Pasqua rilancia Hey French, tra provocazione e orgoglio italiano

Riccardo Pasqua: «Volevamo fare un grande vino italiano da invecchiamento. Così è nato il primo multivintage»

03-11-2021
a cura di Raffaele Foglia
Hey French è il vino multivintage realizzato da P

Hey French è il vino multivintage realizzato da Pasqua, arrivato ora alla sua seconda edizione

Una semplice provocazione? No, affatto. “Hey French: You Could Have Made This But You Didn’t" è un progetto di Pasqua per riuscire a fare un grande vino bianco da invecchiamento veneto.

Si tratta di un multivintage, una vera rarità in Italia (se si esclude, ovviamente, il mondo delle bollicine) che riesce a riunire le caratteristiche positive delle varie annate, espressioni di un territorio unico come quello del Soave.

Riccardo Pasqua e Filippo Bartolotta durante la degustazione a Palazzo Bovara

Riccardo Pasqua e Filippo Bartolotta durante la degustazione a Palazzo Bovara

La zona, per la precisione, è quella del Monte Calvarina, con terreni vulcanici e calcarei, con grande presenza di ferro, e un’esposizione sud-ovest. Per questo vino viene utilizzata la Garganega all’80-85%, per il resto sono Sauvignon Blanc e Pinot bianco. Ci troviamo a 600 metri sopra il livello del mare.

Il progetto viene raccontato da Riccardo Pasqua: «Nel 2013 cercavano un terreno per fare un grande bianco veronese. Abbiamo trovato questo vigneto incredibile, molto alto, con suolo vulcanico: caratteristiche perfette per un prodotto eccezionale. Poi abbiamo ragionato: non eravamo certamente i primi che volevano fare un grande vino bianco sulle colline del Soave. Abbiamo così fatto le prime fermentazioni nel 2013, riuscendo a esprimere un territorio come mai lo aveva fatto. E poi ci siamo detti: perché non aspettiamo e facciamo il primo multivintage italiano?»

Così nasce Hey French: «La nostra ambizione era quella di gridare al mondo che le colline di Soave non sono seconde a nessuno e che i vini bianchi possono durare anche 10 o 15 anni. Volevamo andare nel mondo a rappresentare al meglio un vino bianco italiano».

La prima edizione è stata realizzata con le annate 2013, 2015, 2016 e 2017. «Dopo aver trovato il giusto equilibrio, lo abbiamo messo in bottiglia – continua Riccardo Pasqua - Ma poi, come fare a comunicarlo? A noi di Pasqua piace molto l’arte e siamo vicini a quel mondo. Così abbiamo chiesto all’artista di origini francesi Cb Hoyo, famoso per le sue icone e le provocazioni, di farci l’etichetta. Così nasce “Hey French: You Could Have Made This But You Didn’t" (Hey Francese: avresti potuto farlo ma non l'hai fatto)».

Un momento della degustazione

Un momento della degustazione

Durante una degustazione nell’ambito della Milano Wine Week guidata da Filippo Bartolotta, Hey French è stato “scomposto”, assaggiando i singoli vini che hanno contribuito alla realizzazione del multivintage, ancora conservati nelle cantine di Pasqua.

La 2013 ha note tostate, di frutta secca e di cera d’api, il 2015 ha un sentore chiaro di testa di fiammifero, si sentono molto le note legate al terreno vulcanico, il 2016 è meno minerale, ma ha più profumi di genziana e frutta matura, il 2017 è molto profondo, con sentori di note tropicali e spezie.

Le due edizioni di Hey French insieme ai vini delle singole annate che hanno contribuito al blend finale

Le due edizioni di Hey French insieme ai vini delle singole annate che hanno contribuito al blend finale

Hey French è il puzzle completo: ciascun vino concorre per il 25-30%, chi più, chi meno, ma anche l’uvaggio delle singole annate è diverso. In questa bottiglia troviamo tutti i tratti dei precedenti e un grande equilibrio.

L’annata 2018, che concorre invece nella seconda edizione, dove invece non c’è più la 2013, ha delle interessante noti di cedro e pompelmo, ma anche di the. E anche in questo caso Hey French diventa la “summa” di queste caratteristiche, per un vino che ha sicuramente l’aspirazione di durare nel tempo. I presupposti ci sono tutti.


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