Dieci gin per l'estate. Straordinari, e rigorosamente italiani

Abbiamo chiesto ai nostri esperti di indicarci le loro etichette del cuore, tra quelle più particolari ed esclusive (nonché made in Italy). Ecco le loro indicazioni... e buon Gin Tonic!

02-08-2020

Fresco, profumato, conviviale, perfetto per l’estate. Il gin è da anni un distillato di gran moda. Nato in Olanda, reso popolare nel Regno Unito, grazie a questa rinnovata popolarità, è oggi prodotto in ogni lato del mondo. Miscelato nei grandi classici o nelle ricette più innovative si sposa perfettamente con la tonica – soft drink a base di chinino – che ne esalta aromi e i profumo nel gin tonic. Abbiamo chiesto ai nostri esperti di selezionare per voi le etichette di gin più particolari ed esclusive, accomunate da un denominatore comune: essere prodotte in Italia.

Ecco la nostra selezione. I testi sono stati raccolti da Maurizio Trezzi.

 

Dol Gin
Bacche di ginepro, 24 ingredienti aromatici provenienti da Dolomiti e Alpe di Siusi, scorze di limoni del Garda, infruttescenze, fiori e radici di sambuco, achillea, anice selvatico, radici di angelica e genziana, rosa canina, menta e camomilla. Nato da antiche conoscenze di erboristeria e dall’intuizione di Florian Rabanser, maestro distillatore di Zu Plun - storica distillerie del bolzanese – Dol Gin è il primo gin distillato sulle Alpi. È realizzato con doppia distillazione di alcol a base cereale, a metodo discontinuo. Una ricetta che racchiude l’essenza delle Dolomiti: intenso il bouquet olfattivo, erbaceo e speziato; aspro e tagliente il gusto: selvatico, fruttato e amaro, ma estremamente delicato. È perfetto come base del Gin Tonic con Fever Tree Classic. (Andrea D’Aloia)

 

Finalmente
Persistente e di un’elegante freschezza, Finalmente è il gin firmato dai sommelier di Aimo e Nadia - Nicola Dell’Agnolo e Alberto Piras – e distillato da Cillario&Marazzi. Si parte da un alcol prodotto da grano tenero e da un bouquet di 13 botaniche – ginepro mediterraneo, coriandolo, angelica, achillea, cardamomo, calamo, liquirizia, cannella, cassia, camomilla romana, radice di iris, galanga, achillea, pepe lungo del Bengala, pepe nero di Sarawak, pepe di Timut e pepe delle Andalimane a cui si aggiungono rosmarino e nepitella. Pensato e costruito appositamente per il Gin Tonic si sposa perfettamente con una Fever Tree Eldenflower. (Maurizio Trezzi)

 

Gilbach
Nasce nel 2015 e ha per nome l’acronimo dei suoi due creatori: Alessandro Gilmozzi, chef-patron del ristorante El Molin, e Andreas Bachmann, il quale per diversi anni del primo è stato sous-chef. È il Gilbach Gin: prodotto con ingredienti raccolti nei boschi della Val di Fiemme, esprime sia note fruttate di prugna, ciliegia, nocciola con lievi sentori di limone e sambuco, sia balsamiche di ginepro, resina, anice e rosmarino. Un gin molto equilibrato, fine e persistente da bere in purezza oppure in abbinamento a una tonica delicata quale la Refreshingly Light Indian Tonic Water e ottimo ghiaccio in un classico Gin Tonic. (Luca Torretta)

 

Gin Dry di Vallombrosa
Capolavoro dei monaci dell’antichissima Abbazia di Vallombrosa, costruita da San Giovanni Valberto nel 1028 (qui fondò la Congregazione Benedettina di Vallombrosa) vi si perpetua il pensiero dell’ora et labora. Il Gin Dry è prodotto seguendo la ricetta risalente a ben tre secoli fa, che vuole rigorosamente sia distillato in purezza il ginepro spontaneo, raccolto e selezionato a mano nei boschi dell’aretino che vanno da Sansepolcro a Pieve Santo Stefano. È quindi un gin monovarietale di altissima qualità, e non è dato saperne di più, tranne che le bottiglie disponibili sono poche, molto richieste. E quando il ginepro è terminato, come dicono i monaci, il gin non si fa. (Marina Alaimo)

 

