Il ritorno di Gastón Acurio

Lo chef peruviano riprenderà a febbraio le redini dell'Astrid y Gastón. Con tante idee innovative...

05-01-2016

Torna Gastón Acurio, qui fotografato a Identità Milano. Il celebre chef peruviano sarà ai fornelli del suo ristorante Astrid y Gastón a partire da febbraio. A finedinglovers.com ha rivelato i perché della sua scelta e le tante idee innovative che ha in mente

Torna Gastón Acurio. Il celebre chef peruviano, che avevamo intervistato qualche mese fa quando era stato nostro ospite a Identità Expo, ha infatti rivelato al sito in inglese www.finedininglovers.com di essere pronto a riprendere le redini del suo Astrid y Gastón con l’inizio di febbraio, ossia il giorno dopo l’addio annunciato dell’attuale chef Diego Muñoz, fissato per il 31 gennaio.

Acurio si era messo “in pensione” nel 2014, in realtà continuando attivamente la sua opera di promozione della cucina, e dunque della cultura peruviana nel mondo, e proseguendo nel suo impegno a favore della sostenibilità e dell’alleanza tra cuochi e produttori.

Diego Muñoz lascerà Astrid y Gastón a fine gennaio

Diego Muñoz lascerà Astrid y Gastón a fine gennaio

«Diego rimarrà in cucina fino alla fine di gennaio. A febbraio tornerò invece io, alla guida di un giovane team di 40 chef peruviani – ha raccontato Acurio a finedininglovers.com – Il mio obiettivo rimarrà lo stesso: portare avanti la nostra filosofia di cucina che si basa su sostenibilità, sapore e uno stile peruviano globale che ho cercato di promuovere negli ultimi 20 anni. Lavoreremo con gli agricoltori, i produttori, i pescatori e tutti coloro dei quali avrò bisogno per costruire una vera comunità attorno al ristorante».

Alla domanda su cosa cambierà con il passaggio di testimone all’Astrid y Gastón, lo chef ha mostrato di avere le idee chiare: «Pesce sostenibile, più verdura e cereali. Il ristorante deve vivere 24 ore al giorno. Ora ho il tempo di tornare ai fornelli, non per spirito di competizione ma solo per cucinare e stare vicino alla gente. Abbiamo un sacco di nuove idee per ingredienti, piatti e menu. Voglio fare felice chi verrà da noi, con un cibo colorato, generoso, gustoso, originale e creativo, ma che sia anche realmente collegato al prodotto».

«Ho tre cucine all'interno del ristorante con un team di 40 giovani e cercheremo di offrire una nuova proposta ogni due o tre mesi», ha continuato lo chef, che ha rivelato: «Ho fatto un sogno: stavo andando a cucinare, ancora una volta, ma in un piccolo ristorante con solo quattro tavoli. Quindi ho parlato con mia moglie Astrid e ci siamo detti: “Abbiamo questo spazio straordinario, Astrid y Gastón; abbiamo il tempo per tornare a cucinare. E allora, perché no?”».

Acurio intervistato da Carlo Passera a Identità Expo

Acurio intervistato da Carlo Passera a Identità Expo

Acurio ha anche raccontato di sentirsi «come un ragazzino. Ma anche uno chef esperto, senza nessuna pressione o bisogno di dimostrare niente a nessuno, fuorché ai nostri clienti. Voglio essere il portavoce dei produttori, dei fornitori e di tutte le persone che comporranno la comunità del nostro ristorante. Ho intenzione di cucinare tutti i giorni, voglio arrivare per primo al locale e andarmene per ultimo, lavorare dalle 8 del mattino all’1 di notte».

Sui motivi profondi del suo ripensamento, della sua scelta di lasciare la pensione, Acurio è stato esplicito: «I cuochi oggi possono dare un grande contributo in vista delle sfide del futuro. Tutti mangiano e quasi tutti cucinano. E’ molto importante impegnarsi sul tema dei rifiuti alimentari e della sostenibilità».

Ha fornito qualche esempio: «Gli oceani si stanno spopolando di pesci. Ma allo stesso tempo prepariamo più ceviche che mai, nel mondo, ossia un piatto che richiede tanto pesce. Ebbene, quello del ceviche è il concetto di un piatto che gioca coll’agrumato, il piccante e la freschezza. E allora perché non pensare ogni giorno a un diverso ceviche, ma vegetariano: una volta usiamo l’albicocca, l’altra il carciofo... Sarebbe un modo per dialogare con la terra e la natura, un concetto che è stato concepito in Perù molto tempo fa. Ecco: vorremmo che la gente ci chiedesse più ceviche vegetariano che di pesce, ma proprio perché gli piace di più. Con un solo piatto possiamo influire su ambiente, economia, sostenibilità, storia, cultura. Questa è l'idea».

Acurio con Tania Mauri a Identità Milano (http://giridigusto.com/)

Acurio con Tania Mauri a Identità Milano (http://giridigusto.com/)

Sulle altre novità in arrivo, Acurio ha citato «un nuovo pane, migliore rispetto a quello, già incredibile, che avevamo. Applicheremo tutta la nostra conoscenza della fermentazione e degli ingredienti per creare un pane che nessuno ha mai assaggiato prima. E poi: ancora, proporremo dei fine pasto per far conoscere i tanti tipi di cacao che abbiamo in Perù. E in generale avremo due proposte, una che presenterà le tradizioni peruviane in termini di “protezione” – per intenderci, il ceviche migliore che si possa mangiare, il migliore saltado, eccetera. Saranno otto piatti che cambieranno ogni mese, perché abbiamo nel nostro know-how tante ricette classiche e sappiamo come molte persone che vengono a Lima vogliano gustare un vero morso del Perù. Poi avremo il menu creativo, che spero cambieremo almeno quattro o cinque volte l'anno, seguendo le stagioni, i ricordi, i viaggi e le nostre esperienze in tutto il mondo».

Ci sarà anche la moglie Astrid, come chef pâtissier ma non solo: «In tanti anni di lavoro ha sviluppato una sorta di magia nella sua anima, che le permette di guardare a un tavolo e capire subito cosa va e cosa non va».

E ci sarà anche un bar dove gustare cocktail incredibili e mangiare cibi divertenti. Di più, e per finire: «Ogni sabato ospiteremo un piccolo mercato dei produttori, così la gente potrà tastare con mano come il ristorante sia collegato con quello che sta succedendo».


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