Eccellenza Frisino, tra grandi oli, ma anche vino e presto anche un progetto di accoglienza in masseria

Racconto dell'azienda pugliese situata nel cuore della Riserva naturale delle Pianelle. Le sue bottiglie di monocultivar da peranzana e coratina sono diventate iconiche. E adesso...

02-03-2021

Ogni prodotto ha una sua storia, un tessuto che unisce spaccati di vita familiare, intrecciati a un territorio generoso che "per natura" attira la coltivazione di nuova vita, e combinati alla tecnica, a una sana ossessione per l’eccellenza: in altre parole la proiezione nel futuro di un presente fatto di genuinità, innovazione e solide radici.

L’azienda Frisino interpreta con gusto, sia in termini di contenuto che nella forma, questa parabola del buono: la sua collezione include oli autoctoni, monocultivar di fruttato medio (da varietà peranzana) e intenso (coratina), una risultante della morfologia e della collocazione territoriali dell’azienda, di sapienza tramandata dalle mani alla terra.

La famiglia Frisino

La famiglia Frisino

Precisamente ci troviamo in Puglia, nel cuore della Riserva naturale delle Pianelle, «un’area – come la definisce Francesco Frisino, responsabile commerciale e ceo dell’azienda - molto performante in termini di resa dell’olio: l’altitudine difende le coltivazioni dalle gelate primaverili e dall’intenso caldo d’estate». Siamo lì dove inizia l’Alta Murgia: terreni calcareo-argillosi e una pronunciata escursione termica giovano anche alla produzione di vini dalla buona acidità e che si discostano dai toni più dolci della più ampia offerta territoriale. L’idea è quella di dimostrare che anche i vigneti pugliesi siano perfettamente in grado di produrre eleganza "al calice", proprio come i cugini toscani e piemontesi, ma più di tutto svelano il potenziale commerciale, ancora non del tutto conosciuto, della regione.

Una premura, quella di valorizzare la realtà produttiva locale, che la famiglia Frisino ha intenzione di declinare anche in un progetto d’accoglienza: una masseria del 1700 da poco rilevata, destinata a diventare un esclusivo polo ricettivo. «Stiamo lavorando per lanciare un progetto entro l’inizio di questa estate basato su percorsi degustativi, e quindi, far visitare la parte produttiva, far assaggiare i prodotti e far visitare l’azienda (100 ettari tra oliveti e vigneti, oltre che 25 di boschi). L'idea sulla quale stiamo lavorando – e il cui completamento prevediamo tra il 2022/2023 - prevedrà invece un’attrattiva molto interessante per quanto riguarda il vino a livello strutturale. Ma…non posso svelare tutto!».

Frisino è anche interprete dell’attrazione reciproca tra mondo food e del design: una bottiglia in vetro bianco o nero e, al centro, un simbolo che rende immediatamente riconoscibile l’azienda, quindi la O finale di Frisino diventa un’oliva stilizzata, e poi un grappolo d’uva. L’appeal aumenta in relazione alla funzionalità dell’oggetto: le iconiche bottiglie, infatti, prendono parte alla convivialità quotidiana e, mentre gli oli derivati da olive peranzana o coratina condiscono i piatti esaltandone il gusto, il contenitore arricchisce la cornice nella quale è accolto e di cui diventa parte integrante. Una scelta, questa, che dà voce a quella naturale tensione al futuro che si respira e alimenta in casa Frisino, un segno dell’azienda nel tempo che si evolve e si rigenera pur mantenendo inalterata la sostanza: offrire un prodotto di primissima qualità.

E, a tal riguardo, un notevole contributo lo si deve proprio a un dialogo sempre aperto con tecniche innovative: come la scelta di adottare l'in vacuum per la trasformazione delle olive, tecnica adoperata durante l’intero ciclo produttivo. «È una metodologia antiossidante, fondamentale per la conservazione di tutte le caratteristiche organolettiche e i profumi dell’olio extravergine», afferma ancora Francesco.

E il sapore? Una conciliazione di contrasti: il monocultivar peranzana (bottiglia bianca) è esuberante, piacevolmente piccante, sprigiona note erbacee, di carciofo o mandorla; il monocultivar coratina (bottiglia nera), invece, ha un’aromaticità più tenue, rotonda, una leggera nota amarognola che ricorda la frutta secca (la noce in particolare) e accompagna a lungo diventando sempre più morbida. Profumi e sentori, quindi, che condiscono senza ungere.


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