Identità Golose dal 24 al 26 ottobre, tema: "Costruire un nuovo futuro".
E diventa un congresso anche digitale

UFFICIALE - Confermate le nuove date, sempre al Mi.Co di Milano. Sarà un evento "doppio", racconterà cambiamenti e sfide che attendono la ristorazione post-Coronavirus

05-06-2020

È confermato: la 16ª edizione di Identità Golose - congresso internazionale di cucina d’autore, pasticceria e servizio di sala - sarà in autunno, da sabato 24 a lunedì 26 ottobre, sempre al Mi.Co di Milano.

Quest’anno Identità Golose raddoppierà, per così dire: all’impianto originale di un irrinunciabile evento dal vivo, invariato pur nel rispetto delle normative che regolamentano la realizzazione delle grandi kermesse, si affiancherà una potente piattaforma digitale che consentirà di seguire il congresso nelle sue varie fasi e di condividere l’esperienza espositiva delle aziende partner, senza limiti di tempo e partecipazione.

Se il congresso non rinuncia alla sua dimensione tradizionale, che pone al centro l’incontro e la relazione, il convivio e l’esperienza diretta, la parte digitale consentirà nuove e importanti possibilità d'interazione. È un'opportunità che gli organizzatori sperimenteranno a ottobre e che aprirà a Identità Golose originali prospettive di sviluppo per il futuro.  

L’impegno dei fondatori, Paolo Marchi e Claudio Ceroni, nel dare continuità a un appuntamento che si tiene senza interruzione dal 2005, deriva da una volontà ampiamente condivisa con tutti i protagonisti, i partner e le aziende che lo scorso marzo hanno risposto, senza indugi, all’invito rivolto loro affinché confermassero la propria partecipazione. «Sarà una grande responsabilità - commentano Marchi e Ceroni - individuare, con il contributo di tutti, le caratteristiche, le condizioni e le idee che costruiranno un nuovo futuro».

Paolo Marchi

Paolo Marchi

E proprio "Costruire un nuovo futuro" sarà il nuovo tema del congresso. Spiega Marchi: «Quando il 25 febbraio scorso abbiamo deciso, anticipando i tempi, con grande prudenza e "senso di responsabilità" (non a caso l'iniziale tema, ndr), di rinviare Identità Golose 2020 da marzo a luglio, non potevamo percepire appieno la dimensione dell'emergenza che era alle porte. In qualche modo, potevamo ritenere fosse sufficiente un semplice cambio di data, senza toccare la struttura stessa dell'evento: chi immaginava fossimo alla vigilia di tre mesi di quarantena, con tutte le attività economiche paralizzate, e io penso in particolare a quelle ristorative che ci stanno particolarmente a cuore... Invece dopo tutto quello che è successo, nell'approcciarci a un'inedita edizione autunnale, non possiamo semplicemente spostare i giorni sull'agenda».

L'impegno è diventato semmai raccontare il post-Coronavirus, riflettere sugli scenari prossimi venturi della ristorazione. "Costruire un nuovo futuro", appunto. Ancora Marchi: «Concepiremo il congresso in modo diverso, a iniziare dalla sua digitalizzazione, perché in questi mesi abbiamo assistito al forte sviluppo del web, eventualità che era nelle cose ma che la crisi ha certo accelerato. Siamo anche indotti a cambiare tema: avevamo pensato inizialmente al "senso di responsabilità" - concetto allora perfetto, persino premonitore - per sottolineare alcuni eccessi che allignavano nel settore. Gli accadimenti hanno fatto in modo che tale senso di responsabilità diventasse fattore ormai acquisito da quasi tutti, volenti o nolenti. Dev'essere proprio la base dalla quale ripartire. E allora: il nuovo tema è "Costruire un nuovo futuro", perché va ridiscusso l'intero mondo della ristorazione. Ci sono tanti sviluppi - dal delivery in poi - che dobbiamo capire quale ruolo possano essere in prospettiva rispetto a un settore che oggi sta soffrendo, ma deve tornare al più presto a stare in piedi, deve recuperare redditività. Quanto tempo passerà prima che torni a regime? Come recuperare il rapporto col cliente? Parleremo di questo, perché dovremo poco a poco saperci riappropriare di una dimensione di quotidianità "normale", dopo queste settimane terribili».

Claudio Ceroni

Claudio Ceroni

Un'imprevedibile tempesta ha messo in discussione la convivialità, quell’insieme di relazioni e di scambi che quotidianamente prendevano forma attorno a una tavola e davanti a un buon piatto di grande cucina. «Ora si tratta di ripartire e di ricostruire recuperando innanzitutto quei valori straordinari che per lungo tempo abbiamo dato per scontati e che oggi invece vanno riconquistati» aggiunge Claudio Ceroni. E spiega: «Il vero dramma sociale che si è verificato in tutto il mondo è stato l'azzeramento della convivialità e delle relazioni umane che avvenivano attorno alla tavola. Cucina non è solo un piatto, ma anche lo scambio culturale che gli ruota attorno. Abbiamo compreso in questi mesi come non ci sia certo mancato il cibo, ma proprio la convivialità. Ciò non è avvenuto solo nella ristorazione, penso al teatro, alla musica, eccetera... Ma la forza della ristorazione era quella di consentire tale interazione tutti i giorni. Ecco: nel "costruire un nuovo futuro" andrà ridefinita tale dimensione perduta».

Non sarà però solo un riannodare i fili d'un discorso interrotto: «Abbiamo sempre parlato di convivialità, ma ne abbiamo davvero colto l'importanza fondamentale solo quando l'abbiamo persa. Prima la davamo quasi per scontata; perciò ne percepivamo poco la centralità. Da fattore acquisito, quale era, a riconquista, quale diventerà: oggi abbiamo la possibilità di recuperare tale valore, dunque di valutare meglio il grande lavoro dei produttori, dei cuochi, dei pasticceri, dei pizzaioli, dei gelatai, del personale di sala... Nello stesso tempo siamo stati proiettati in un mondo nuovo: ci sono tanti elementi che prima non esistevano o erano marginali, li abbiamo conosciuti in questi frangenti e probabilmente rimarranno. Quanti? Quali? Come si porranno? Lo scopriremo insieme al congresso, perché la lunga coda della pandemia ci indurrà anche a nuove abitudini, persino positive. Ne ho in mente due, su tutte: l'irruzione definitiva del digitale e l'allargamento delle fasce orarie nel mondo ristorativo, fattore che oggi risponde a esigenze strettamente contingenti - serve insomma a recuperare i coperti persi col necessario distanziamento sociale - ma che in realtà può essere fertile anche in futuro (dà modo al personale del ristorante di proporre un lavoro più accurato, tanto per fare un esempio), specie in momento in cui la maggior diffusione dello smart working consente maggiore flessibilità nella nostra programmazione di ogni giorno ».

Da sempre Identità Golose rappresenta un appuntamento strategico per fare il punto sullo stato dell’arte del mondo della ristorazione internazionale e della gastronomia. La prossima edizione del congresso sarà ancora una volta l’occasione per riflettere sulle scelte, sulle prospettive e sui trend che faranno la differenza e guideranno lo sviluppo del settore. Tutto questo grazie allo stimolante dialogo fra cuochi, pasticceri, pizzaioli, gelatieri, uomini e donne di sala, artigiani, professionisti della comunicazione e imprenditori attenti ai temi della relazione, della qualità e dell’innovazione.


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IG2020: costruire un nuovo futuro