Lucia Sapia, nata sotto il segno del gelato

Tre locali in provincia di Varese e tanta tanta passione per la gelatiera, che sabato sarà anche sul palco di Identità Milano

17-03-2019
Lucia Sapia spunta sulla destra, nella foto, facci

Lucia Sapia spunta sulla destra, nella foto, faccia a faccia con una coccinella-gelato. La Sapia è gran gelatiera in provincia di Varese, con la sua Il Dolce Sogno a Castellanza, Busto Arsizio e Cassano Magnago. Sarà tra i protagonisti di Identità di Gelato al congresso Identità Milano, alle 12,15 di sabato 23 marzo, insieme al collega Maurizio Bernardini della gelateria Galliera 49 di Bologna

Nata sotto il segno del gelato. «Ce l'ho nel dna: sono nata il 21 giugno (del 1975, ndr), all'inizio dell'estate!», e quando per la prima volta si è trovata a lavorare in gelateria, semplicemente per racimolare qualche soldo durante gli studi, si è letteralmente innamorata di tutto quel che ruota attorno al gelato. Inizia così la storia di Lucia Sapia, con un colpo di fulmine che l'ha portata a frequentare due master alla Carpigiani Gelato University, leggere decine di libri e alla fine, nel 2003, ad aprire una sua gelateria a Castellanza in provincia di Varese (Il Dolce Sogno, viale Don G. Minzoni 45. Tel. +39 0331 481185). 

Lucia Sapia

Lucia Sapia

«Era un sogno mio e di mia sorella gemella, che ora purtroppo non c'è più, anche se sono certa che Antonella si trovi ancora qui con me». Un sogno realizzato con pochissime finanze e tanta, tanta determinazione. «Da sole abbiamo disegnato il layout della gelateria e con l'aiuto della mia famiglia, specie del mio fratellino, ci siamo improvvisati muratori e imbianchini passando giornate intere con arnesi e vernici in mano». Dopo pochi mesi Il Dolce Sogno diventa realtà, nonostante la prematura scomparsa della sorella, «non potevo buttarmi giù perché quello era anche il suo desiderio, glielo dovevo e allora ho continuato a lavorare da sola, con la forza di due persone».

Passano gli anni e Lucia questa forza l'ha dimostrata a più mandate. Nel 2006 la sua gelateria è stata la prima in Italia a riceve il riconoscimento dall’ente di certificazione Certiquality per il proprio manuale qualità ISO 9001:2000, nel 2007 viene convocata nella squadra italiana  per partecipare alla Coppa del mondo di gelato, l'anno successivo sarà la prima donna a vincere il titolo di Campione del mondo di gelato. «Sono soddisfazioni che vanno oltre ai soldi, non devi ringraziare nessuno, e nessuno te le toglie».

«Anno 2008: sono la prima donna a vincere il titolo di Campione del mondo di gelato con il team Italiano al  Sigep. Ho preparato e bilanciato tutte le ricette che una giuria di fama internazionale ha decretato le migliori del mondo»

«Anno 2008: sono la prima donna a vincere il titolo di Campione del mondo di gelato con il team Italiano al  Sigep. Ho preparato e bilanciato tutte le ricette che una giuria di fama internazionale ha decretato le migliori del mondo»

Nel frattempo, non contenta, è diventata mamma di due meravigliose bimbe, ha aperto nel 2009 una seconda gelateria a Cassano Magnago (via Pietro Nenni 7. Tel. +39 0331 481185), e nel 2016 una terza a Busto Arsizio (viale Alfieri 28. Tel. +39 0331 620832), «un negozio personalizzato, proprio come lo volevamo, proprio nella mia città natale”.

Nei tre punti vendita Lucia propone un gelato che la rispecchia, fatto con prodotti naturali e frutto di una ricerca certosina tra i coltivatori e gli allevatori della zona. Un gelato sano, buono e giusto, che vede anche il coinvolgimento di un amico agronomo e di un tecnologo alimentare con il quale Lucia ha avviato, in tempi non sospetti, il progetto Metodo Natura, ovvero una lavorazione particolare del gelato in cui si utilizzano meno zuccheri e più fibre. Non solo: da sempre la gelatiera è attenta alle allergie e alle intolleranze, tanto da preparare i gusti in base agli allergeni - «smontiamo e laviamo la macchina ogni volta che cambia l'allergene: questo richiede 3-4 ore in più di lavorazione al giorno» - e utilizzare per ogni gelato le palette una sola volta, cosi da evitare contaminazioni di gusti e briciole dai coni. «Utilizziamo duecento palette per ogni negozio, ma per un gelato sano, genuino e per tutti, farei questo e altro». Chapeau.


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