MU + MU = Cina e Giappone a tavola

Il 5 e 6 giugno a Identità Golose Milano un menù che somma il meglio di due locali cugini nel segno degli chef Chang Liu e Jun Giovannini, voluti dal titolare Liwei Zhou e da sua moglie Suili

02-06-2021

Il 5 e il 6 giugno prossimi, sabato a cena e domenica a pranzo, doppio appuntamento a Identità Golose Milano per una festa a quattro mani tra due chef che danno forma alle cucine di due ristoranti cugini entrambi di proprietà dei coniugi Suili e Liwei Zhou, cinesi. Jun Giovannini è la cuoca giapponese di MU fish a Nova Milanese (Monza Brianza), nella foto un gioco ottico tra interno ed esterno, Chang Liu cura invece il MU dimsum a Milano. Cognome italiano per Jun perché moglie di Egidio Giovannini, figura chiave nella sala di MU dimsun dove ai fuochi ritroviamo Chang Liu, 33enne cinese di Yangzhou, ex Serica, uno chef che ama le cucine di Hong Kong e di Canton. Due appuntamenti per un menu a quattro mani che farà dialogare due straordinarie culture gastronomiche orientali. Per conoscere il percorso da loro pensato per l’hub di via Romagnosi, cliccate qui.

Liwei Zhou, titolare di MU fish, cucina giapponese, a Nova Milanese in Brianza e di altri tre MU di stampo cinese a Milano

Liwei Zhou, titolare di MU fish, cucina giapponese, a Nova Milanese in Brianza e di altri tre MU di stampo cinese a Milano

MU, due lettere e quattro insegne, la prima a Nova Milanese, MU fish, quindi le tre in Milano, MU dimsum, MU Corso Como e MU Paolo Sarpi, in fondo cinque con il MU delivery che ha avuto un tale successo da avere spinto la proprietà, Liwei Zhou, cinese, classe 1987, e sua moglie Suili, a dotarlo di uno spazio tutto suo nella periferia nord del capoluogo lombardo per non togliere più spazio alla realtà brianzola.

Come per diverse altre insegne giapponesi, perché il MU fish, inaugurato a cavallo tra il 2016 e il 2017, propone cucina del Sol Levante (e il MU dimsun

Calamari in taglio Matsukasa, a reticolato per renderlo più morbido

Calamari in taglio Matsukasa, a reticolato per renderlo più morbido

cinese), il patron è cinese e Liwei ha davvero una storia singolare da raccontare. Nativo della contea di Qingtian, è arrivato in Italia all’età di 14 anni. Figlio unico, ha seguito i genitori, ambulanti nei mercati comunali nella Sardegna che ruota attorno a Sassari. Regione scelta non a caso, perché, non ancora in regola con i documenti, è defilata rispetto alle città sul continente dove i controlli sono maggiori. Più avanti, tutti ormai in regola, ecco Liwei piazzarsi tra Milano e Lodi via via con alcune edicole, poi una sala giochi e infine un all you can eat. Quando si è sentito pronto, il grande progetto MU, in una Nova Milanese scelta perché ricco bacino economico. Monza ad esempio dista sette chilometri appena.

Mentre mi recavo da loro, come tanti, mi sono domandato perché uno che vive a Milano, a una quindicina di km, debba affrontare il traffico in uscita a fine giornata, lasciandosi alle spalle una città che vanta un buon numero di locali giapponesi. La risposta una volta accomodato a tavola: perché questo posto ha un quid tutto suo, diverso dagli altri giapponesi al top, e anche un’ottima proposta di cocktail, firmata dal bartender Sergio Testaverde.

Jun Giovannini, classe 1975, ha studiato arte a Tokio per abbracciare poi l’arte culinaria fino a diventare una delle rare figure femminili applicate ai sushi. Nel suo percorso alcuni locali a Milano, ma uno anche a Polignano a Mare in Puglia, il Puro che, in una capitale del crudo di mare, sposa idee giapponesi, tali sono i due chef, Diego Shimojo e Makoto Nakazato, ad altre del luogo, un intrecciare

Hiyamughi, ottimo spaghetto freddo di MU fish

Hiyamughi, ottimo spaghetto freddo di MU fish

culture che lei ha portato con sé a Nova Milanese e che celebra, ad esempio, nell’Ushi caffè pugliese. E’ un omaggio a un espresso bandiera di un bar di Polignano che Jun ha traslato in una scottona scottata e servita su crema di patate con rosmarino in tempura, insalata di senape e salsa agrumata al caffè. Che brillerà nel menù che i due chef proporranno a quattro mani sabato 5 a cena e domenica 6 giugno a pranzo all’hub di Identità Golose Milano.

Ho nostalgia dell’Hiyamughi, uno spaghetto freddo con dashi bianco allo zenzero, melanzane cotte al forno e tempura di fiore di zucca e di una ottima carrellata di sushi creativi, Nigiri Jun style a essere precisi: Branzino flambè con shiso; Salmone con lime, aneto, sale maldon e olio EVO Tenuta la Viola; Avocado,

Jun Giovannini, chef giapponese di MU fish a Nova Milanese

Jun Giovannini, chef giapponese di MU fish a Nova Milanese

unico che non mi ha convinto perché piatto nel gusto e nella consistenza, bello ma privo di anima; Ricciola con salsa allo yuzu; Ventresca di tonno scottata con foie gras; Gambero viola pugliese con stracciatella; infine Capasanta flambé con salsa yuzu.

Nota finale: MU fish se ne sta in una zona industriale di Nova Milanese, anonima, zero atmosfera ma il parcheggio è comodissimo, pochi metri e sei sulla soglia. Tanti luoghi a Milano li raggiungi probabilmente prima, poi però giri e giri per trovare un posto dove lasciare l’auto. Alla fin fine anche meglio questo scampolo di Brianza.


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