Altriménti ci sono Boer e Janczara

Considerazioni sul nuovo ristorante che chef e maître hanno aperto a Milano. Luogo informale dove si mangia e beve bene

08-05-2019
Marco Annunziata, Damian Janczara, Eugenio Boer e

Marco Annunziata, Damian Janczara, Eugenio Boer e Loredana Lo Coco: ossia i protagonisti di sala e cucina all'Altriménti, il locale aperto nel febbraio scorso a Milano (le foto sono di Fusillo Lab)

In quel processo di definizione di una "nuova cucina borghese" a Milano, come l'abbiamo definita parlando de L'Alchimia di Alberto Tasinato e Davide Puleio (leggi Buon compleanno a L'Alchimia), spicca anche una novità degli ultimi mesi, l'Altriménti di Eugenio Boer e Damian Janczara. "Nuova cucina borghese", dicevamo, non nel senso polveroso che spesso si percepisce, proprio perché gli indirizzi che questi nuovi locali vanno a sostituire poco a poco erano - quelli sì - piuttosto polverosi. Si tratta invece d'insegne contemporanee, fresche, dinamiche, d'approccio conviviale, che in ambienti curati propongono ottima cucina "di quartiere", nel senso che l'offerta è rivolta innanzitutto alla fame di chi vive nei paraggi.

Non è un caso che Altriménti abbia aperto (il 7 febbraio scorso) in via Monte Bianco 2/A, al centro d'intersezione tra tre belle zone residenziali - Fiera, City Life e Buonarroti - ben popolate da una solida borghesia che ivi è residente. E povere, nel contempo, di indirizzi gastronomici di rilievo, tolte quelle insegne long seller che appaiono sempre più sbiadite, nella Milano d'oggi. Insomma: la scelta geogastronomica è stata opportuna.

La sala

La sala

Altriménti, in questo senso, non è "l'altro locale di Eugenio Boer", per almeno due motivi. Il primo: perché è proprio un concetto diverso, non gioca la stessa partita, bensì quella specifica che vi abbiamo appena descritto, mentre il Bu:r certamente si candida più chiaramente nell'ambito dell'alta cucina; il secondo motivo è che lo chef italo-olandese partecipa all'iniziativa imprenditoriale, ma il frontman è un altro. Si tratta del maître e sommelier Damian Janczara, origini polacche di Lublino, classe 1988, peraltro boeriano di ferro, lo avevamo incrociato alla guida della sala di Essenza, anni fa (con i due, troviamo anche Lorenzo Galletti e Leonardo Nardella, imprenditori e affezionati clienti d'allora che adesso sono diventati soci, qui). Ha carisma e personalità da vendere, Damian, davvero non un tipo che passa inosservato. Dice: «Io vivo qui a due passi, ho lavorato in posti che possono essere chiamati classici, come il Ribot. Quello che ho in mente è tornare a fare la ristorazione milanese di una volta», il che conferma la nostra analisi.

I quattro soci: Lorenzo Gallletti, Damian Piotr Janczara, Eugenio Boer e Leonardo Nardella

I quattro soci: Lorenzo Gallletti, Damian Piotr Janczara, Eugenio Boer e Leonardo Nardella

Anima un servizio rilassato ma competente, in perfetta linea con l'informalità curata dell'indirizzo. Interessanti alcune scelte, che contribuiscono a rendere più vivace il quadro e l'esperienza complessiva: come quella di suddividere il menu non per portate, ma per tipologia di materia prima (dunque "Verdure", "Carni", "Pesci", ognuna con più proposte di antipasti, primi e secondi piatti. Poi c'è la classica voce "Dolci"). E ancor più l'altra: la carta dei vini è suddivisa non per tipologia o regione, come di solito accade, ma per... suggestione. Dunque vini bianchi "Frivoli", o "Romantici" o "Di Carattere", e ancora rossi "Gioiosi", "Rustici" e così via. Per alcuni commentatori, un ginepraio inestricabile. Per chi scrive, un criterio di selezione alternativo e stimolante, che invita ad andare oltre alla "solita bottiglia", scompaginando i giochi e inducendo a scelte meno abitudinarie (tra l'altro, c'è una ricca proposta di vini naturali).

Abbiamo citato Boer, Janczara, Galletti e Nardella; non possiamo che terminare col resident chef Marco Annunziata, classe 1985, scuola di Andrea Berton per il quale ha lavorato sia da Pisacco che al Berton stesso. Come dire: per un locale come Altriménti, una garanzia in cucina. I piatti sono in effetti sempre corretti, fantasiosi il giusto, ma ovviamente declinati soprattutto sul sapore. Per ora nessuna sbavatura, col tempo lo chef potrà osare anche di più; ma già ora ci si trova bene. Tra quelli attualmente in carta avremmo scelto, saltando da una tipologia all'altra: Lingua fritta e non, mostarda di pere, salsa verde e asparagi bianchi; poi Spaghetto al nero, triglie, cipolle rosse di Tropea e fave; quindi Pastrami, patate alla brace e panna acida; infine Semifreddo alla vaniglia, piselli, fragole e rabarbaro. Noi siamo stati però da Altriménti qualche tempo fa, col menu precedente; ecco i nostri assaggi, le foto sono di Tanio Liotta.

Carciofo, riso, menta, pecorino e aglio fermentato

Carciofo, riso, menta, pecorino e aglio fermentato

Seppia, il suo nero, maionese allo zafferano e calamaro

Seppia, il suo nero, maionese allo zafferano e calamaro

Tartare, salsa Worchester, acciuga, capperi, tabasco, uovo di quaglia, crescione d'acqua, maionese al rafano

Tartare, salsa Worchester, acciuga, capperi, tabasco, uovo di quaglia, crescione d'acqua, maionese al rafano

Agnolotti, fegato alla veneziana, consommé speziato

Agnolotti, fegato alla veneziana, consommé speziato

Riso mantecato, cipolle e Balsamela, gorgonzola dolce, sedano croccante, mortadella di fegato

Riso mantecato, cipolle e Balsamela, gorgonzola dolce, sedano croccante, mortadella di fegato

Faraona, cavoletti di Bruxelles, melograno

Faraona, cavoletti di Bruxelles, melograno

Si finisce in dolcezza, con una Sacher

Si finisce in dolcezza, con una Sacher

Altriménti
via Monte Bianco 2/A, Milano
tel. +39 02 82778751
www.altrimenti.eu
chiuso l'intero lunedì e il sabato a pranzo
antipasti 15 euro, primi 18 euro, secondi 24, dolci 10


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