Alla Catasta sul Pollino, centro visite goloso e innovativo, per assaggiare una Ciambotta da urlo (e altre delizie)

Sull'altopiano di Campotenese, vicino al confine tra Calabria e Basilicata, un polo di cultura e natura che è pure scrigno di bontà territoriali. Da acquistare o da consumare in loco

05-11-2021
a cura di Carlo Passera
Ciambotta di verdure di stagione (nel nostro caso

Ciambotta di verdure di stagione (nel nostro caso peperoni, melanzane, zucchine, pomodori, cipolla, prezzemolo, patata, più olio, sale e pepe) che ci ha deliziati a Catasta Pollino, centro visite innovativo - e goloso - a Morano Calabro, due passi dal confine tra Calabria e Basilicata, sul bellissimo altopiano di Campotenese nel Parco nazionale del Pollino. Le foto dei piatti sono di Tanio Liotta

Catasta Pollino - che ad alcuni non piace dal punto di vista estetico - per noi è una meraviglia, anche perché è una meraviglia anche golosa, come vedremo. Siamo a Campotenese di Morano Calabro (Cosenza), nel Parco nazionale del Pollino, del quale questa frazione rappresenta la porta naturale, grazie al vicino svincolo autostradale della A2. E siamo immersi nella natura, su un altopiano a circa 1000 metri sul livello del mare, il Massiccio del Pollino che lo abbraccia da tutti i lati e il Monte Pollino a Nord-Est, coi suoi 2.248 metri, a marcare il confine tra Calabria e Basilicata.

Qui negli scorsi anni si è voluto rilanciare il classico centro visite del parco, intanto edificandolo su progetto dell'archistar Mario Cucinella, è sua ad esempio l'iconica Torre Unipol in fase di ultimazione a Milano: a Campotenese ha voluto creare un edificio unico nel suo genere ma nel tempo stesso che richiamasse il territorio, forma geometrica esterna “a triangolo”, involucro completamente rivestito di tronchi d'albero (locali, di scarto) tra i 15 e i 50 cm di diametro, forme curve interne che ricordano le cataste di legna dei montanari, tutto ecosostenibile, eccetera.

Catasta Pollino

Catasta Pollino

Progetto del 2010, realizzato qualche anno più tardi, ma s'è dovuto aspettare il luglio scorso perché venisse innervato di un format innovativo, Catasta Pollino appunto, "spazio di esperienze, contenuti e idee. Operiamo come un centro di produzione culturale» per esplorare e conoscere l’immenso patrimonio del Pollino, fare un tuffo nella storia, partecipare a eventi e laboratori, godere dello scenario tutt'attorno. Però, ed è il motivo in più che ci ha spinto a venire, Catasta Pollino è anche un luogo dove gustare specialità e piatti del territorio e acquistare i prodotti del Parco, «siamo in un bacino da sempre vocato all’agricoltura - ci spiegano i responsabili - La lavanda è un tassello della sua storia, recuperata da un progetto virtuosissimo, il Parco della lavanda. Abbiamo vicini che onorano da sempre la tradizione casearia e nuove realtà che guardando al futuro (Cooperativa di Campotenese, Campo Delizie...). Siamo circondati da piccoli e piccolissimi agricoltori, tenaci e orgogliosi. Tutti insieme formano un polo produttivo importante» e goloso.

Gli interni di Catasta Pollino

Gli interni di Catasta Pollino

Dietro questa idea c'è un gruppo di amici nonché alfieri del territorio calabrese, che con una loro società cooperativa-impresa sociale hanno vinto il bando pubblicato nell'aprile 2020: Donato Sabatella, Sergio Senatore, Giovanni Gagliardi e Manuela Laiacona. I primi due nomi diranno poco al viaggiatore gourmet, sono professionisti nel campo della progettazione specie nell'ambito della green economy; mentre con Gagliardi e Laiacona è tutt'altra storia, il primo da anni è gran promotore dell'agroalimentare regionale attraverso eventi e format di comunicazione; la seconda - siciliana - è brillante penna del settore e collaboratrice anche di Identità Golose.

La presenza di Giovanni e Manuela ci garantiva la qualità totale sul fronte mangereccio. E in effetti Catasta Pollino è intanto un contenitore di cose buone, una gran bottega del gusto con il meglio dei dintorni, «vogliamo raccontare i piccoli artigiani e le aziende del Parco, chi porta avanti la storia di questo areale, chi lo presidia tutelandone la biodiversità. In un unico luogo abbiamo concentrato il repertorio di Dop, Igp e Pat per dare la possibilità di conoscere più a fondo il vasto mosaico agroalimentare del Pollino», ci dicono. E quindi grandi salumi e formaggi, le patate del Pollino, il riso di Sibari, i legumi locali come il fagiolo bianco, il fagiolo poverello e la lenticchia di Mormanno, i vini della Doc Pollino. E le tisane, poiché la zona - chiusa tra le montagne ma compresa tra due mari, il Tirreno e lo Jonio - vanta una biodiversità tale da renderla uno dei luoghi più ricchi di piante, fiori ed erbe officinali del Paese.

