L'Alto Piemonte e le sue ricchezze: il viaggio tra vino e cultura del territorio

Degustazioni e esperienze immersive in una zona dove la qualità del vino è sempre più alta. L'evento a cura del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte

19-08-2021
Le etichette in degustazione durante l'evento

Le etichette in degustazione durante l'evento Taste Alto Piemonte

Nell’esplorazione di Taste Alto Piemonte, si fissa un istante che in realtà è un movimento perpetuo: quello delle jeep che solcano i sentieri dei boschi per condurre tra i vigneti, a Gattinara. Il paese accoglie senza l’ombra di una vite, preferendo custodire piuttosto i suoi tesori nei luoghi protetti da una natura a tratti selvaggia. Ciò diventa simbolico di questo viaggio affascinante, tre giorni di immersione nei vigneti nelle province piemontesi con rifugio serale sul Lago Maggiore, a Stresa: cornice anche della degustazione conclusiva tecnica con 47 etichette. Si viaggia verso le proprie radici e verso il futuro, si attinge al passato per correre avanti e diffondere la conoscenza del territorio e della sua ricchezza.

I vigneti della zona dell'Alto Piemonte

I vigneti della zona dell'Alto Piemonte

L’evento del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte era organizzato a giugno grazie al sostegno della Regione Piemonte e rinnovato grazie all'impegno di Enartis, Ponti, Amorim Cork Italia, il patrocinio della Camera di Commercio Biella e Vercelli – Novara Verbano Cusio Ossola, oltre che con le collaborazioni di Ais Piemonte, Valverde e il Consorzio del Gorgonzola. Un’operazione che ha permesso di portare alla luce tratti ancora troppo in sordina, al di là della consolidata e riconosciuta qualità: prende vita la consapevolezza di dover uscire con ulteriore carica nel mondo e raccontarsi, unirsi, dare spazio alle storie di vino e territorio così spesso firmate anche dai giovani. L’Alto Piemonte offre dieci vini a denominazione d'origine protetta: Boca Doc, Bramaterra Doc, Colline Novaresi Doc, Coste della Sesia Doc, Fara Doc, Gattinara Docg, Ghemme Docg, Lessona Doc, Sizzano Doc, Valli Ossolane Doc.

Si inizia in una Val d’Ossola, dove i giovani hanno molto da raccontare: talvolta si è operato un salto di generazione, riprendendo un filo spezzato o allentato dopo i nonni. Si allontana il motivo di sdegno di Veronelli sul Prünent: «Hanno l’oro e lo gettano».

Nella zona della Val d'Ossola si produce il 2,58% (dato 2020) delle Doc dell’Alto Piemonte

Nella zona della Val d'Ossola si produce il 2,58% (dato 2020) delle Doc dell’Alto Piemonte

Non accade più. Si tiene stretta la tradizione, le si imprime una scossa buona di quelle che fanno correre nel futuro, si porta avanti il metodo delle topie – le pergole -  senza risentire negativamente, per ora, del cambiamento climatico. A Trontano si uniscono naturalmente volti giovani e viti secolari: ce n’è una che timidamente porge agli sguardi i suoi 200 anni.

Qui si produce il 2,58% (dato 2020) delle Doc dell’Alto Piemonte, 49.232 bottiglie. Anche Boca (Nebbiolo al 70% - 90%; sono ammesse Uva Rara e Vespolina, da sole o congiuntamente, max. 30%) è una piccola voce, in termini produttivi (2,5%, poco più di 47mila bottiglie), ma che viene da lontano) addirittura da 700 anni fa. La pace che accarezza questi luoghi, fa da sfondo a un vino che si fa forte dei suoi tannini, calibrando una speciale armonia.

La seconda giornata è quell’esplorazione selvaggia, invincibile, tra Gattinara e Bramaterra. La vegetazione sembra rincorrere le jeep e a tratti si ritrae lasciando scorgere i punti di riferimento, come la torre e le vigne visitate. I produttori si confrontano, si raccontano, affiorano esperienze che arrivano da lontano, tramandate, sbocciate ormai da anni o da poco. Chilometri per recarsi dalla vigna alla cantina, distanze che sembrano però ricaricare la voglia di esserci e valorizzare - oltre il vino -  il territorio. Emerge il desiderio di sviluppare sempre più una visione turistica diffusa ma non invadente, rispettosa di ciò che è prezioso anche nel percorso dei viticoltori: l’ambiente.

Il momento della degustazione

Il momento della degustazione

Il momento del racconto arriva nel bicchiere, a Stresa: ci si sposta dall’Hotel Regina Palace che ha offerto lo sguardo quieto sul lago Maggiore in queste notti all’Iles des Borromées.

Quarantasette etichette chiedono dolcemente attenzione nell’elegante sala. Dalle Colline Novaresi, citate come «una specie di Mesopotamia tra Sesia e Ticino» e l’affacciarsi del supervulcano, la Vespolina usata per dare “pepe” al Nebbiolo, l’Uva Rara… si ripercorre quest’ampia area dalle tante identità e ciascuna è un libro che non si riesce ad abbandonare facilmente. Per le Valli Ossolane sostiamo questa volta su Maria Rita Doc Valli Ossolane Nebbiolo Superiore, 2017, Prünent  100% la sua impronta di montagna preservata dalla Casa vitinicola Eca che l’affina in botti di legno per 24 mesi. Personalità e morbidezza si integrano, in un vino che offre una varietà di aromi dalla frutta sotto spirito alla vaniglia.

Fermiamoci anche sul Sizzano, così amato da Cavour. Il Doc 2016 Cantina Comero affinato per 24 mesi in botte di legno e 6 in acciaio, 70% Nebbiolo e 30% Vespolina, presenta una finezza, anticipata da note di viola e spezie. Interessante anche il Boca 2016 di Barbaglia che ripaga con generosità chi sa attendere e vivere il suo incedere nel tempo.

Nel bicchiere si sente poi la storia che sfocia nella freschezza delle generazioni con il Ghemme Riserva Docg Vigna Cavenago 2015 di Mirù. Un vino che sa esprimere giovinezza e consapevolezza al contempo. Il Gattinara Docg 2015 di Vegis offre un’intensità che ben si sposa con la freschezza e lascia spazio delicato alla mineralità. Mineralità anche più decisiva nel Bramaterra Doc 2016 Roccia Rossa che trasmette eleganza ed equilibrio.

Andrea Fontana e Lorella Zoppis del Consorzio Tutela Nebbioli Alto 

Andrea Fontana e Lorella Zoppis del Consorzio Tutela Nebbioli Alto 

«Mi auguro – ha osservato Andrea Fontana, presidente del Consorzio  -  che Taste Alto Piemonte possa essere evento precursore di un’estate di ripartenza, all’insegna della riscoperta del buono e del bello che il nostro territorio può offrire per assecondare il desiderio di vacanze di prossimità, rilanciando i numerosi territori di vocazione enoturistica del nostro Paese».  Sottolinea anche spiega Lorella Zoppis, vice presidente e responsabile eventi e promozione: «La quarta edizione si è confermata un successo, per numeri e riscontri positivi. Taste Alto Piemonte è un appuntamento atteso e seguito con entusiasmo anche dal pubblico, che ha la possibilità di scoprire le potenzialità e la forza delle eccellenze enogastronomiche del nostro Alto Piemonte, attraverso l'esperienza immersiva di Experience e Wine Weeks».