Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, esperienze di gusto tagliate su misura

Un percorso di eccellenza, da vivere on the road, che sia in bicicletta, a piedi o in treno, alla scoperta delle ricchezze di un territorio straordinario

16-07-2022
a cura di Paola Pellai

Il meglio lo trovi on the road, per dirla alla Kerouac, sapendo in partenza che il tuo sarà un percorso di eccellenza alla scoperta del Trentino. La Strada del Vino e dei Sapori del Trentino non è un'utopia, ma un'associazione composta da oltre 330 soci (200 lo sono fin dalla sua costituzione nel 2013) tra enti ed aziende, riuniti nel comune intento di valorizzare la propria terra attraverso la scoperta del territorio in tutte le sue sfaccettature. Sergio Valentini, presidente dell'associazione, ha spiegato come il successo di questa Strada risieda nel suo contenuto “ricco di biodiversità, esperienze, passione e amore per l'accoglienza”.

Un'associazione che è una famiglia allargata nella quale “i soci vanno ascoltati, uno per uno, aiutati nelle loro difficoltà e anche nella formazione. Perché il turismo è cultura e occorre saperla trasmettere”. L'idea vincente è quella di proporre al turista pacchetti che rispecchiano non solo quello che il turista vuol assaporare dal territorio ma anche come vuole viverli. Nascono così le Esperienze di gusto, escursioni disponibili tutto l’anno e da vivere in un giorno, o su più giornate, per approfondire la conoscenza del territorio (che passa da un ambiente mediterraneo ad un paesaggio tipicamente alpino) e delle sue migliori eccellenze enogastronomiche (oltre ai vini, al Trentodoc e alle grappe, ci piace ricordare, per esempio, tra i formaggi la Spressa Dop, il Vezzena e il Nostrano del Baldo, oltre alla Lucanica, alla carne salada e a quella fumada). Tre, in particolare, sono le tipologie di opportunità, differenti per le modalità di spostamento (bici, treno, a piedi) tra le diverse soste, personalizzabili secondo le esigenze degli ospiti. In ogni caso è un turismo slow, che noi abbiamo testato in una formula concentrata in tutte e tre le varianti, ammirando i paesaggi, accarezzandone i laghi, arrampicandoci in vetta ma soprattutto ascoltando storie e profumi di una terra generosa con chi la ama e la sa rispettare.

La Sala degli Affreschi di Palazzo Roccabruna, a Trento, sede dell'Enoteca del Tentino

La Sala degli Affreschi di Palazzo Roccabruna, a Trento, sede dell'Enoteca del Tentino

Lungo il cammino, qualunque sia il percorso da voi scelto, incontrerete realtà dalle radici antiche che hanno saputo tramandare i segreti alle nuove generazioni, attente a un mondo che guarda avanti senza calpestare il passato. Essere associazione significa crescere insieme, alzare un poco l'asticella di giorno in giorno o di anno in anno, con il contributo di ognuno, consapevoli che se vince uno, vincono tutti. Nel vostro on the road troverete quello che abbiamo trovato noi: sorrisi, passione, competenza, ottimismo. Nessuno piange su quello che ha perso durante i due anni di pandemia, tutti credono al potere di quello che offrono. Noi abbiamo sperimentato Taste&Walk nella Valle dei Laghi alla scoperta di Nosiola, unico bianco autoctono trentino, e Vino Santo, il passito dei passiti trentini, ricavato proprio dalle uve di Nosiola; Taste&Bike, tra vigneti di Marzemino in Vallagarina e castagneti secolari sull’altopiano di Brentonico, e Taste&Train in Piana Rotaliana, a bordo del caratteristico treno Trento-Malè, alla scoperta del Teroldego Rotaliano Doc, principe dei vini rossi trentini.

