Six Senses Rome: arriva il primo urban hotel per un'esperienza da sogno nella Città Eterna

Empatia ed autenticità, servizio impeccabile e personalizzato, sostenibilità e benessere al centro. Francesca Tozzi, direttore Six Senses Rome ci racconta la bella novità

02-09-2022
a cura di Elisabetta Canoro
il rooftop del nuovo Six Senses Rome

il rooftop del nuovo Six Senses Rome

Nell’ex Banca di Roma a dicembre aprirà il nuovo Six Senses Rome, il primo urban hotel europeo per Six Senses Hotels Resorts Spas. Ripensato da Patricia Urquiola, con tanto di giardino di erbe aromatiche al suo interno e ambienti per il wellness ispirati alle terme romane, il vecchio edificio sarà il fulcro di un’esperienza di soggiorno unica, nel centro dell’antica Roma, a pochi isolati dalla Fontana di Trevi e dal Pantheon, così come dalle eleganti vie dello shopping, come via Condotti e via Frattina. Con Via del Corso trasformata in zona semi pedonale a fare da contorno, la proprietà si troverà in Piazza di San Marcello, in un’oasi di pace che prende nome dalla chiesa del XVI secolo stratificata su fondamenta del IV secolo. Nel Palazzo troveranno spazio 96 lussuose camere e suite, un’esclusiva Spa, un ristorante, uno splendido cortile con giardino all’aperto e una terrazza panoramica per una vista a 360° sulla Città Eterna.

Francesca Tozzi, direttore Six Senses Rome

Francesca Tozzi, direttore Six Senses Rome

Il nuovo gioiello dell’ospitalità nostrana è uno dei grandi opening attesi entro il 2024 nella Capitale, che include l’apertura di almeno 1.000 camere nella fascia luxury, 16 opening di nuovi hotel sono attesi solo nel 2022. Oltre alla candidatura ad Expo 2030, che la riporterebbe al centro del palcoscenico degli eventi internazionali, Roma sta ripartendo quindi con un’offerta completamente rinnovata, come vi abbiamo già raccontato qui. Di questo e del nuovo Six Senses abbiamo parlato con la direttrice, Francesca Tozzi, grande esperta del settore, con quasi 30 anni di esperienza principalmente in luxury boutique hotels.

Perché Roma è così ricercata dagli investitori e dai più prestigiosi brand alberghieri?

Con un’offerta principalmente a gestione familiare di piccole/medie dimensioni e con un numero contenuto di locations grandi, storicamente la nostra città non è stata nei radar dell’ospitalità di catena. Questo ha portato ad un’effettiva carenza di strutture ricettive gestite da brand internazionali, a fronte di un alto flusso turistico.

Grazie anche ad un diverso set-up del mercato immobiliare, fortunatamente questo trend sta cambiando, così come sta cambiando lo scenario cittadino dove edifici storici che prima ospitavano uffici statali ora stanno diventando la sede di hotel di lusso, segnando una meravigliosa riscoperta di Roma come prestigiosa alternativa ad una Milano ben più “affollata”. Il nostro stesso hotel sorge nella sede di quella che era la Banca di Roma, ad esempio.

Quello di Roma sarà il primo urban hotel per Six Senses Hotels Resorts Spas in Europa. Dove si troverà? Come mai la scelta di questo luogo?

L’edificio del Settecento che ospita l’hotel si chiama Palazzo Salviati Cesi Mellini e sorge in un’area Patrimonio UNESCO ricca di storia, a due passi dal Pantheon e dalla Fontana di Trevi, giusto per nominare un paio tra i siti in zona più conosciuti. Oasi urbana nel cuore pulsante della Città Eterna, l’hotel si trova in Piazza San Marcello lungo via del Corso ed è adiacente alla Chiesa di San Marcello al Corso di cui abbiamo restaurato la facciata. La scala monumentale originaria che conduce ai piani si integra in maniera inaspettatamente armoniosa con la struttura in acciaio del 1950 ad opera dell’Architetto Quaroni nella zona dell’all-day dining e con il design concept di Patricia Urquiola, mentre dalla nostra lobby si può ammirare un fonte battesimale del VIII secolo, è il più antico di Roma!


Cosa porterà del Suo knowledge al Six Senses Rome e quale sarà invece la sfida che dovrà affrontare pensando al pubblico della Capitale e alle esigenze della clientela internazionale? 

Sicuramente una scrupolosa attenzione alla qualità unita a un servizio di livello impeccabile e personalizzato, skills che ho affinato in 30 anni di esperienza principalmente in luxury boutique hotels, e che con Six Senses adesso declino in un contesto più ampio. E punterò molto sull’empatia, un’attitudine fondamentale che ho ricercato in tutti i componenti del team sin dal processo di recruitment… mettersi nei panni del cliente, cercare di capirne la personalità oltre che a soddisfarne le richieste è quello che fa veramente la differenza. Una sfida sarà abituare il pubblico romano a vivere l’hotel tutto il giorno usufruendo dei vari servizi che offriamo, dalla Spa alle opzioni di dining, dalla palestra all’Earth Lab dove terremo workshops dedicati alla sostenibilità con l’intervento di esperti.

Cosa significa per Lei “accoglienza”?  Come vede il futuro dell'hôtellerie di lusso?

La mia vision è quella di mostrare alla persona che ho davanti che voglio prendermi cura di lei, come se fosse un’ospite in casa mia. Essere attenti ed autentici nel comprendere, a seconda del tipo di guest, lo scopo del suo viaggio sprona a trovare il modo di farlo sentire a proprio agio, riservandogli l’attenzione che appunto riserveremmo ad un caro amico in visita, creando esperienze che lo possano sorprendere, coccolare e portarlo a sceglierci ancora. Un livello di accoglienza memorabile è un traguardo che si raggiunge in team e si riconosce quando il gruppo lavora in armonia verso la stessa direzione, condividendo stessi valori e adottando la stessa attitudine.

Il benessere è uno dei focus dell’accoglienza firmata Six Senses nel mondo: come sarà declinata a Roma?

La nostra Six Senses Spa con le sue terme romane, un tempio di benessere e sostenibilità, un rifugio per i nostri ospiti. Con la sua atmosfera rilassante e il design che fonde contemporaneità con classicismo, offriamo una vasta gamma di sale per trattamenti, un centro fitness e aree relax.

Ai tempi dell’Antica Roma, le terme erano luoghi d’incontro e un’occasione per networking e affari; l’interpretazione moderna di Six Senses dell’esperienza termale assicura un modo alternativo e terapeutico di rilassarsi dai problemi quotidiani e un boost generale sullo star bene.

Cosa caratterizzerà invece l’offerta gastronomica? Il nome dell’executive chef è ancora top secret? Che tipo di cucina proporrete?

BIVIUM, l’ampia area conviviale al piano terra, offre all-day dining con vari corner e un’ampia cucina a vista. Ma abbiamo concepito questa zona verde e semi-aperta anche come social hub, perfetta per un business meeting, per un drink tra amici e anche per networking in giornate di lavoro da casa.

Poi c’e’ il nostro rooftop NOTOS con una vista mozzafiato sui tetti romani in un’atmosfera quasi da “giardino segreto” con vasi di terracotta di ogni tipo, un giardino di erbe aromatiche e comodissime sedute.

Il nostro menù prevede una cucina italiana moderna con richiami alla tradizione culinaria romana, e sarà almeno per la metà a base vegetale. La nostra Executive Chef Nadia Frisina ha origini siciliane, quindi aspettatevi qualche influenza dalla sua terra, dai limoni delle pendici dell’Etna ai prodotti del mar Mediterraneo, così come elementi tipici delle terre sabine come il cacio magno, il pomodoro corno di toro e le patate turchesa.

In ogni caso i prodotti saranno stagionali e il più possibile locali in tipico stile Six Senses. Nadia ha personalmente visitato le aziende agricole nostre partner, testando i prodotti e assicurandosi che ci sia solo il meglio nella nostra cucina. I concetti di zero waste e zero plastic guideranno anche le scelte culinarie: attraverso i piatti proposti, la cucina diventerà un altro modo per raccontare la storia e i valori di Six Senses, dello chef e del territorio che ci ospita.

Qual è il profilo del cliente che vi aspettate? Che tipo di esperienza offrirete ai vostri ospiti?  

Sicuramente puntiamo ad una clientela internazionale in visita a Roma, ma desideriamo diventare un punto di riferimento anche per la comunità locale. Le occasioni di coinvolgimento non mancheranno, dagli approfondimenti tematici dell’Earth Lab di cui vi parlavo prima, alla creazione di prodotti naturali all’Alchemy Bar della Spa, dalle proposte culinarie del nostro F&B team alle esperienze out-of-the-ordinary, abbiamo l’ambizione di estendere la lunghezza media dei soggiorni dei nostri ospiti. E abbiamo una città unica con le sue meravigliose attrattive dalla nostra parte! Siamo ovviamente family, kids, honeymooners e pet-friendly.

Affidabilità, sicurezza, continuità, qualità del servizio. Qual è la policy di Six Senses?

Parole chiave del nostro modus operandi sono empatia ed autenticità in linea con le core values del Gruppo, per far sentire a loro agio i nostri ospiti in un’atmosfera di lusso “rilassato”.

L’agire in modo sostenibile è inoltre il perno di tutte le nostre scelte piccole o grandi che siano. Questo approccio fa di Six Senses il pioniere del lusso sostenibile fin dall’apertura del primo resort negli anni ‘90, approccio di cui devo dire vado molto fiera. 


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