27-07-2026

Era il maître di grandi stellati, oggi ha una bella vineria in un borgo della Tuscia

Luigi Picca è proprietario della Vineria Vignola a Caprarola (Viterbo), ultima tappa di un percorso che l’ha visto lavorare nelle maggiori sale d’Europa. Dall’Inghilterra alla Spagna, passando per la Francia prima del ritorno in Italia...

Luigi Picca davanti alla lavagna che elenca i piat

Luigi Picca davanti alla lavagna che elenca i piatti del giorno: dopo essere stato a lungo sommelier e maître di grandi ristoranti in Italia e al'estero (Enoteca Pinchiorri, Enoteca La Torre, in Spagna con l'indimenticato Santi Santamaria), ora Picca è patron di Vineria Vignola a Caprarola (Viterbo). Tutte le foto sono di Officina Visiva

Dalle sale di alcuni tra i più prestigiosi ristoranti stellati d’Europa a una vineria affacciata su una piccola piazza di Caprarola, tra i borghi più suggestivi della Tuscia viterbese. La storia professionale di Luigi Picca è quella di un uomo che ha costruito la propria esperienza sul viaggio e sulla scoperta. Attraversando Paesi, culture gastronomiche e grandi tavole internazionali, per poi scegliere di ascoltare il richiamo di casa e trasformare un sogno in realtà.

Oggi Picca è il proprietario della Vineria Vignola, un indirizzo che in zona sta diventando punto di riferimento per gli appassionati di vino e per chi cerca una cucina genuina e schietta nel paesino reso celebre dalla presenza di Palazzo Farnese, tra gli edifici rinascimental-manieristi più iconici di questa parte d’Italia. Ma dietro il progetto di Luigi c’è un percorso professionale lungo oltre vent’anni, maturato ai massimi livelli della ristorazione europea. Dall’Inghilterra alla Spagna, poi la Francia, prima di far ritorno in Italia. Una “coda” di servizio nell’altissima ristorazione prima di tornare a Caprarola per aprire un locale che rappresentasse sì le sue esperienze, pur senza i dogmi e lo stile che lo hanno accompagnato per due decenni.

La bottigliera di Vineria Vignola

La bottigliera di Vineria Vignola

La formazione di Picca inizia nei primi anni novanta all’Istituto Alberghiero di Amatrice. Dopo gli studi, e senza sapere la lingua decide di partire per l’Inghilterra, dove lavora a Newcastle perfezionando il parlato e consolidando le basi del servizio di sala. Sono anni fondamentali, che gli consentono di acquisire esperienza e professionalità in un contesto internazionale. Un’altra tappa importante è con l’esperienza a bordo della Queen Elizabeth 2, una delle navi da crociera più celebri al mondo. Qui entra in contatto con un modello di servizio elegante e strutturato che contribuirà a definire il suo approccio professionale. La svolta arriva però in Spagna, quando viene chiamato a lavorare da Santi Santamaria nel celebre El Racó de Can Fabes, allora tre stelle Michelin e tra i ristoranti più influenti del panorama gastronomico europeo (Santamaria divenne celebre come principale antagonista della vanguardia spagnola di Ferran Adrià). In Catalogna Picca cresce rapidamente, imparando il rigore dell’alta ristorazione e maturando una visione internazionale del lavoro in sala.

Una grande esperienza, la più importante per Luigi, a cui segue un’altrettanto segnante tappa in Francia. Prima Bordeaux e poi la Borgogna, due territori simbolo della grande cultura enologica mondiale. Qui approfondisce la conoscenza del vino e sviluppa quella competenza che negli anni diventerà uno dei suoi principali punti di forza. Degustazioni, incontri con produttori, fiere di settore e il confronto quotidiano con alcune delle migliori carte dei vini d’Europa contribuiscono a formare il professionista che sarebbe diventato. In modo inconscio e inconsapevole, è qui che comincia a prendere forma il progetto Vineria Vignola.

