Martedì 27 ottobre, sul palco del Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano, si è chiusa l’ottava edizione dei TheFork Awards. È il premio che TheFork realizza insieme a Identità Golose per portare all’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori le migliori nuove aperture e le nuove gestioni della ristorazione italiana. Fin dalla prima edizione il riconoscimento si regge su un meccanismo preciso e per molti versi unico. E' una giuria di chef affermati, quest’anno 74, a indicare i nuovi indirizzi in cui riconoscono talento, serietà e possibilità di crescita. Da questa rosa, che nel 2026 ha contato 47 ristoranti da tutta Italia, nascono poi sia i premi decisi dal voto del pubblico sia i riconoscimenti speciali assegnati dai partner. Al centro di tutto restano i giovani che scelgono, con coraggio, passione e dedizione, un mestiere che è anche un’impresa, e fra le più esigenti.
Una costellazione sul palco del Lirico
Proprio a loro era dedicato il tema della serata, The Future Constellation. L’idea era immaginare l’insieme dei finalisti come una nebulosa, la nube di gas e polveri da cui, in astronomia, nascono le stelle, e raccontare così questi nuovi ristoranti, e i cuochi che li guidano, come la costellazione che disegnerà il futuro della ristorazione italiana. La stessa immagine ha dato forma a tutta la serata, condotta da Cristina Parodi.
Sul palco del Lirico sono stati poi apparecchiati 25 tavoli per la cena che ha concluso la serata, creando una scenografia immersiva e di grande fascino. I diversi momenti della cena sono stati accompagnati da momenti musicali ispirati alle stelle e alle costellazioni.
Le voci di TheFork e della giuria

Cristina Parodi e Almir Ambeskovic
Almir Ambeskovic, CEO di
TheFork, ha ripercorso la storia del premio. È nato dalla collaborazione con
Identità Golose e l’edizione italiana è stata la prima in Europa: un’idea nata qui e poi ripresa in Francia, in Spagna, in Olanda, in Portogallo, facendo dei
TheFork Awards un vero vivaio di talenti per la ristorazione europea. Dalle sue parole è emersa anche la visione con cui
TheFork guarda al settore. La piattaforma vuole sostenere i ristoratori non soltanto nella gestione quotidiana dei locali, a cominciare dalle prenotazioni, ma anche offrendo visibilità a chi muove oggi i primi passi in questo mestiere.

Carlo Carollo ha presentato con Cristina Parodi la giuria dei 74 Top Chef che hanno selezionato le nuove aperture dell'anno
Sul valore della giuria si è soffermato
Carlo Carollo, country manager di
TheFork per l’Italia. Ha sottolineato quanto il premio debba ai 74 chef che mettono la propria esperienza e il proprio sguardo al servizio delle nuove generazioni. Poi ha invitato sul palco tre di loro, ciascuno con una storia diversa da raccontare.

Sul palco, con Parodi e Carollo, da sinistra: Cristina Bowerman, Sara Scarsella e Donato Ascani
Cristina Bowerman, chef di
Glass Hostaria a Roma, fa parte della giuria fin dall’inizio e ha partecipato a tutte e otto le edizioni. Ha spiegato quanto conti per lei poter dare spazio e visibilità ai giovani che si avvicinano al settore, con un’attenzione particolare alle donne, perché il loro impegno riceva il riconoscimento che merita. Un premio come questo, ha detto, è «benzina per i sogni», perché chi sceglie questo lavoro lo fa quasi sempre inseguendo il desiderio di diventare, un giorno, un professionista serio e stimato. Più tardi, nel corso della serata, questa immagine sarebbe tornata anche nelle parole dei vincitori.
Sara Scarsella ha vissuto in prima persona il percorso descritto da Bowerman. Oggi guida Sintesi ad Ariccia (Roma) insieme a Matteo Compagnucci, ma in passato è stata anche lei fra i giovani segnalati ai TheFork Awards. A nominarla era stata un’altra veterana della giuria, Valeria Piccini di Da Caino a Montemerano (Grosseto). Ora è lei a segnalare i talenti emergenti, come ha fatto quest’anno con Thelema.
Era invece alla sua prima esperienza in giuria Donato Ascani, chef del Glam Enrico Bartolini a Palazzo Venart di Venezia. Ha raccontato di essere rimasto colpito soprattutto dal numero di ragazzi incontrati in questo percorso, ricchi di talento, di impegno e di voglia di fare.
A chiudere questo momento, Carollo ha ricordato che TheFork mette gratuitamente a disposizione di tutti i ristoranti selezionati nell’ottava edizione il proprio gestionale, TheFork Manager, per un anno: un aiuto concreto per accompagnarli nella crescita.
Gli Ambasciatori del Gusto
Il premio ha anche il sostegno dell’
Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, rappresentata sul palco da
Cesare Battisti, chef e patron del
Ratanà di Milano, oltre che segretario generale dell'associazione. Battisti ha spiegato il senso della menzione
New Generation. Quest’anno ADG l’ha assegnata a sei ristoranti finalisti, e i loro giovani chef potranno entrare a farne parte per un biennio, a contatto diretto con professionisti affermati. Sono
Thelema di Gaggiano (Milano),
Albura Bistrot di Avezzano (L’Aquila),
Capuccina di Cureggio (Novara),
Fonderia di Palermo,
Somnium di Eboli (Salerno) e
Sextantio di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila). Per un’associazione come quella degli
Ambasciatori del Gusto, ha sottolineato
Battisti, investire sui giovani non è una scelta fra tante ma una necessità. Lo è tanto più in un settore che non risparmia difficoltà e ostacoli a chi prova a costruirci il proprio futuro.
Ceroni e Marchi: il senso del premio
Un posto centrale, nel racconto della serata, spetta agli interventi dei due fondatori di Identità Golose, Claudio Ceroni e Paolo Marchi, che hanno contribuito a ideare questo premio.
Ceroni ha spiegato che cosa renda i
TheFork Awards un premio unico nel panorama gastronomico italiano ed europeo. Qui agli chef affermati non si chiede di parlare di sé, del proprio lavoro o dei propri successi: si chiede di spostare l’attenzione su altri, più giovani, e di mettere la propria autorevolezza al servizio di chi sta cominciando. È questo gesto, ha detto, che permette a un settore come quello della cucina e della ristorazione d’autore, a cui
Identità Golose dedica il proprio lavoro, di continuare a crescere. Il premio ci riesce, ha aggiunto, perché nasce dall’incontro di due competenze profonde e complementari, quella di
TheFork e quella di
Identità Golose.
Marchi è partito da un luogo comune che ricorre sempre più spesso nel dibattito gastronomico, per ribaltarlo: «I TheFork Awards sono la migliore risposta al continuo ripetere che il fine dining è morto. Trovo più corretto parlare di cucina di qualità in forme sempre diverse e sovente informali, a conferma che la ristorazione è ancora un mondo vivo, caratterizzato da aperture capaci di lasciare un segno in un periodo economico e sociale non facile». Ne è venuto l’invito a riconoscere a tutti i segnalati, e non solo ai vincitori, un merito che va oltre la tavola: «Chi è stato segnalato, prima ancora che per la sua cucina, va applaudito perché ha fatto impresa creando nuovi posti di lavoro».
Il saluto della Regione
Quest’anno il premio ha avuto il patrocinio di Regione Lombardia, rappresentata alla serata da
Debora Massari, assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda. Nel suo intervento l’assessore ha ricordato prima di tutto che cosa comporti ogni nuova apertura: «Dietro ogni nuova attività nella ristorazione ci sono impegno, sacrifici, investimenti e la volontà di costruire qualcosa che duri nel tempo». Poi si è soffermata sul legame sempre più stretto fra la qualità della ristorazione e l’attrattiva di un territorio: «Un ristorante può diventare la ragione per visitare una città, raggiungere un piccolo centro o scoprire una destinazione meno conosciuta».
I premi speciali
Oltre ai premi decisi dal pubblico, l’edizione 2026 ha assegnato tre riconoscimenti speciali, attribuiti dai partner del progetto.
Premio Visioni Future di AEG: Nomos Ante, Roma
Il premio con cui
AEG guarda a chi immagina nuovi modi di vivere la ristorazione è andato a
Nomos Ante, il ristorante del
Nomos Hotel nel rione Regola. Qui
Giulio Zoli firma il suo primo progetto da chef, dopo aver lavorato in giro per il mondo con grandi cuochi. La sua cucina è personale e rigorosa, ricca di salse e giocata sull’acidità, e si sviluppa in due percorsi degustazione,
Métron e
Télos. A candidarlo sono stati in cinque:
Gabriele Boffa,
Anthony Genovese,
Luca Pezzetta,
Ciro Scamardella e
Domenico Stile.
Premio Miglior Servizio di Daygum: Tarassaco Ristorante, Bientina (Pisa)
Il riconoscimento che
Daygum dedica all’accoglienza e alla cura della sala è andato a
Tarassaco Ristorante, in Borgo della Pieve a Bientina. Lo chef
Luca Nut, salito sul palco a ritirarlo, e la compagna
Sara hanno aperto qui il loro primo locale, dopo anni di esperienza. Quando li ha candidati,
Gianluca Gorini ha messo in evidenza proprio il senso dell’ospitalità che i due riescono a trasmettere agli ospiti. In carta molta brace e diversi richiami toscani, dal cibreo al cacciucco.
Creators’ Choice Award di RealBites: Thelema, Gaggiano (Milano)
Il premio è assegnato per il quinto anno dalla giuria di content creator di
RealBites:
Marco Meschini,
Pizzalabo,
Elena Spisni e il duo
Moodly Food. Quest’anno ha riconosciuto a
Thelema la capacità di trasformare la propria identità gastronomica in un racconto visivo riconoscibile e contemporaneo. Il piccolo locale con giardino ha aperto nell’ottobre 2025 a San Vito di Gaggiano. Lo guida
Simone Tricarico, 35 anni, con una cucina di rigore classico. Tricarico si è formato in Francia e in Inghilterra e poi accanto a
Giancarlo Perbellini, che oggi è fra i sei chef che l’hanno candidato insieme ad
Andrea Berton,
Simone Cantafio,
Alessandro Negrini,
Fabio Pisani e
Sara Scarsella. Con la menzione
New Generation degli
Ambasciatori del Gusto,
Thelema chiude la serata con due riconoscimenti.
People’s Choice Award
Il cuore del premio resta il People’s Choice Award, affidato direttamente al pubblico di TheFork. Quest’anno hanno votato online quasi 30 mila utenti, che hanno scelto i vincitori per il Nord, il Centro e il Sud e Isole e, fra questi, il titolo nazionale.
142 Restaurant, Milano – vincitore nazionale e Nord
Il titolo nazionale e quello per il Nord sono andati a
142 Restaurant, in corso Colombo a Milano. A candidarlo è stato
Paolo Griffa, con cui lo chef
Federico Zappalà ha lavorato per due anni e mezzo prima di arrivare qui.
Sandra Ciciriello, che ha creato il locale e ne guida sala e cantina, è salita sul palco con grande emozione e ha voluto ringraziare il suo giovane chef. Ha raccontato che la sua energia e il suo talento le hanno ridato il desiderio di scommettere sui giovani, e che era bellissimo per lei condividere quel momento con un ragazzo di 26 anni così capace e motivato.
Zappalà le ha risposto riprendendo l’immagine proposta poco prima da
Cristina Bowerman. È vero, ha detto, che un premio come questo è benzina per i sogni dei giovani. Ma, con un pensiero rivolto alla sua titolare, ha aggiunto che lo è anche per chi, con qualche anno in più, non ha ancora smesso di sognare.
Antesi, Fiesole (Firenze) – Centro
Per il Centro il riconoscimento è andato ad
Antesi, il nuovo ristorante gastronomico del
Belmond Villa San Michele, riaperto ad aprile dopo diciotto mesi di restauro. Il casertano
Alessandro Cozzolino, che guida le cucine della villa dal 2019, serve qui il percorso
Attesa a otto tavoli disposti sotto il loggiato cinquecentesco, affacciati su Firenze. A candidarlo è stato
Ariel Hagen.
Baccanti, Matera – Sud e Isole
Per il Sud e le Isole il voto ha premiato
Baccanti, in via Sant’Angelo a Matera. Fra le pareti di pietra calcarea del locale, il patron
Sergio Guanti e lo chef
Nicola Popolizio propongono una cucina lucana attenta alle stagioni, che rilegge in chiave contemporanea le note acide e minerali del territorio. Lo ha candidato
Vitantonio Lombardo.
La cena
La serata si è chiusa con la cena servita ai tavoli sul palco. L’hanno firmata tre ristoranti con tre stelle Michelin, su quattro passaggi intitolati, in sintonia con il tema, “Ignoto”, “Sorprendente”, “Inaspettato” e “Luminoso”.

