Escargot, la tavola si tinge di blu

La scommessa sarda di Stefano Carta e Fabio Groppi a Costa Rei, dove il mare è di una bellezza unica

24-05-2016
Zero filtri per gli scatti fatti a Costa Rei, loca

Zero filtri per gli scatti fatti a Costa Rei, località del comune di Muravera nel Cagliaritano dove sorge il ristorante Escargot, titolare Stefano Carta. La sua famiglia è anche proprietaria, nella stessa realtà, dell'Eos Village

Il pianeta Terra è costellato di posti splendidi e l’Italia non ne ha certo il monopolio anche se i gioielli abbondano tanto da non poterli contare. Quando però ti vengono a prendere in auto all’aeroporto di Cagliari, e dopo tre quarti d’ora ti fanno scendere nel parcheggio del ristorante Escargot, tempo due secondi hai il Tirreno negli occhi e rimani senza fiato. «Qui non servono filtri e photoshop», commenta Camilla Rocca e ha perfettamente ragione. Mare e cielo vestiti con ogni sfumatura di azzurro e di blu, spiaggia di sabbia fine, un paio di scogli sulla battigia, quindi perfetti per tuffarsi, un grosso tronco insabbiato prima di un terrapieno su cui sorge il miglior ristorante della zona, l’Escargot appunto, telefono +39.070.9947206.

Il comune è quello di Muravera, ma conta la località Costa Rei che dista una ventina di chilometri in direzione sud. Tante ville e villette, anche villaggi come l’Eos Village, stessa proprietà, la famiglia Carta, del locale. L’Eos strizza l’occhiolino alle famiglie con bambini, regolatevi perché è vero che hanno ad esempio pensato a una sala dedicata per mamme e piccole gioie, ma il taglio è quello. Piace, in una struttura

Fabio Groppi, chef del ristorante Escargot a Costa Rei in Sardegna, provincia di Cagliari

Fabio Groppi, chef del ristorante Escargot a Costa Rei in Sardegna, provincia di Cagliari

capace di accogliere 300 ospiti, l’idea del cosiddetto buffet gourmet dove tutte le portate sono preparate al momento sotto gli oggi del cliente. Non è solo una questione di qualità della preparazione, ma anche di ridurre gli scarti e fare in modo che non vi sia chi – e sono sempre una enormità – impila di tutto nel piatto e poi a tavola lascia lì quasi tutto.

Torniamo all’Escargot, che deve il nome alla forma a chiocciola della costruzione che lo accoglie, un piano terra con torretta centrale nella quale è stata ricavata una suite con quattro posti letti. Già dell’ex calciatore di Cagliari e Fiorentina Luis Oliveira, già discoteca e poi pizzeria e poi sempre meno, nel 2014 il posto è stato acquistato da Stefano Carta, patron giovane e attento, bravo a convincere Fabio Groppi, chef, e Nicola Mascarello, maître e sommelier, a lasciare le vette della Alta Badia per l’orizzonte sardo. Completa il team Federica Atzori, che cura gli eventi.

Davvero un posto insolito per come Carta e il suo gruppo hanno deciso di interpretare un ristorante di mare. Le cose sono andate così: prima estate dimenticabile e dimenticata, seconda con Groppi salito a bordo in corsa e quindi capace giusto di graffiare la superfice, lì e al villaggio. Poi succede che l’inverno scorso un nubifragio spazza via il plateatico ereditato tra giardino e spiaggia, e davanti all’Escargot si spalanca un panorama che chiuderlo sarebbe stato criminale. Infatti ora lo sguardo spazia sull’infinito. Ecco così spuntare un angolo bar solo per i clienti dei 10 nuovi ombrelloni in cannicciato di bambù, venti ospiti in tutto, 25 euro a testa a lettino, compreso parcheggio e prima colazione. A pranzo mini menù, sabato scorso Insalata di astice, Spaghetti pomodoro e bufala, Polpo, fritto e non, su crema di patate, sorbetti. Abolito il servizio bar per gli esterni, in pratica l’assalto dalla spiaggia, fin verso il tramonto quando scatta l’ora del cocktail e poi quello della cena all’interno della chiocciola.

Il tramonto sul mare davanti all'Escargot, ristorante a Costa Rei in Sardegna, nello scatto di Paolo Comparin dell'agenzia Aromi Creativi

Il tramonto sul mare davanti all'Escargot, ristorante a Costa Rei in Sardegna, nello scatto di Paolo Comparin dell'agenzia Aromi Creativi

In una zona dove, come in tantissime altre, la corsa è sul prezzo verso il basso di spaghetti allo scoglio e calamari alla griglia, Carta e Groppi hanno preferito alzare l’asticella con Fregola cacio e pepe; Risotto, gamberi, limoni e rosmarino; I miei Ravioli, la vita dello chef attraverso cinque tortelli diversi; il mare così come il maialetto da latte allo spiedo. In due cene fuori programma, che buona interpretazione della Sardegna da parte di Groppi, che sorpresona la crema di formaggio dell’azienda agricola Coile Scalas, solo latte crudo, zero fermenti aggiunti; che golosa precisione il dessert del maestro Diego Crosara, ospite applaudito in una cena completata da Michele Cella del Basilico Tredici a Treviso. Tutte contaminazioni gradite.


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