Sono solo alcune delle infinite possibilità che potete scegliere sul sito www.tastetrentino.it/esperienzedigusto in continuo aggiornamento, magari scegliendo da un pacchetto o dall'altro per costruirne uno su misura. Un po' come abbiamo fatto noi che tra le tante proposte segnalate poi ci siamo soffermati su qualcuna. Irrinunciabile, per esempio, a Madruzzo la tappa alla Cantina Toblino, nata nel 1960 nelle vicinanze dell'omonimo lago e castello, punto di riferimento per la viticoltura della Valle dei Laghi. Qui c'è l'orgoglio di coltivare in proprio 40 ettari ma anche di far confluire le uve da più di 600 soci per un totale di 500 mila bottiglie all'anno per 26 etichette. Potete anche fermarvi all'annessa Hosteria, guidata dal giovane chef Sebastian Sartorelli che forte di un “qui mi hanno dato carta bianca” ha realizzato il suo sogno di bambino: “A 6 anni già preparavo il tiramisù alle mie sorelle”.

Sebastian spiega: “Cucinare con il sorriso è l'ingrediente irrinunciabile nelle mia cucina che cerca l'equilibrio perfetto tra creatività e materie prime del territorio”, ovviamente tutto secondo la stagionalità. Tre i percorsi degustazione (Carne a 60 euro, Acqua a 55, Veggie a 50, sempre vini esclusi) ma se vi fermate eccovi due consigli: la Tartare di manzo servita nel suo osso, majo alla senape e pop corn di patate e i Canederlotti alle erbe con speck d’anatra e spuma al Trentingrana. Dall'Hosteria con una facile passeggiata a bordo lago arrivate alla minuscola Santa Massenzia, un pugno di case di pietra, 150 anime, una piazzetta, una chiesa, nessun negozio, ma cinque distillerie, tutte targate Poli. Tra le due Guerre erano addirittura 13, una per ogni 10 abitanti, e negli anni Settanta è stato Giovanni Poli, insieme ad altri distillatori italiani, a rendere onore alla grappa, trasformandola in una grande eccellenza. Ogni distilleria ha un'ampia gamma di grappe da vinacce locali, oltre ad una produzione con infusione d'erbe, liquori e qualche distillato di frutta. Ovunque vi apriranno a una degustazione coi fiocchi: grappe bianche di Müller Thurgau, Traminer, Moscato giallo, Nosiola, le nere da Cabernet, Schiava, Marzemino, Rebo e Teroldego...

Lo Strudel di mele di Boivin, a Levico Terme

Lo Strudel di mele di Boivin, a Levico Terme

Ma dove non puoi arrivare a piedi, ecco che l'e-bike è un valido sostegno per portarvi a panorami da cartolina e per accorgerti che sull'altopiano di Brentonico, nel borgo di Castione, c'è il regno del marrone. Oggi si contano 2500 piante, alcune con oltre 300 anni di età che producono frutti grandi, a forma di cuore, dal sapore dolce e dalla grana fine. La raccolta di questa castagna, coltivata con metodi naturali, avviene direttamente sulle piante dove esperti battitori si arrampicano per percuotere i ricci con lunghe pertiche per farli cadere a terra, una pratica che permette di raccogliere tutti i ricci e i marroni in un solo giorno. In seguito vengono radunati in un grande mucchio, all’interno del quale si attiva un processo di fermentazione, che permette ai frutti di conservarsi più a lungo. Negli anni Novanta è nata anche un'Associazione di tutela che raggruppa la maggior parte dei coltivatori locali, presieduti da Fulvio Viesi, molto attiva nell'organizzare corsi convegni e manifestazioni. Dalla lavorazione dei marroni, accostati ai vini del territorio, nascono ricette e prodotti unici, come i tagliolini di castagne, la birra di castagno e il celebre Marroncino di Castione. Se avete ancora fiato e gambe da qui potete raggiungere pedalando l'Agritur Malga Mortigola, a 1200 metri, con una splendida vista sulla Vallagarina, punto di partenza ideale per escursioni e passeggiate ma anche tappa d'obbligo per pranzare a...centimetro zero, con tutto quanto viene prodotto dall'azienda; verdure, formaggi, salumi, carne. Tutto. Ma qui il consiglio spassionato è di non perdervi lo stufato d'asino.

