Dalla Gioconda a Davide Di Fabio inseguendo un sogno

I Bizzarri padre e figlio hanno rilevato un vecchio dancing a Gabicce Monte, permettendo così al sous-chef della Francescana di avere una cucina tutta sua. Debutto il 21 giugno

25-05-2021
La squadra della Gioconda a Gabicce Monte, primo s

La squadra della Gioconda a Gabicce Monte, primo servizio lunedì 21 giugno. Da sinistra verso destra: Allegra Tirotti, Davide Di Fabio, Alessandro Fabbrucci, Stefano Bizzarri e Alessio di Iorio

Poco meno di un mese, e lunedì 21 giugno, Davide Di Fabio inaugurerà il suo futuro. Classe 1985, nato a Rho vicino Milano e cresciuto a Bellante nel Teramano, la sua vita si è sviluppata lungo la via Emilia (Modena, per sedici anni all’Osteria Francescana) e la statale Adriatica, da ragazzo l’alberghiero a San Benedetto del Tronto (e siamo già nelle Marche picene) e adesso la sua cucina a Gabicce Monte, che è sempre Marche ma all’estremità opposta, verso nord, quindi provincia di Pesaro Urbino.

Fa un po’ specie leggere la parola monte abbinata al meno esteso comune del Pesarese, visto che di per sé sta in riva al mare e la sua “vetta” supera di poco i cento metri di altitudine. Però quella in frazione Monte è anche la sola altura panoramica tra Ancona, e il Monte Conero, e Trieste e le sue alture panoramiche che distano tra loro 478 chilometri. Un’ultima curiosità prima di andare a tavola: Gabicce sarebbe il comune più piccolo anche se appartenesse alla provincia di Rimini, alla quale si sente comunque più legato. Per chi vi è nato e ci vive è sempre Romagna, salvo per l’ordinamento regionale e i documenti.

Il locale ha già un nome e, un po’ come per le barche, meglio tenerselo stretto. Ecco perché Dalla Gioconda era e Dalla Gioconda sempre sarà. Si chiamava così la signora che negli Anni Cinquanta aprì un dancing con pizzeria in un borgo che avrebbe visto nascere alcune insegne che hanno fatto storia, dall’Eden Rock alla Baia degli Angeli. E l’insegna della balera c’è sempre e il jukebox pure. E anche una vista che spazia sull’intera costa romagnola, nelle giornate più limpide riconosci persino Ravenna, un’ottantina di chilometri più a nord.

Dalla Gioconda, come l’Osteria del Viandante a Rubiera nel Reggiano, apertura prevista a settembre, chef Jacopo Malpeli, è un investimento di Marco e Stefano Bizzarri, padre presidente e Ceo di Gucci, figlio ristoratore. Il tutto con il supporto di Massimo Bottura. Ha raccontato Davide in un venerdì di vento e cielo terso: «Ho sempre avuto due sogni nella vita, lavorare all’Osteria Francescana e avere un ristorante, il primo l’ho realizzato e adesso sto per realizzare il secondo. Arrivai a Modena perché mi innamorai della Francescana semplicemente leggendo un’intervista di Massimo su una rivista trovata sotto il banco di scuola, per me il segno del destino.

«Poi, il destino mi ha fatto incontrare la mia compagna a Pesaro e adesso eccomi nella stessa provincia per iniziare una nuova avventura. Capisco che dopo sedici anni non sia una scelta facile, però mi sembrava il momento più adatto per imboccare una nuova strada e questo mi sembra il posto che ho sempre sognato, anche più vicino ai miei e al mio caro Abruzzo, un ritorno alle origini, ho pur sempre iniziato a studiare il mestiere del cuoco nelle Marche».

E nelle Marche si compie l’altro desiderio. Al suo fianco avrà Alessandro Fabbrucci sous chef, Alessio di Iorio maître e sommelier, Allegra Tirotti design e accoglienza, Stefano Bizzarri gestione e sommelier. Dalla Gioconda ha, già più o meno funzionanti visto che è ancora vivo il cantiere, numero di telefono 0541.962295; mail, ristorante@dallagioconda.it, e sito dallagioconda.it.

In quella che era la casa privata della signora Gioconda, il piacere di una anteprima aperta con un omaggio agli anni di alberghiero a San Benedetto: Olive simil-ascolane perché ripiene di stoccafisso all’anconetana. Quindi la Saraghina Fac-simile perché le saraghine, per come sono disposte nei cesti in vimini, ricordano i coppi dei tetti e le alici sottosale e Brodo di cozze alla marinara, pepe e limone. L’Insalata di scarola, erbe e baccalà mantecato; Saluti da Rimini, il risotto presentato all’ultime edizione di Al Mèni; La zuppiera: pasta

mista e brodetto di pesci crudi dell’Adriatico, superbo primo già presentato come interpretazione contemporanea delle Virtù teramane del 1° maggio; Rana pescatrice gratinata alle erbe alla moda delle lumache alla bourguignonne; Agnello alla milanese, come omaggio a dove è nato. Dolce chiusura con una Meringata ai lamponi, fragole e vaniglia.

Colonna sonora di sottofondo, a tutto liscio romagnolo. Dischi in vinile, un ponte tra passato e futuro.


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