Valorizzare il riso italiano attraverso la sua conoscenza

Ambasciatori del Gusto ed Ente Nazionale Risi hanno firmato un'intesa per la valorizzazione dell'alimento simbolo

21-05-2019
Foto di gruppo al termine della firma del protoco

Foto di gruppo al termine della firma del protocollo d'intesa, nell'ambito dell'incontro "Il riso italiano di qualità. Identità e futuro" tenutosi all'Hub di Identità Golose a Milano

«Seminando crescono anche le idee non solo il riso». È l'incipit con cui Paolo Marchi, nel doppio ruolo di padrone di casa e di vicepresidente dell'associazione Ambasciatori del Gusto, ha aperto a Identità Golose Milano i lavori de "Il riso italiano di qualità. Identità e futuro". Alla tavola rotonda, nata da un'idea di Cristina Guidobono Cavalchini e dello stesso Marchi, hanno aderito i maggiori produttori risicoli che, invitati con una e-mail firmata dalla stessa produttrice di Riso Buono, non hanno perso l'occasione di partecipare a un appuntamento per puntare i riflettori sul riso italiano di qualità. «Parlare di riso oggi significa discutere di un comparto che con la sua produzione rappresenta il 52% della produzione europea. Il mercato del riso è un sistema di mercato globale, che vive di import-export ed è cambiato nel tempo insieme agli aumentati consumi di cucina etnica», ha spiegato il presidente dell'Ente Nazionale Risi Paolo Carrà, autodefinitosi «l'amministratore del condominio dei risicoltori italiani».

«Il 2018 è stato un anno molto ricco di risultati per il nostro settore per il ripristino della clausola di salvaguardia che non è una barriera alle importazioni, ma lo stop a un sistema di accordi che, invece di aiutare le popolazioni, si è rivelato un aiuto per le multinazionali che hanno speculato sulle spalle degli agricoltori violando anche i diritti umani», ha continuato Carrà, citando anche la nuova etichettatura d'origine obbligatoria in Italia e la necessaria attenzione dovuta al percorso dell'etichettatura europea, «che, al momento, è molto fumosa».

Francesca Romana Barberini, moderatrice dell'incontro, Cristina Bowerman e Paolo Marchi

Francesca Romana Barberini, moderatrice dell'incontro, Cristina Bowerman e Paolo Marchi

Al centro, Chicco Cerea

Al centro, Chicco Cerea

Del riso, ingrediente principe del risotto, uno dei caposaldi della cucina italiana, ha detto Cristina Bowerman, presidente di Ambasciatori del Gusto, «c'è bisogno di una maggiore conoscenza anche da parte dei professionisti dei fornelli». È così partito un invito ufficiale a Paolo Carrà, che l'ha subito raccolto, a organizzare dei workshop «per conoscere meglio il riso a partire dalla produzione, perché più conosciamo la materia, più possiamo parlarne e utilizzarlo con cognizione di causa».

E l'associazione italiana AdG è andata oltre siglando con l'Ente nazionale risi un protocollo d'intesa per la valorizzazione del riso italiano. «La collaborazione nasce dalla consapevolezza della funzione che i professionisti del nostro settore rivestono in tema di valorizzazione in campo enogastronomico», ha spiegato la "numero uno" degli Adg, associazione che già aveva coinvolto le altre associazioni di categoria come Chic, Federazione Italiana Cuochi (Fic), Jeunes Restaurateurs Italia (Jre), Le Soste e l'Associazione Professionale Cuochi Italiani (Apci) nella firma di un manifesto di tutela del riso italiano. «Speriamo – ha concluso il direttore di Adg - che anche stavolta ci sia l'apporto di tutte le altre associazioni che hanno aderito sia al Manifesto del riso, sia all'appello contro l'etichetta a semaforo».


Rubriche

Identità Golose Milano

Racconti, storie e immagini dal primo Hub Internazionale della Gastronomia, in via Romagnosi 3 a Milano