Dieci frequenti difficoltà (e le possibili soluzioni) di un disabile al ristorante

Dai gradini dell'ingresso alla posizione dei tavoli. Felice Marchioni illustra il suo punto di vista, attraverso un decalogo

14-01-2019

Accesso. Per una persona cosiddetta “normale” è un vocabolo che non genera nessun problema. Ma può generarlo a me e a tutti coloro che hanno qualche disabilità fisica.
Andare al ristorante è un piacere. Deve esserlo.

Vuoi per la sensibilità dei ristoratori, vuoi per la legislazione sulle barriere architettoniche - che attualmente costringe il proprietario del locale ad adattare l’accesso al portatore di handicap - la situazione è certamente migliorata rispetto a qualche anno fa.

Certo, qualche problema rimane ma il quadro generale è buono.

Felice Marchioni col team dell'Osteria Francescana

Felice Marchioni col team dell'Osteria Francescana

Nel decalogo che segue ho cercato di elencare gli inconvenienti e la possibili soluziono alle criticità più comuni che si verificano per chi ha problemi motori, all’interno e all’esterno di un ristorante. 

  1. Non si può non iniziare con il tema del gradino o dei gradini all’ingresso. La soluzione può essere duplice: occorre una rampa fissa o posizionabile al bisogno.
     
  2. I bagni. Il bagno dei maschi è quasi sempre troppo piccolo anche solo per entrarci. Il problema si può ovviare con un bagno ad hoc per i disabili o con il bagno delle signore.
     
  3. Gradini interni. Si ovvia accedendo alle sale più vicine all’entrata (il locale di solito più accessibile).
     
  4. Tavoli. Succede, a volte, che il tavolo sia troppo basso. E' uno degli inconvenienti più antipatici, perché costringe a mangiare troppo lontano dal piatto.
     
  5. Posizione nella sala. Cosa succede quando il tuo tavolo è l’ultimo e devono alzarsi tutti per farti passare? Ammetto che questa è una delle condizioni che mi ha causato più imbarazzo. Nessuno dei clienti dirà mai nulla. Non è mai successo. Però è una situazione estremamente fastidiosa. E’ necessaria solo un po’ più di attenzione nell’assegnazione dei tavoli.
     
  6. Parcheggio. Non sempre è agevole. Non sempre nelle grandi città è vicino al locale. Il problema non ha soluzione.
     
  7. Tempi di attesa. Non sempre si riesce a resistere a una cena intera. Un inconveniente per un disabile (quindi tendenzialmente una persona non al massimo della forma fisica) possono essere i tempi di attesa dei piatti, soprattutto in menu degustazione particolarmente elaborati che dilatano eccessivamente la durata del pranzo/cena. A malincuore, se il fenomeno si presenta, bisogna rinunciare.
     
  8. La strada per il ristorante. Alcune mete, anche solo soggettivamente parlando, sono difficilmente raggiungibili. Personalmente i posti più ostici da Milano sono Marche e Abruzzo. Non sono così lontani per andarci in aereo, non sono così vicini per essere raggiunti facilmente in macchina. In treno scendere in stazioni piccole è spesso un problema.
     
  9. Informazioni esaurienti sull'accessibilità del locale. E’ necessario, quando si sceglie un ristorante, informarsi all’atto della prenotazione sui problemi soprattutto di accessibilità. Mi è successo che al ristoratore non sembrasse ci fossero problemi che invece c’erano ed erano insormontabili.
     
  10.  Accessibilità in generale. E' ottima nei locali stellati - soprattutto quelli di recente costruzione - meno attenta nelle trattorie e nei bar.

A ottobre mi è capitato di essere invitato all’inaugurazione del ristorante Il Luogo di Aimo e Nadia di Milano, aperto dopo una ristrutturazione che ha riguardato, fra le altre cose, la formazione di una rampa nel cortile per l’accesso e la costruzione di un bagno adattato per disabili. La cosa mi ha fatto enormemente piacere.


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