C'è una caffetteria "di territorio", al mattino niente cappuccio e brioche ma, ad esempio, zuppa di latte con biscotti di grano Carosello. O un bocconotto di Mormanno. O ancora, fronte salato, un'omelette di uova di galline al pascolo.

Scarpetta con ragù di carne e pane del Pollino

Scarpetta con ragù di carne e pane del Pollino

E poi c'è la ristorazione vera e propria, in foggia di osteria, che utilizza gli stessi prodotti per preparazioni che non sono certo di fine dining, ma cavolo quanto sono buone... Si può certo spiluccare una Schicculiata, focaccia tradizionale con pomodoro e peperoni; farsi preparare un panino con capocollo e pecorino fresco (il pane è di piccoli panificatori locali, di Cerchiara, che è un paese, o di Iermana, che invece significa "farina di germana", ossia di segale); o ancora - come abbiamo fatto anche noi - optare per due bruschette al pomodoro calabrese e per la deliziosa Scarpetta col ragù di carne, ovviamente da accompagnare coi pani suddetti e un giro di extravergine De Stefano, da Laino.

Poi c'è la cucina cucinata, semplice e vera: Pasta fresca con cardoncelli di Campotenese, a seguire Agnellone al forno, Collo di vitello alla griglia, Salsiccia e capocollo di maiale alla griglia, magari da accompagnare con i peperoni cruschi di Senise fritti...

Il nostro tagliere di salumi e formaggi (salsiccia col finocchietto, pancetta tesa, capocollo e soppressata del salumificio Sapori di Castelluccio di Castelluccio, lato lucano del Pollino, piccola azienda a filiera super chiusa e zero nitrati. Poi formaggi vaccini di Campotenese, e altri ovini e caprini di Morano Calabro. E olive schiacciate)

Il nostro tagliere di salumi e formaggi (salsiccia col finocchietto, pancetta tesa, capocollo e soppressata del salumificio Sapori di Castelluccio di Castelluccio, lato lucano del Pollino, piccola azienda a filiera super chiusa e zero nitrati. Poi formaggi vaccini di Campotenese, e altri ovini e caprini di Morano Calabro. E olive schiacciate)

Gov e pupazz

Gov e pupazz

Ma noi, dopo un giro di salumi e formaggi misti (salsiccia col finocchietto, pancetta tesa, capocollo e soppressata del salumificio Sapori di Castelluccio di Castelluccio, lato lucano del Pollino, piccola azienda a filiera super chiusa e zero nitrati. Poi formaggi vaccini di Campotenese, e altri ovini e caprini di Morano Calabro. E olive schiacciate) abbiamo ordinato intanto Gov e pupazz, ossia uova di galline d’aia e peperoni, splendido e archetipico. Poi una Zuppa di fagioli poverelli di Mormanno, autenticità allo stato puro.

Zuppa di fagioli poverelli di Mormanno

Zuppa di fagioli poverelli di Mormanno

E soprattutto una straordinaria Ciambotta di verdure di stagione, con pomodorino e l'olio di cui sopra. Non vi dico la sua bontà. Avete presente quando, nel famoso film, lo spietato critico gastronomico Anton Ego assaggia la ratatouille e ne rimane folgorato, sia per la bontà in sé, sia per la sua capacità evocativa? Ecco, ci è accaduto più o meno lo stesso.

(Post scriptum: il 12 novembre Catasta Pollino ospiterà un evento inedito. Slow Food Calabria e Slow Food Basilicata presenteranno insieme per la prima volta l’edizione 2022 della Guida Osterie d’Italia. Si riuniranno sul Pollino per parlare insieme di territorio, del suo futuro, di come le osterie, baluardi dell’identità del luogo e della sua gente, stanno resistendo e allo stesso tempo cambiando. Sarà una giornata intensa di scambi di idee, di condivisione, di squisiti assaggi delle specialità preparate dagli osti, dei vini del Pollino e delle nuove cantine Slow Wine Guide 2022! Per partecipare cliccare qui)

Catasta Pollino
Ss 19 delle Calabrie, Contrada Campotenese, Morano Calabro (Cosenza)
tel. +39 0981 1907009
prezzo medio per due portate: 15-20 euro
chiuso il lunedì, aperto aperto dalle 9,30 alle 18,30


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