Ginepraio
Come i cespugli del ginepro ma anche, in senso figurato, un pasticcio nel quale ci si è cacciati. Scanzonatamente toscano nell’animo, ma seriamente lanciato nel mondo dei distillati, Ginepraio è un London Dry Gin biologico creato da Enzo Brini e Fabio Mascaretti nel 2017. Dal dicembre 2018 l’uscita del Ginepraio Amphora Navy Strenght, primo gin al mondo invecchiato sei mesi in anfora di cocciopesto e unico in Italia nella categoria dei Navy Strenght, dall’altro grado alcolico 57° in questo caso. L’anfora dona rotondità e morbidezza, rendendo i profumi più complessi ed esaltando le caratteristiche delle sette botaniche presenti, fra cui un blend di tre ginepri provenienti da altrettante zone della Toscana - Maremma, Chianti e Valtiberina. Con il vino, oltre all’affinamento in anfora, il Ginepraio condivide la caratteristica di provenire da un’unica distillazione annua, a seguito della quale una parte viene imbottigliata e l’altra invecchiata. (Amelia De Francesco)

 

Muma Gin
Una piacevole scoperta dai sentori e profumi tutti mediterranei per un progetto pugliese firmato da Frantoio Muraglia insieme al Birrificio Matà e a Stefania Urso. Uno spirito mediterraneo dove spiccano chiare le note di testa degli agrumi – limone e arancia – e a seguire un bouquet interessante e fresco di quattro botaniche: ginepro, cannella, camomilla, ireos. L’ottavo ingrediente è segreto e custodito nella ricetta nota solo ai quattro soci. Muma è l’unico gin ad utilizzare l’acqua del Mar Mediterraneo, opportunamente “purificata” per conferire interessanti note sapide. Perfette per un Gin Tonic da servire come aperitivo. (Claudia Orlandi)

 

No Man’s Space - Eclipse Gin
Dal fortunato incontro tra Mario Di Paolo, esperto di marketing e comunicazione, e il fuoriclasse di essenze e botaniche Baldo Baldinini, nasce No Man’s Space-Eclipse Gin, prodotto dal marchio Brand Breeder. Un gin in cui il profilo mediterraneo, richiamato dai sentori di salvia, rosmarino e arancia amara, si impreziosisce di una voluttuosa nota orientale, di rosa damascena. Il packaging, vincitore di numerosi premi settore, si esprime con il minimalismo del bianco e nero di un’eclissi, reso tridimensionale dalla luce. Minimalismo è la parola d’ordine anche per la scelta degli abbinamenti per Gin Tonic con toniche non aggressive e meno amare da abbinare per esaltare il bouquet del gin. (Adele Granieri)

 

Pigskin Pink
Elio Carta era quasi ossessionato dalla ricerca del giusto colore: un rosa che non fosse né troppo forte, né troppo pallido. Per ottenerlo ha usato solo il colore naturale delle bacche di mirto e dopo molti tentativi ha trovato il giusto equilibrio. È nato così Pigskin Pink, gin rosa dell’azienda Silvio Carta di Zeddiani a Oristano. Sardo al 100%, quindi non facciamoci ingannare dal colore: non è un gin femminile, ma un prodotto che ha il carattere della terra da dove proviene. Ottenuto dall’infusione e successiva distillazione delle botaniche mediterranee di ginepro, foglie di mirto, elicriso, salvia desoleana e artemisia. Dopo la distillazione viene addizionato di infuso di bacche selvatiche raccolte a mano, per ottenere il colore rosa. Ottimo anche liscio, alla giusta temperatura, non ghiacciato, per favore! (Raffaele Foglia)

 

Saint Gin
L'uva friulana diventa Saint Gin da un’idea di Moreno Ferlat e Federica Tabacchi, giovani vignaioli e soci dell'azienda agricola Ferlat di Cormons. Sono le uve bianche di un vecchissimo vigneto all'interno di un ex convento a dare vita al prodotto finale. L’aromatizzazione dell’acquavite avviene per infusione ad alta gradazione alcolica grazie alla quale gli oli essenziali dei frutti e delle erbe aromatiche selezionate sono estratti in modo ottimale. Un giusto melange di note balsamiche di ginepro, arricchite dai freschi sentori agrumati di pompelmo e limone e dalle intriganti note speziate di pepe rosa, liquirizia e cannella, anice e una leggera nota amaricante di genziana, emergono al palato, rendendolo originale e divertente. (Fosca Tortorelli)

 

Volcano Gin
Nasce dall’idea di tre soci, Alessandro Malfitana, Diego Pollicina e Stefano Lo Giudice. Utilizzando il ginepro spontaneo che cresce e matura sul vulcano Etna a partire dai 1800 metri, hanno prodotto un gin dal carattere floreale e minerale. Alla distillazione di cereali segue l’infusione a freddo di ginepro, ginestra, finocchietto selvatico, arancia amara e nocciola; Volcano Gin è stato concepito per essere degustato in purezza, come digestivo a fine pasto, ma rappresenta un ingrediente prezioso e stimolante anche nella miscelazione. (Davide Visiello)


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