Vigneti Le Monde, la tradizione friulana e una dedica speciale

L’azienda, acquistata nel 2008 dalla famiglia Maccan, ha investito molto. E il Merlot .73 è un vino pieno di ricordi

11-11-2021
Vigneti Le Monde si trova a Prata di Pordenone, in

Vigneti Le Monde si trova a Prata di Pordenone, in Friuli

L’idea è quella di tradurre nel bicchiere la tradizione vitivinicola friulana, cercando la massima pulizia possibile dei vini. E il risultato è molto interessante.

Questa è la filosofia produttiva di Vigneti Le Monde, azienda di Prata di Pordenone. «Si tratta di un’azienda storica – spiega il direttore Massimo Furlan - che era di proprietà della famiglia Pistoni, ma che dal 2008 è stata acquistata dalla famiglia Maccan».

Massimo Furlan presenta i vini dell'azienda

Massimo Furlan presenta i vini dell'azienda

Gli investimenti non sono mancati, anzi. «Siamo partiti con 13 ettari, mentre attualmente siamo saliti a 100 ettari circa.  Abbiamo trasformato la vecchia cantina, ristrutturandola, per l’accoglienza, mentre abbiamo costruito una nuova cantina, investendo molto sulla tecnologia. Abbiamo un riciclo quasi totale, e quindi siamo praticamente a impatto zero».

Un’azienda che vuole parlare della sua terra: «Realizziamo i vini tipici del Friuli, con 14 referenze e 3 riserve – spiega Furlan - Produciamo circa 700mila bottiglie: tutti gli anni vendemmiamo i vigneti separatamente, poi decidiamo cosa vogliamo imbottigliare, in quanto qualitativamente elevato, e il resto lo vendiamo sfuso Avremmo un potenziale per realizzare molte più bottiglie, ma noi puntiamo a mettere in mercato soltanto le migliori produzioni. Senza contare che abbiamo delle rese per ettaro molto basse, proprio per cercare di avere uve migliori. Per esempio, per il Pinot Bianco arriviamo ad avere 60-65 quintali per ettaro, non di più, nonostante si potrebbe fare praticamente il doppio. Lo stesso ragionamento vale per tutti gli altri vigneti della nostra azienda».

L’obiettivo dichiarato di Vigneti Le Monde è quello di avere vini buoni che abbiano un ottimo rapporto qualità prezzo. I vini presentati durante l’ultima edizione del congresso di Identità Milano sono stati cinque. Il Pinot Nero spumantizzato è un metodo charmat lungo, con 3 mesi sui lieviti, e un residuo zuccherino basso, di 3,5 grammi/litro. Al naso è molto floreale e fresco, mentre all’assaggio si nota una grande bevibilità.

I due bianchi, cioè il Pinot Bianco e il Friulano, entrambi annata 2020, hanno lo stesso difetto di gioventù: meriterebbero di rimanere in bottiglia ancora qualche tempo, almeno un anno, per riuscire a esprimersi al meglio. Le potenzialità, nel bicchiere, si sentono tutte. E soprattutto in bocca emergono lunghezza e piacevolezza notevoli.

Alcune delle bottiglie prodotte da Vigneti Le Monde

Alcune delle bottiglie prodotte da Vigneti Le Monde

Il Cabernet Franc segue il fil rouge degli altri prodotti: grande pulizia al naso, espressività del vitigno, e ottima bevibilità.

Ci soffermiamo maggiormente sul Merlot “.73”. «È l’anno di nascita del fratello di Alex Maccan, che purtroppo è morto in un incidente stradale avvenuto appena fuori dalla cantina. Lui, Guido Maccan, era un grande amante del Merlot e da qui è nata questa sfida. Dopo anni di sperimentazione, siamo usciti con la prima annata nel 2016 con duemila bottiglie. Ora siamo in commercio con la seconda annata, la 2017, con 2300 bottiglie».

La cantina di affinamento dell'azienda

La cantina di affinamento dell'azienda

Anche qui rese molto basse, circa 40 quintali ettaro, e un affinamento del 60% del vino in barriques, metà nuove e metà di secondo passaggio, e il 40% in botti austriache da mille litri. Il risultato è molto interessante, per un vino dalla grande complessità, dove il varietale Merlot trova un giusto equilibrio tra le note più fresche ed erbacee e i sentori di frutta rossa matura, con una bocca ricca ma non pesante, e ancora sapida e lunga.

Ma i progetti di Le Monde non finiscono qui: di recentissima acquisizione è infatti un’altra azienda, La Conca, di circa 13 ettari, dove sviluppare una nuova linea di vini. Ma per assaggiare le prime bottiglie bisognerà probabilmente attendere la vendemmia 2024. Diamo il tempo al tempo.


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