino e food. Era entrata all’Ansa nel 1985, aveva lavorato dal 2005 nella redazione Specializzati e nel 2026 era passata alla redazione Economia. Seguiva il settore non solo sul piano gastronomico, ma anche economico, legislativo e di costume. Era molto conosciuta nell’ambiente enogastronomico e aveva anche frequentato il primo master in Comunicazione e Giornalismo enogastronomico del Gambero Rosso. Pubblichiamo qui un suo ricordo, vergato da Licia Granello.

 

«Sono orgogliosamente, cronista. Tenacemente curiosa. Nel mio lavoro quotidiano all’Ansa il compito più oneroso è distinguere la ciccia dalla fuffa. Secondo me, saper risalire alle fonti, senza scorciatoie sul web, fa la differenza tra un giornalista e le altre figure di comunicatori». Non faceva sconti, Alessandra Moneti, quando parlava del suo mestiere. Giornalista per passione, tanto da essere morta lavorando, lunedì scorso, mentre seguiva un corso di aggiornamento con alcuni colleghi, fulminata da un malore senza rimedio.

Sessant’anni, romana Doc, due lauree e una storia d’amore quarantennale con la principale agenzia di stampa italiana, Alessandra era appassionata del mondo dell’alimentazione a 360 gradi, dalle stalle alle stelle. Se il settore di appartenenza era l’economia, il canale Ansa “Terra & gusto” era quello in cui raccontava personaggi e tendenze, andando oltre la notizia. Una specializzazione che aveva voluto tradurre in un libro-saggio di successo, scritto insieme all’economista Denis Pantini: Ci salveranno gli chef - Il contributo della cucina italiana alla crescita del sistema agroalimentare.

Ma più di curriculum, premi e presenze, per Alessandra parlano i cento messaggi di cordoglio arrivati in queste ore equanimemente da istituzioni e cantine, ristoratori e produttori.

Certo, Alessandra è stata una storica firma dell'Ansa, un punto di riferimento per l'informazione del settore. Ma soprattutto è stata una donna speciale, ma speciale davvero: giunonica e lieve, solare e riservata, ironica e rispettosa, professionale e godereccia. Impossibile dirne male. E non perché non prendesse posizione o facesse in modo di piacere a tutti. Ma perché riusciva a tenere insieme tutte le qualità di cui sopra in modo così semplice e naturale, da smontare qualsivoglia acredine e malumore.

Alessandra Moneti

Alessandra Moneti

Era convinta fosse ineludibile e sacrosanto saper raccontare al meglio il mondo dell'agroalimentare e della cucina italiana quale ancora di salvataggio («Il patrimonio enogastronomico nazionale è il nostro petrolio»). Lo faceva dati alla mano, precisa nelle statistiche, inappuntabile nelle analisi, sempre pronta ad aiutare i colleghi a suon di numeri e di virgolettati.

Ma allo stesso modo, sapeva prendere le distanze dai superego di chef, imprenditori e politici. Li smontava con una battuta, garbata ma tagliente come un coltello da jamón iberico. E poi aveva il sorriso in tasca, merce rara in questi tempi malmostosi e complessi. Li spendeva senza remore, come ne avesse una riserva inesauribile.

Anche adesso che non c’è più e possiamo solo rivederla nelle foto. La sorridente Alessandra. Bello essere ricordati così.


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Licia Granello

di

Licia Granello

nata a Torino, milanese per lavoro e napoletana per scelta, da quarant’anni scrive e racconta di sport (soprattutto calcio) e cibo, dalle stalle alle stelle

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