20-09-2023

Trionfa l'ospitalità italiana: il Passalacqua sul Lago di Como è primo ai 50 Best Hotels

La Penisola fa un figurone all'esordio della classifica mondiale dell'hôtellerie: 5 su 50. L'oro sul Lario, poi il Four Seasons fiorentino al 9° posto, l'Aman di Venezia al 14°, Le Sirenuse a Positano al 20°, Borgo Egnazia in Puglia al 21°

Foto di gruppo al termine della premiazione della

Foto di gruppo al termine della premiazione della prima edizione dei 50 Best Hotels, ieri a Londra

Vince, anzi proprio trionfa l’idea stessa tutta italiana di accoglienza, alla prima edizione dei 50 Best Hotels, la cerimonia di premiazione si è tenuta poche ore fa alla magnifica Guildhall di Londra, c’eravamo anche noi. Vince l’ipotesi di un “senso dell’ospitalità” tricolore del quale si parla tanto, che spesso ci auto-attribuiamo dandolo per scontato, ma che lo scettico potrebbe ritenere necessario di una verifica: esiste davvero o è una specie di mito senza sostanza? Ecco: esiste, eccome. La prova, appunto, a Londra: perché non è certo un caso che la classifica degli hotel migliori del mondo, all'esordio assoluto e quindi senza quasi tutte quei compromessi che inevitabilmente arriveranno, attribuisca il primo posto, ossia l’oro, a una struttura delle nostre parti, il Passalacqua di Moltrasio, sul Lago di Como, che a vedere il suo sito si racconta come fedele dell’arte italica della dedizione agli amici, all'amore e al tempo libero, ai piaceri della tavola e – bellissima questa cosa, vale un premio di per sé - al dolce far niente.

Vince l’Italia, inoltre, perché il Passalacqua – una villa privata dal 1787, immersa tra cipressi e uliveti secolari – è impresa prettamente familiare, la storica tenuta è stata restaurata e trasformata in un sontuoso rifugio di 24 suite, poco più di un anno fa, dai De Santis, già noti nel mondo dell’hôtellerie di gran livello come artefice del successo del Grand Hotel Tremezzo, a una mezz’oretta d’auto di distanza, gioiello Belle Époque che la famiglia acquistò negli anni '70. Ora il raddoppio, coronato dagli allori. Abbiamo visto la patronne Valentina De Santis sempre sul pezzo, raggiante nel rispondere alle domande dei giornalisti travel di tutto il mondo, dopo la premiazione; e il general manager Silvio Vettorello, empaticissimo, quasi travolto da questa ondata internazionale di attenzioni.

Il Passalacqua a Moltrasio, sul Lago di Como

Il Passalacqua a Moltrasio, sul Lago di Como

Quelli del Passalacqua sul palco della Guildhall di Londra: il general manager Silvio Vettorello, la patronne Valentina De Santis, la pr manager Delia Facchini

Quelli del Passalacqua sul palco della Guildhall di Londra: il general manager Silvio Vettorello, la patronne Valentina De Santis, la pr manager Delia Facchini

E ancora: vince l’Italia perché, al di là del Passalacqua, c’è ben altro, non è rara avis: su 50 top hotel mondiali ben 5 sono italiani, si fa presto a far di conto: del podio più alto vi abbiamo detto, poi al nono posto troviamo il Four Seasons di Firenze, al 14° l’Aman di Venezia, al 20° Le Sirenuse di Positano e al 21° il Borgo Egnazia di Savelletri, in Puglia. La Penisola svetta: UK piazza sei indirizzi, quattro a Londra, uno in Scozia, uno nel Somerset; la Francia ci appaia con cinque menzioni, ma son tutte di rincalzo, dalla posizione 29 in giù; domina l’Europa, con 21 classificati; ma tra i primi dieci ci sono solo i due italiani, il resto è tutto Hong Kong (due piazzati, argento assoluto per il Rosewood), Bangkok (altri due piazzati, bronzo per il Four Seasons locale) e poi Tokyo, Marrakech, le Maldive, Puerto Vallarta.

Sono anche stati attribuiti alcuni premi speciali, vediamo quelli che “parlano la lingua del sì": Lavazza ha consegnato l’One To Watch Award, insomma la grande promessa per il futuro, a The Lodge at Blue Sky nello Utah, Usa; Vermouth Carlo Alberto, di Torino proprio come Lavazza, ha incoronato il The Newt nel Somerset, Gran Bretagna, con il Best Boutique Hotel Award. Di seguito la classifica generale.

1 Passalacqua, Moltrasio
2 Rosewood Hong Kong, Hong Kong
3 Four Seasons Bangkok at Chao Phraya River, Bangkok
4 The Upper House, Hong Kong
5 Aman Tokyo, Tokyo
6 La Mamounia, Marrakech
7 Soneva Fushi, Maldive
8 One&Only Mandarina, Puerto Vallarta
9 Four Seasons Firenze, Firenze
10 Mandarin Oriental Bangkok, Bangkok
11 Capella Bangkok, Bangkok
12 The Calile, Brisbane
13 Chablé Yucatán, Chocholá
14 Aman Venice, Venezia
15 Singita Lodges – Kruger National Park, Parco Nazionale Kruger
16 Claridge's, Londra
17 Raffles Singapore, Singapore
18 Nihi Sumba, Wanokaka
19 Hotel Esencia, Tulum
20 Le Sirenuse, Positano
21 Borgo Egnazia, Savelletri
22 The Connaught, Londra
23 Royal Mansour, Marrakech
24 Four Seasons Madrid, Madrid
25 Aman New York, New York City
26 The Maybourne Riviera, Roquebrune-Cap-Martin
27 Rosewood São Paulo, San Paolo
28 Capella Singapore, Singapore
29 Le Bristol, Parigi
30 Park Hyatt Kyoto, Kyoto
31 La Réserve, Parigi
32 Gleneagles, Auchterarder
33 Hotel Du Cap-Eden-Roc, Antibes
34 Cheval Blanc, Parigi
35 Four Seasons Astir Palace, Atene
36 Soneva Jani, Maldive
37 The Newt, Bruton
38 Amangalla, Galle
39 Hoshinoya Tokyo, Tokyo
40 Desa Potato Head, Seminyak
41 Eden Rock, St. Barths
42 The Siam, Bangkok
43 Badrutt's Palace, St. Moritz
44 Atlantis The Royal, Dubai
45 The Oberoi Amarvilas, Agra
46 NoMad London, Londra
47 The Savoy, Londra
48 Equinox New York, New York City
49 Six Senses Ibiza, Portinatx
50 Hôtel de Crillon, Pari


Hôtellerie

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Elisabetta Canoro e Carlo Passera

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Elisabetta Canoro e Carlo Passera

Lei, giornalista professionista, è consulente di Identità Golose, vice direttore di The CUBE Magazine e collaboratrice di AD Architectural Digest italia e Panorama. Autrice di Guide e di libri editi da WhiteStar e Marco Polo. Lui, a sua volta giornalista professionista di lungo corso, prima dedito alla politica e ora alla gastronomia, è coordinatore della redazione di Identità Golose. In pratica, sono "la bionda" e "il calvo"

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