13-10-2026

Così l’ospitalità incontra la solidarietà: nel Collio, la svolta di Villa Russiz

La struttura amplia le proprie attività, trasformando turismo ed enogastronomia in strumenti di inclusione e crescita professionale per accompagnare a nuovi sbocchi i giovani in difficoltà ospitati dalla casa famiglia Casa Elvine

Villa Russiz, storica realtà del Collio gorizian

Villa Russiz, storica realtà del Collio goriziano, a Capriva del Friuli, nata nella seconda metà dell’Ottocento e oggi organizzata come Fondazione Villa Russiz. È conosciuta soprattutto per la produzione vinicola, ma la sua identità unisce da sempre vino e impegno sociale. La Fondazione Villa Russiz gestisce infatti anche Casa Elvine, una casa famiglia per minori in difficoltà: una parte importante delle attività agricole, vinicole e oggi anche ricettive contribuisce a sostenere questo progetto. In questo senso Villa Russiz non è soltanto una cantina, ma un complesso che mette insieme territorio, ospitalità, produzione di vino e funzione sociale

Era il sogno di Theodor de La Tour ed Elvine Ritter: condividere il calore del proprio amore con chi, dalla vita, non ne aveva ricevuto abbastanza. Da oltre centocinquant’anni, Villa Russiz custodisce e rinnova quella promessa, attraverso una storia di accoglienza e solidarietà che ha attraversato epoche e profondi cambiamenti sociali. Educandato, ospedale militare, orfanotrofio e, infine, luogo di accoglienza per minori. Una vocazione mai venuta meno, che il presidente della Fondazione, Antonio Paoletti, sintetizza definendo Villa Russiz «un simbolo di resilienza e ripartenza», capace di attraversare la storia «senza mai perdere la propria anima».

L'inaugurazione del progetto

L'inaugurazione del progetto

Oggi, nella casa-famiglia Casa Elvine, vivono ragazze e ragazzi provenienti da contesti familiari gravemente compromessi, giovani ai quali non è stata concessa la possibilità di scegliere le proprie condizioni di partenza, ma ai quali Villa Russiz cerca di offrire gli strumenti per costruire, con maggiore consapevolezza e autonomia, il proprio futuro. È proprio attorno a questa missione che prende forma un nuovo, significativo capitolo nella storia della tenuta. Accanto alla storica attività vitivinicola, che conta 45 ettari di vigneti nel Collio, nascono la Country House, struttura ricettiva con 19 camere, e il ristorante La Tour, affidato allo chef romano Alessio Tagliaferri, già alla guida delle cucine del ristorante Le Badie di Manzano (Udine). Particolarmente significativa la filosofia gastronomica sviluppata dallo chef, che ha scelto di partire dai ricordi d'infanzia raccontati dagli stessi ragazzi della casa-famiglia. Le merende, i pranzi della domenica, i sapori legati alla memoria e agli affetti diventano così materia di interpretazione gastronomica, trasformandosi in piatti capaci di evocare emozioni familiari e risvegliare quel fanciullino che, come raccontava Giovanni Pascoli, continua a vivere anche nell'età adulta.

Una cucina che, prima ancora di ricercare la complessità tecnica, sceglie di attribuire valore alla memoria, all'identità e alla dimensione emotiva del cibo. «Al centro di ogni iniziativa ci sono i ragazzi della casa-famiglia. L’obiettivo è accompagnarli verso il futuro offrendo loro opportunità concrete», spiega Antonio Paoletti, presidente della Fondazione Villa Russiz.

Casa Elvine

Casa Elvine

In questa prospettiva, ospitalità e ristorazione assumono un significato che supera la dimensione puramente imprenditoriale. Diventano strumenti di formazione, inclusione e avvicinamento al mondo del lavoro, offrendo opportunità concrete a giovani che, raggiunta la maggiore età, sono chiamati ad affrontare il delicato passaggio verso l'autonomia.

Un progetto nel quale sostenibilità economica e responsabilità sociale non rappresentano due obiettivi distinti, ma componenti complementari di un'unica visione. Lo ha sottolineato anche il presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, riconoscendo nell'iniziativa un modello capace di dimostrare come «crescita economica e coesione sociale possano procedere su un binario comune, generando valore per le persone ed il territorio». Una lettura condivisa dall'arcivescovo di Gorizia, monsignor Giampaolo Dianin, che ha evidenziato «una armonia incredibile tra il servizio ai più piccoli e ai più fragili, tra la gioia di stare insieme nella fraternità attorno a una tavola con del buon vino».

A ricondurre il progetto alla sua dimensione territoriale e, soprattutto, umana, le parole del sindaco Daniele Sergon: «È un rilancio della missione originaria, che oggi vede nell'azienda uno sviluppo assolutamente necessario per il mondo turistico ed enogastronomico del territorio, ma soprattutto della casa-famiglia; quindi, è una nuova opportunità per Villa Russiz e per i ragazzi ospiti, che sono i veri padroni di questo castello e di questa tenuta». Ed è forse proprio in quest'ultima considerazione che risiede il significato più profondo dell'intervento: non semplicemente l'apertura di una nuova struttura ricettiva e di un ristorante, ma la costruzione di un modello nel quale il valore generato dall'attività economica torna a sostenere la missione sociale che ne ha ispirato la nascita.


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Kevin Feragotto

di

Kevin Feragotto

friulano classe ’94, analizza il settore enogastronomico con occhio critico e irrimediabilmente goloso. Scrive di ristorazione e ospitalità con la curiosità di chi quel mondo lo ha frequentato, cucinando “a fuoco lento” una passione che lo anima fin da ragazzo. Osserva, assaggia e fa domande. Poi racconta

Consulta tutti gli articoli dell'autore