Salmerino alpino con fiori essiccati, mousse di radice di prezzemolo affumicato, zucchine e lamponi, allo Scrigno del Duomo di Trento

Salmerino alpino con fiori essiccati, mousse di radice di prezzemolo affumicato, zucchine e lamponi, allo Scrigno del Duomo di Trento

L'associazione Strada del Vino e dei Sapori del Trentino vi organizza pacchetti come fa il sarto con l'abito su misura: voi chiedete, loro, insieme a voi, trovano il meglio. E così potreste trovarvi a fare l'aperitivo in una dimora rinascimentale come Palazzo Roccabruna (tra l'altro conserva una collezione storica di oltre 600 etichette trentine dagli anni Quaranta agli anni Ottanta), nel centro storico di Trento, oggi sede dell'Enoteca provinciale del Trentino, aperta al pubblico dal giovedì al sabato dalle ore 18 alle 23. E dopo l'aperitivo basta una passeggiata di alcune decine di metri per sedersi a un tavolo dello Scrigno del Duomo, anche questo ambientato nella calda atmosfera di un palazzo del 1600. In particolare non perdetevi la cantina, dove si possono ammirare le mura di cinta della Trento romana ed il pozzo del 1700 rinvenuto durante gli scavi e perfettamente ristrutturato. Allo Scrigno trovate una carta vini con oltre 600  etichette e un giovane chef, Mattia Piffer, cresciuto al fianco dello stellato Alfredo Chiocchetti, a proporvi la rivisitazione dei piatti del territorio con l'estro e la creatività negli accostamenti e nei colori. Su tutto, nei nostri assaggi ha trionfato il Salmerino alpino con fiori essiccati, mousse di radice di prezzemolo affumicato, zucchine e lamponi. Una tavolozza che si fa prima ammirare e poi gustare. Nel vostro percorso del gusto un altro consiglio da mettere in agenda è il Boivin, a Levico Terme. Fermatevi. Qui il benvenuto è con due concetti originali: “Cuciniamo usando acqua, fuoco e il tempo necessario” e “Ci piace l'imperfezione”. Nato negli anni Sessanta, su iniziativa di Giancarlo Bosco, che risanò le stalle dell’antica casa di famiglia del XVI° secolo per creare un locale in cui passare la notte bevendo vino – tanto che il nome si ispira al luogo “dove il mosto bolle” – e mangiando speck e schuttelbrot, oggi è gestito dal figlio Riccardo che costruisce un menù sugli arrivi giornalieri, i rapporti diretti con i produttori, l'alchimia con erbe e fiori e puntando sulla generosità del lago, con luccio, salmerino e trota a fare da padroni.

Albino Armani

Albino Armani

In fatto di produttori di vino, qualsiasi percorso scegliete sulla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino avrete solo l'imbarazzo della scelta. Anche in questo caso, eccovi un paio di indicazioni utili: l'azienda de Vescovi Ulzbach a Mezzocorona, facilmente raggiungibile con la Trento-Malè, che da oltre 400 anni ha fatto della Piana Rotaliana il territorio d'eccellenza del suo Teroldego: Giulio de Vescovi, dopo essersi laureato in viticoltura ed enologia, lo valorizza in ogni suo aspetto con 35 mila bottiglie, spesso in sold out. Un'altra famiglia con 400 anni di viticultura alle spalle è quella degli Armani che oggi, guidati da Albino, continuano a lavorare nel rispetto del territorio e delle persone che lo vivono, convinti che la ricerca e l'identità siano gli strumenti più efficaci per dare qualità ai propri prodotti. L’azienda produce spumante metodo classico e vini fermi, come il Gewürztraminer, lo Chardonnay, il Marzemino e il Pinot Nero.


Rubriche

Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose