11-10-2026

Il gran ritorno di Daniel Facen con Imagina a Villa Moroni, nella Bergamasca

A Stezzano, appena fuori dal capoluogo orobico, torniamo a incontrare una nota conoscenza della cucina d'autore. Nei piatti, libere combinazioni di ingredienti apparentemente senza attinenza. Che funzionano

La brigata al copmpleto del ristorante Imagina di

La brigata al copmpleto del ristorante Imagina di Villa Moroni a Stezzano (Bergamo)

Un foie gras così non l’avete mai mangiato. Non tanto per la qualità – trattasi comunque di eccellenza importata dalla Francia – quanto per la maniera in cui viene trasformato nella cucina futurista di Imagina. Quando arriva nel piatto ha la forma e il colore di una normale piccola porzione di questa prelibatezza così divisiva. Però va presa con le dita ed ecco la prima sorpresa: ha la consistenza di un marshmellow. Poi nel cavo orale diventa un susseguirsi di sensazioni: si dissolve e sprigiona tutti i sapori tipici del fegato grasso, con una persistenza accentuata che consiglia di aspettare qualche minuto prima di bere o di passare al boccone successivo. «Una grande scoperta», raccontano chef e maitre. «Non sempre l’operazione riesce, ma quando riesce lascia il segno».

È una delle tante sorprese che si susseguono durante una cena in questo nuovissimo ristorante - aperto a luglio 2026 - di Stezzano, in provincia di Bergamo, che segna il grande ritorno dello chef Daniel Facen, già stellato con l’insegna Anteprima di Chiuduno, poi passato per Le Orbe del Monastero di Astino (sempre in zona) e da un’esperienza a San Gemini Palace in Umbria.

Imagina ha aperto a metà luglio all’interno di Villa Moroni, nel pieno centro del paese. Il locale è stato ricavato dalle scuderie ed è diventato un piccolo gioiello, sia estetico (sobrio ed elegante) sia tecnologico (cucina ammirevole). «Quando mi ha chiamato il conte Moroni proponendomi questa avventura – racconta Facen – ci ho pensato due giorni, poi gli ho detto di sì a patto che mi consentisse di esprimermi secondo le mie idee. Ci siamo trovati d’accordo e mi sono buttato nel lavoro con tutto me stesso. Abbiamo iniziato il servizio quando ancora mancava qualcosa in cucina, ma l’importante era partire. Una bella sfida, che mi consente di mettere a frutto tanti anni di esperienza. Chi viene da noi può scegliere tra le mie pazzie e un menu più tradizionale, in cui può scegliere un antipasto, un primo, un secondo e un dolce. Ma il vero motivo per cui sono qui è che ho avuto la possibilità di presentare la mia cucina libera, faccio quello che mi piace senza paletti».

Daniel Facen

Daniel Facen

Per andare sul sicuro, lo chef ha chiamato un collaboratore fidato, ma anche un grande amico, il maître Matteo Rossetti, che nel frattempo stava dedicando la sua cortesia e la sua preparazione all’hotel Terme di Saturnia, un 5 stelle nella Maremma Toscana. I due hanno formato una brigata sufficiente per iniziare, senza esagerare nei numeri. L’importante è che venga trasmessa l’idea di qualità.

Il ristorante ha pochi coperti, ma la villa ha anche una sala grande per matrimoni e altri eventi. In tutto questo, il conte Moroni, proprietario della villa, vive all’interno della stessa e produce vino: tre delle sue etichette (tra cui un riesling renano prodotto nella bergamasca, con un bouquet davvero sorprendente) fanno parte della ricchissima carta (un libro) che Rossetti ha composto basandosi sulla sua infinita esperienza.

Al di là del fantasmagorico foie gras, nel percorso di Facen, che si pronuncia Facèn con la c di ciliegia e l’accento sulla e («Qualche generazione fa l’accento era anche nella grafia ma poi è sparito») ci sono altri passaggi che lasciano il segno. Uno di questi sicuramente è lo Spaghetto Felicetti al plancton marino, vongole e tartare di gola di baccalà. Ha una sapidità marina che avvolge completamente la percezione. Soddisfa senza riempire, conquista senza strafare. La porzione del menu degustazione è perfetta: andare oltre potrebbe cambiare il giudizio sul piatto. Perfetto così, tutto un equilibrio sopra una piccola apparente follia.

Chef e maître concordano anche sulla validità assoluta di un altro piatto, vale a dire la Zuppetta di gamberi e capesante con beurre blanc agli agrumi, katsuboshi, salicornia e nero seppia (trasformato in una cialda). Anche qui il gioco di contrasti apparentemente audace si trasforma in un mix perfetto tra varie sensazioni. «Il bello di poter creare è che puoi provare a mettere insieme elementi apparentemente incompatibili. Ci mettiamo lì e osiamo. A volte ci rimaniamo male perché il piatto non riesce, altre volte ci stupiamo noi stessi perché riusciamo a far coesistere ingredienti che in natura non hanno alcuna attinenza». Sempre a proposito di mare, davvero interessante il Filetto di Glacier 51, pesce pescato in acque antartiche a 2mila metri di profondità, servito con alghe al burro salato di Normandia e nasturzio.

Spaghetti al plancton marino

Spaghetti al plancton marino

Filetto di Glacier 51

Filetto di Glacier 51

"Limone" con ganache al lime e mango

"Limone" con ganache al lime e mango

La pasticceria ha un locale tutto suo, separato dal resto della cucina. I dolci sono affidati ad Andrea Cortinovis, un giovane pastry-chef con le idee chiare e un gusto personale condivisibili: d’accordo il dessert, ma la componente dolce non deve superare un certo limite. Molto interessante, per esempio, il suo Limone (che non è un limone ma ne ha le sembianze) con ganache di lime, mango e mano di Buddha candita: è accompagnato da un sorbetto al limone bruciato che va mangiato alla fine. Per un’esperienza dolciaria estrema, invece, va provato il Cheesecake di mascherpa d’alpeggio della Val Vedra, granita alla stella alpina, genziana, mirtilli e grano arso. Qui siamo alla sublimazione del concetto di “dolce-non dolce”, al confine con il carrello dei formaggi.

In tutto questo, come nasce il nome Imagina? «Volevamo una parola che non richiamasse altre parole, che vivesse da sola, che non portasse da nessuna parte ma nello stesso tempo portasse ovunque». Tutto chiaro, tutto in linea con quello che arriva in tavola. «Ci divertiamo a lavorare e quindi è come non lavorare». Dopo tanti anni d’esperienza, è un eccellente risultato. Sempre con l’obiettivo di migliorare, come dice lo chef: «Il piatto della vita? L’ultimo che ho inventato». La sfida di Imagina è partita. Il posto è delizioso, la cucina altamente attrattiva. E lo sarà sempre di più.


Imagina a Villa Moroni
piazza Libertà, 26
Stezzano (Bergamo)
+390350667500
prenotazioni@imagina.restaurant
Menu degustazione: 130 e 150 euro
chiuso martedì e mercoledì


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Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Enzo Palladini

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Enzo Palladini

Enzo “Charles” Palladini (Milano, 1965) è un giornalista della redazione sportiva di Mediaset dal 2002 dopo una lunga permanenza al Corriere dello Sport-Stadio. Una vita in 4 f: Family, Football, Food (& drink), f…. rock music

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