Luigi Picca e il vino

Luigi Picca e il vino

Rientrato in Italia nel 2004, entra a far parte della squadra dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze, uno dei templi della ristorazione italiana e internazionale. Qui ricopre il ruolo di primo sommelier, stappando grandi vini e lavorando a stretto contatto con una delle cantine più importanti al mondo. Dopo l’esperienza fiorentina approda all’Enoteca La Torre, contribuendo a un progetto che diventerà negli anni una delle realtà più importanti dell’alta ristorazione italiana.

Dopo oltre due decenni trascorsi tra ristoranti stellati, grandi vini e servizi impeccabili arriva però la scelta di cambiare prospettiva. Una decisione maturata anche per esigenze personali e familiari: rallentare i ritmi del fine dining senza rinunciare alla qualità e alla passione che avevano caratterizzato tutta la sua carriera. Senza rinunciare, soprattutto, al mondo a cui negli anni si era così legato: quello del vino. Così nel 2019 Luigi torna a Caprarola, il paese dove è nato e cresciuto, e inaugura Vineria Vignola. Il locale, che prende il nome dalla piazzetta su cui sorge, nasce dal recupero di un semplice bar di paese, trasformato in uno spazio dedicato al vino e all’accoglienza. Per trasformarlo, soprattutto, in un locale che fosse per tutti, democratico e inclusivo: accessibile al semplice curioso, all’appassionato o al più avvezzo ed esperto bevitore di vino.

Il cibo alla Vineria Vignola: ora non solo taglieri di salumi...

Il cibo alla Vineria Vignola: ora non solo taglieri di salumi...

...ma anche piatti freddi...

...ma anche piatti freddi...

...e caldi, ben eseguiti

...e caldi, ben eseguiti

Fin dall’inizio il progetto si distingue per una proposta enologica ambiziosa. La carta dei vini cresce rapidamente fino a raggiungere circa 500 etichette, con una selezione che spazia tra grandi vini italiani, referenze internazionali e una particolare attenzione al mondo dello Champagne, grande passione del patron. Un’offerta per tutti i gusti e tutte le tasche: si va da bottiglie da 25/30 euro ad altre ben più costose. Una scelta non scontata in un piccolo centro della Tuscia, ma che viene premiata da una clientela curiosa e appassionata. Di locali del genere, in provincia di Viterbo, dopotutto non ce ne sono molti. Negli ultimi anni Vineria Vignola ha compiuto un’evoluzione importante. Nata inizialmente come locale con una proposta gastronomica semplice, fatta per lo più taglieri o panini, nel 2023 ha introdotto una vera cucina, ampliando l’offerta e rafforzando ulteriormente la propria identità.

Oggi il locale propone piatti che valorizzano la tradizione del territorio, dalle paste fatte in casa alle zuppe stagionali, fino alle preparazioni legate alla cacciagione e alla cultura gastronomica della Tuscia o del Lazio in generale. Una cucina riconoscibile, concreta e lontana dalle sovrastrutture del fine dining, ma realizzata con l’attenzione e la cura di chi ha trascorso una vita professionale nell’eccellenza della ristorazione. Il vino resta sì il cuore del progetto, ma l’esperienza complessiva punta a raccontare un territorio attraverso bottiglie, piatti e accoglienza. A raccontare, soprattutto, la storia di chi ha fatto della sala e del servizio un’autentica passione. Quando un locale è lo specchio di chi l’ha creato…


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Alessandro Creta

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Alessandro Creta

giornalista cresciuto a pane e calcio, con il tempo ha scoperto una passione per il cibo e il racconto di storie che gli ruotano attorno. Dopo il master in giornalismo e comunicazione enogastronomica presso il Gambero Rosso sono seguiti anni in Cookist e Italia a Tavola. Dal 2024 è un collaboratore della Guida Ristoranti del Touring Club Italiano. Appassionato di olio evo, lo fate felice con un Verdicchio di Jesi

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