La questione del cibo: perché ho apprezzato le parole di Obama

Cristina Bowerman ha assistito all'intervento milanese dell'ex presidente statunitense. E ci scrive le sue impressioni

13-05-2017
Una foto scattata da Cristina Bowerman poco prim

Una foto scattata da Cristina Bowerman poco prima di assistere al discorso tenuto da Barack Obama a Milano. La chef e presidente degli Ambasciatori del Gusto racconta a Identità Golose le sue impressioni

«People who know me say I haven't changed that much. And I'm happy about it» («Chi mi conosce sa che non sono cambiato molto. E questo mi rende felice»).

Questa la frase che più mi ha colpito dell'Obama uomo, durante il suo discorso a Seeds & Chips a Milano. Ha sottolineato, e non a caso, come spesso quando si diventa presidenti o persone famose, si perda contatto con la realtá. Insomma, la famosa frase attribuita a Maria Antonietta sui croissants è ancora attualissima. Eppure Obama durante i suoi 8 anni alla Casa Bianca ha continuato a comportarsi come una persona quasi comune, con le sue puntate in famiglia a ristoranti "normali" come il Topolabambo a Chicago. Un uomo sobrio, elegante e di grande spessore.

Cristina Bowerman

Cristina Bowerman

«I do not believe the planet should be condamned to malnourishment. I do not believe the planet should be condamned to climate warming» («Non credo che il pianeta debba essere condannato alla malnutrizione. Non credo che il pianeta debba essere condannato al riscaldamento climatico»)

Obama è un uomo saggio. Nonostante io pensi che Bill Clinton sia stato un grande presidente (e sicuramente le sue doti di oratore rimarranno per sempre impresse nella mia memoria, ma anche in chiunque voglia studiare public speaking seriamente), ritengo Obama ground breaking per certi argomenti indicativi di grande democrazia e civiltà.

(foto Bowerman)

(foto Bowerman)

Obama porta avanti il tema inquinamento legandolo indissolubilmente a quello della salute e dunque anche del risparmio sulla healthcare in generale. E lega indissolubilmente la questione inquinamento al cibo.

E' questo un problema ancora poco affrontato in Italia; non così negli Usa, dove si è sviluppato un dibattito attorno al cibo nelle città, ossia la relazione tra food and city. Si tratta di un tema interessante che troverebbe terreno fertile anche in Italia e che deve essere affrontato seriamente se vogliamo alimenti migliori e se desideriamo creare nuovi sistemi di nutrizione, provocatori e originali.

L'obesitá, come ha sottolineato Barak, è una piaga sociale non solo americana (le constatazioni sulla percentuale di obesità americana sono diffusissime, ma l'Italia è messa altrettanto male). Va affrontata non solo per questioni di civiltà e cultura, ma anche di economia. E qui l'uomo Obama parla con grande rispetto del lavoro di Michelle, sua compagna di viaggio alla casa Bianca; lei in otto anni è riuscita ad avvicinare come mai prima la politica alle persone "normali". Come donna non posso non ammirare la sua capacità di infondere sicurezza al mondo femminile diventandone un role model per eccellenza. Non a caso molti dicono Michelle sarà la prima presidente donna. Magari.

Il biglietto per assistere al discorso di Obama (foto Bowerman)

Il biglietto per assistere al discorso di Obama (foto Bowerman)

Ho atteso la fine del dibattito, che durante gli ultimi minuti avrebbe avuto bisogno di un giornalista "picchiatore" per rivitalizzare la sal. Ma il tutto si è concluso in maniera didascalica.

Ragionando sul treno, sulla via del ritorno a Roma, e durante il servizio al ristorante quella sera mi sono resa conto che forse le mie aspettative sono state tradite dal mio anti-trumpismo (di gran lunga superiore al mio essere anti-repubblicana). Sì. è vero: mi aspettavo qualche attacco più diretto nei confronti dell'attuale presidente che sta distruggendo quanto fatto nei due mandati precedenti, sta cancellando tutto tranne l'orto, ma solo quello. Ma forse non era il caso e non sarebbe stato neanche giusto. Obama esiste perché è Obama, non perché in antitesi con Trump.


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