Non sprechiamo il pianeta

Parte oggi a Chicago la settimana di Identità America. La parola d'ordine è: sostenibilità

01-10-2016
The Bean, il fagiolo, in pochi anni è diventato l

The Bean, il fagiolo, in pochi anni è diventato la scultura simbolo della città di Chicago. Il suo vero nome sarebbe Cloud Gate, una nuvola per cancello, ma nessuno la chiama così. Disegnata da Anish Kapoor, è stata eretta nel Millennium Park tra il 2004 e il 2006, grazie a 168 lastre unite tra loro da saldature invisibili. Pesa più o meno 100 tonnellate e misura 10 metri per 20 per 13. L’arco al suo interno è alto 3,7 metri ed è stato chiamato l’ombelico. Il fagiolo accompagna ogni trasferta di Identità a Chicago, con la terza edizione fissata per l’1 e il 2 ottobre

La terza questo fine-settimana e la settima dal 4 al 6 novembre, prima la terza edizione di Identità Chicago e poi la settimana di Identità New York, questo aspetta noi di Identità in trasferta sui Grandi Laghi e poi a Manhattan. Non ancora accaduto che The Second City, come viene chiamata Chicago in America, la seconda città dietro New York, aprisse la nostra trasferta. Ed è logico.

Visto che andare all’estero è comunque un passo importante o lo fai come si deve, con l’ampiezza totale delle gambe, o meglio rinunciare ai piccoli passi fatti per prendere la misura, Boston, Filadelfia o Chicago, per un domani a New York che non arriverà mai. Manhattan va affrontata subito, in fondo tutti coloro che lasciavano l’Europa per cercare fortuna sono sempre approdati alla foce dell’Hudson, perché fare diversamente?

E dopo New York il resto degli Stati Uniti, obiettivo la California, San Francisco e Los Angeles. Fosse solo una questione di talenti pensanti e cucinanti, più la città di San Francesco che quella degli Angeli. Viste dall’Italia sembrano vicine vicine. I chilometri tra loro poco più di 600, in pratica come andare da Milano e Roma, però cambia tutto. Ma non è ancora argomento attuale. Restiamo nella realtà.

Chicago atto terzo e New York atto settimo registreranno un gran rimescolamento di carte. Nella sede di Eataly vicino al Magnificent Mile e al Loop, avremo due lezioni oggi, sabato, e un pranzo domani, domenica. Quando qui sarà mezzogiorno, e in Italia le sette di sera, Giancarlo Perbellini duetterà con Sarah Grueneberg, astro nascente della ristorazione locale. A ridosso dell’ora di cena, ben dopo mezzanotte da noi, sarà la volta di Carlo Cracco e Michael Tusk, uno dei volti più noti e premiati di San Francisco.

Il tema? Uguale in entrambe le metropoli: “Non sprecare il mondo”, non impoverire il pianeta con scelte dissennate, sostenerlo e non consumarlo. Uno ne abbiamo e altri in più non ne avremo. Un tempo pochi se ne rendevano conto, oggigiorno non vi sono più alibi. Il mondo è uno spazio finito e dobbiamo agire di conseguenza per preservare il globo, le sue risorse e chi lo abita. Nessun dubbio su questo e la ristorazione non incarna un mondo a sé. Anzi, proprio perché è centrale nella vita quotidiana di ognuno, dovrà fare sempre più i conti con l’impoverimento del pianeta. Cuochi, pasticcieri, artigiani, produttori dovranno essere sempre più intelligenti e limare ogni dettaglio per allungare la vita del Terra.

Franco Pepe durante una lezione a Identità Expo nella primavera 2015 a Milano

Franco Pepe durante una lezione a Identità Expo nella primavera 2015 a Milano

Gli chef, gli uomini-copertina del XXI secolo, possono diventare degli esempi virtuosi che contagiano la popolazione. E i cosiddetti influencer sono fondamentali proprio perché possono essere di esempio. Lo vediamo quotidianamente come un gesto fatto al momento giusto diventare virale, un imperativo per milioni e milioni di esseri umani. Le loro ricette adesso hanno un senso compiuto se collegate alla realtà e non si dimostrano degli esercizi di bravura fini a sé stessi.

E mercoledì 4 prima giornata nella Grande Mela e debutto della pizza nei nostri viaggi oltreoceano grazie a una lezione congiunta tra Franco Pepe di Pepe In Grani a Caiazzo (Caserta) e Lidia Bastianich, regina incontrastata della cucina italiana in America. Mercoledì 5, Massimo Bottura dell’Osteria Francescana, ristorante numero uno al mondo per il 2016, si confronterà con il brasiliano di San Paolo Alex Atala, chef che ha trainato la nuova cucina di un intero continente .

E' la sera del 13 giugno 2016: a New York l'Osteria Francescana di Modena è stata appena proclamata miglior ristorante al mondo in base alla classifica dei World's 50 Best. Esplode la gioia di Massimo Bottura e di sua moglie Lara Gilmore. Li rivedremo tra pochi giorni protagonsiti a Identità New York

E' la sera del 13 giugno 2016: a New York l'Osteria Francescana di Modena è stata appena proclamata miglior ristorante al mondo in base alla classifica dei World's 50 Best. Esplode la gioia di Massimo Bottura e di sua moglie Lara Gilmore. Li rivedremo tra pochi giorni protagonsiti a Identità New York

La sera registreremo invece il debutto di Niko Romito a Eataly New York: il cuoco abruzzese di Casadonna a Castel di Sangro, 3 stelle Michelin esattamente come il collega modenese, duetterà con Matthew Kenney, uno degli chef più noti al mondo in materia di crudismo e plant-based philosophy (cucina delle verdure, approccio rigoroso vegano), già applaudito al congresso milanese di Identità, ultima edizione.

Giovedì 6 sera, gran finale con un’inedita Cena Dine Around con gli chef: a cucinare a Eataly Matthew Kenney, Massimo Bottura, Franco Pepe, Fortunato Nicotra, Alex Atala e Niko Romito.


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