La lentezza come valore, il cibo come espressione di un territorio e la cucina come strumento per raccontarne la cultura. È da queste premesse che è nata Assapora la Basilicata. Un viaggio tra turismo, territorio e sapori, la manifestazione promossa dalla Regione Basilicata, partita il 22 ottobre e che termina oggi, domenica 25, da Eataly Milano Smeraldo.
Quattro giorni per portare nel capoluogo lombardo una regione che fa della varietà dei paesaggi e della ricchezza agroalimentare uno dei propri tratti distintivi. L’iniziativa riunisce istituzioni, produttori e rappresentanti del settore turistico, con un programma che alterna degustazioni, laboratori e momenti di confronto sul rapporto tra gastronomia, identità locale e sviluppo sostenibile.
La cucina contadina di Maria Antonietta Santoro

Cavatellini fatti a mano con pezzente della montagna materana, cicoria e crema di fagiolo rosso scritto del Pantano di Pignola
Tra gli appuntamenti che erano in programma, la cena di giovedì 22 ottobre con
Maria Antonietta Santoro, chef del ristorante
Al Becco della Civetta di Castelmezzano, insignito della Chiocciola della guida
Osterie d’Italia di
Slow Food. La sua cucina si lega alla tradizione contadina lucana, alla stagionalità e alla valorizzazione delle materie prime, proponendo una lettura gastronomica in cui il rapporto con la natura e la memoria del territorio rimangono centrali. È proprio in questa dimensione che si ritrova il senso di un elogio della lentezza: nel tempo necessario a custodire le ricette, riconoscere la qualità degli ingredienti e preservare pratiche produttive che raccontano la storia delle comunità locali. Il percorso enogastronomico si è aperto con un piccolo benvenuto a base di carciofi in olio extravergine d’oliva di
Masseria Mirogallo, pezzente della montagna materana e soppressata di
Sapori Mediterranei, accompagnati dal pane “Crusco e Crusca”, un pane con peperoni cruschi creato per l’occasione. È seguito un
Uovo in camicia su crema di patate, tartufo e tuorlo marinato, prima di arrivare a uno dei piatti più rappresentativi della cucina di tradizione: i
Cavatellini fatti a mano con pezzente della montagna materana, cicoria e crema di fagiolo rosso scritto del Pantano di Pignola, entrambi Presìdi
Slow Food.
Come secondo, il
Baccalà alla lucana con peperone crusco, ingrediente emblematico della gastronomia regionale, e per finire una
Mousse di ricotta, salsa all’arancia Staccia di Tursi e foglie di cioccolato fondente. Ad accompagnare le portate, i vini della cantina
Terre degli Svevi – Re Manfredi, con il “Bianca degli Svevi” Basilicata Bianco IGT e il “Flordelis” Rosato Basilicata IGT, seguiti da due interpretazioni dell’Aglianico del Vulture DOC: “Taglio del Tralcio” e “Re Manfredi Classico”. Il menu ha restituito una lettura della cucina lucana che parte dalla memoria gastronomica e dalle materie prime per costruire un racconto del territorio. Dai legumi ai salumi tradizionali, dalla pasta lavorata a mano ai prodotti simbolo dell’agricoltura locale, la proposta di
Santoro ha messo in relazione biodiversità, cultura contadina e identità gastronomica, portando a Milano una cucina radicata nel paesaggio delle Dolomiti Lucane.
Dal peperone crusco all’Aglianico del Vulture
Per tutta la durata della manifestazione, il pubblico ha la possibilità di incontrare i produttori lucani e assaggiare alcune delle specialità regionali. Tra queste, le conserve di Masseria Mirogallo, la pasta artigianale di Pasta Alica, gli snack di peperone crusco di Pepperò e i salumi di Sapori Mediterranei, dalla salsiccia stagionata alla soppressata, fino al pezzente della montagna materana.
Spazio anche ai vini, con le etichette di Terre degli Svevi – Re Manfredi e Tenuta i Gelsi, che permettono di esplorare diverse espressioni della viticoltura regionale, a partire dall’Aglianico del Vulture, vitigno simbolo del territorio. Per approfondire la denominazione e il suo legame con il Vulture è possibile consultare il sito del Consorzio di tutela dell’Aglianico del Vulture.
In programma anche laboratori dedicati alla pasta fresca e al vino. La panetteria di Eataly propone inoltre ogni giorno La lucana, una pizza alla pala con caciocavallo, salsiccia piccante e peperone crusco fritto, tre ingredienti rappresentativi della gastronomia locale.

Mousse di ricotta con salsa all'arancia
Il cibo, la chiave per raccontare la Basilicata
Giovedì 22 ottobre, alle ore 18, Eataly Smeraldo ha ospitato la tavola rotonda Basilicata: antiche radici e nuove visioni enogastronomiche. L’incontro ha affrontato il ruolo delle produzioni agroalimentari, dell’ospitalità e delle tradizioni nella costruzione di un’offerta turistica riconoscibile, capace di generare valore senza perdere il legame con le comunità. Tra i partecipanti figuravano Gabriele Belsito, General Manager di Eataly Europe; Laura Mongiello, assessore all’Ambiente e alla Transizione Energetica della Regione Basilicata; Massimiliano Burgi della Fondazione Matera Basilicata 2019; Margherita Sarli, direttrice generale dell’APT Basilicata; Michele Blasi, direttore generale dell’ALSIA; Maria Antonietta Santoro, chef di Al Becco della Civetta; Isabel Montrone della cantina Terre degli Svevi – Re Manfredi e Ivana Sciuto, Sales & Brand Ambassador di Masseria Mirogallo. A introdurre e moderare il confronto è stata Katia Mancusi, responsabile delle Relazioni Esterne della Regione Basilicata.
L’iniziativa sta portando così a Milano una riflessione che riguarda molte destinazioni italiane: come trasformare il patrimonio gastronomico in una risorsa turistica duratura, senza ridurlo a una semplice attrazione. Per la Basilicata, la risposta passa dalla valorizzazione delle produzioni locali, dalla tutela delle tradizioni e dalla capacità di proporre esperienze che mettano in relazione paesaggio, cultura e tavola. Per saperne di più