Da sinistra, con Cristina Parodi: Chicco Cerea, Riccardo Monco e Giancarlo Perbellini
Ha aperto
Giancarlo Perbellini, di
Casa Perbellini 12 Apostoli a Verona, con la
Ricciola affumicata, emulsione di sottobosco, porcini e lievito di birra. È seguita la
Mille sfoglie croccante di cavolo nero, fonduta di zafferano, besciamella di sedano rapa, composta di clementine piccanti di
Riccardo Monco, dell’
Enoteca Pinchiorri di Firenze. Entrambi i piatti erano accompagnati dal “Vento” 2025 di
Castello del Terriccio.

Ricciola affumicata, emulsione di sottobosco, porcini e lievito di birra

Mille sfoglie croccante di cavolo nero, fonduta di zafferano, besciamella di sedano rapa, composta di clementine piccanti
Gli ultimi due passaggi erano di
Enrico e
Roberto Cerea, di
Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo). Prima è arrivato il loro
Dedicato a Milano, un vitello fondente con spuma allo zafferano accompagnato dal “Tassinaia” 2022, sempre di
Castello del Terriccio. Poi la
Sfoglia di pere e cioccolato con gelato di ricotta di bufala in salvietta, servita con il Trentodoc
Ferrari “Riserva Lunelli” 2016 in magnum.

Sfoglia di pere e cioccolato con gelato di ricotta di bufala in salvietta

Il mitico Cannoncino dei Cerea
Il congedo è toccato ai
Cerea, con i loro celebri cannoncini riempiti di crema pasticcera al momento: un dolce arrivederci, per chiudere questa serata finale, in attesa di ritrovarci con la nona edizione dei
TheFork Awards.