Premio Grand Cru, i finalisti/1

Conosciamo i dieci ragazzi che battaglieranno il 12 novembre a Roma: Boer, Cancedda e Cella

30-10-2012
Alessio Cancedda, sous-chef del ristorante S’App

Alessio Cancedda, sous-chef del ristorante S’Apposentu di Casa Puddu a Siddi (Cagliari). E' uno dei 10 finalisti della seconda edizione del Premio Birra Moretti Grand Cru, finale 12 novembre prossimo alla Città del Gusto di Roma

Diamo oggi inizio a una mini-serie in tre puntate per illustrare i profili di 10 giovani cuochi che battaglieranno lunedì 12 novembre prossimo alla Città del Gusto del Gambero Rosso a Roma, teatro della finalissima del Premio Birra Moretti Grand Cru. Seguendo un ordine alfabetico, oggi è il turno di Eugenio Jacques Christiaan Boer, Alessio Cancedda e Michele Cella. Ecco i rispettivi profili.

Eugenio Boer

Eugenio Boer

Eugenio Jacques Christiaan Boer
Chef Enocratia
Milano

La formazione professionale di Eugenio Boer, classe 1978, trova la sua cifra distintiva nella curiosità e nello studio. Sin dai suoi primi passi il cuoco ha nutrito il suo talento grazie alla vasta cultura enogastronomica, l’attenzione per le materie prime e la loro valorizzazione trasmessagli dallo chef palermitano Alberto Rizzo. A tutto ciò si uniscono le sue radici italo-olandesi che rendono ragione del suo amore per la cucina e i viaggi. Boer trova soprattutto a Berlino e alla corte del cuoco Kolja Kleeberg, quel rigore e quella organizzazione che lo accompagneranno anche dallo chef Gaetano Trovato, patron del ristorante due stelle Arnolfo, e successivamente in quella di Filippo Saporito de La Leggenda dei Frati. La Toscana rimarrà nel cuore di Boer insieme a quell’Alto Adige e quella natura raccontata al fianco di Norbert Niederkofler del St. Hubertus. Dal settembre 2011 Boer si mette in gioco ogni giorno come chef della cucina di Enocratia, a Milano. Una sfida, uno stimolo continuo e un impulso costante alla creatività senza trascurare il patrimonio degli insegnamenti ricevuti.

Alessio Cancedda
Sous-chef S’Apposentu di Casa Puddu
Siddi (Cagliari)

Alessio Cancedda
, un 1989, non è solo la Sardegna a 360 gradi ma anche una vocazione per la cucina coltivata in famiglia. Infatti suo padre, proprietario di due ristoranti, gli ha regalato quella passione che lo ha condotto ai fornelli all’età di 15 anni. Mentre la nonna gli ha trasmesso il valore per la cultura e la tradizione della cucina del territorio. Dopo un’esperienza londinese di un anno, Cancedda ritorna nella terra natia ed entra nel 2010 nella brigata dello chef Roberto Petza (ristorante S’Apposentu, Siddi) di cui diventa sous-chef. Due anni di approfondimento e studio ulteriore della tradizione sarda, alla riscoperta di sapori perduti, utilizzando pochi ingredienti, semplici ma complessi nelle emozioni che regalano. La cifra di Cancedda è l’amore per le materie prime, la loro storia, cui conseguono lavorazioni semplici e, ora sì, cento per cento Sardegna.

Michele Cella

Michele Cella

Michele Cella
Sous-chef La Vecchia Malcesine
Malcesine (Verona)

Classe 1982, Michele Cella ha fatto della cucina l’obiettivo della sua vita sin giovanissimo. La voglia di lavorare in una brigata, una certa fretta nel volersi gettare in mezzo all’arena e mettersi alla prova con padelle e fuochi sono stati mitigati da ottimi maestri e da una nutrita esperienza sul campo. A 24 anni è già sous-chef nella brigata condotta da Alessandro Breda al Gellius di Oderzo (Treviso). Nel 2008, si classifica primo all’Alma Viva Award a cui segue un’esperienza presso Il Canto di Siena, dove lo chef Paolo Lopriore gli insegna il valore della materia prima e dei sapori. Dal 2009 collabora con Leandro Luppi de La Vecchia Malcesine, ristorante stellato sul Garda, dove ha il ruolo di sous-chef con stimoli e obiettivi sempre nuovi. La sua cucina è centrata sulla valorizzazione dei prodotti offerti dal lago e si serve di passione, istinto e rispetto, supportati dalla conoscenza.

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