04-11-2022

Valtenesi, rosa per vocazione. Con tanta voglia di raccontarsi

La serata nell'ambito del progetto di Ascovilo con Identità Golose: «C'è un impegno culturale per promuovere i vini rosa in Italia»

I produttori di Valtenesi protagonisti della serat

I produttori di Valtenesi protagonisti della serata: da sinistra Nicole Vezzola, Sara Pasini, Giovanni Avanzi e il responsabile della promozione del Consorzio Juri Pagani

Rosa per vocazione e decisi a raccontarsi. Sono i vini del Consorzio Valtènesi Doc, protagonisti di una degustazione a Identità Golose Milano mercoledì 2 novembre nell’ambito di un percorso di collaborazione con Ascovilo - Associazione Consorzi Tutela Vini Lombardi e Regione Lombardia, seguita dalla cena firmata da Massimo Fezzardi, chef del ristorante Esplanade di Desenzano del Garda, una stella Michelin.

Una dichiarazione di marcata identità: perché se sfilano tre rosé, c’è un “papà” rosso, che ribadisce le radici, ovvero il Groppello.

Il rosa del Valtenesi

Il rosa del Valtenesi

Una degustazione molto particolare, quindi, come ha introdotto il direttore del Consorzio Carlo Alberto Panont accanto al responsabile della promozione Juri Pagani, che partendo dalla riva occidentale del Lago di Garda, tra uliveti e vigneti, tra acqua e colline moreniche e viaggia nell’impegno tramandato dalle generazioni. Nel 1998 nasce il Consorzio Garda Classico, che nel 2012 diventa appunto Consorzio Valtènesi per la nuova Denominazione di origine controllata Valtènesi

Nel 2019 ha contribuito a far nascere Rosautoctono, l’Istituto del vino rosa autoctono italiano, insieme ad altri consorzi.

La serata a Identità Golose Milano: Juri Pagani, Claudio Scavizzi e Carlo Alberto Panont

La serata a Identità Golose Milano: Juri Pagani, Claudio Scavizzi e Carlo Alberto Panont

A fare gli onori di casa per Identità Golose Milano l’amministratore delegato Claudio Scavizzi che ha tracciato il percorso con Ascovilo e Regione, come raccontato in questo articolo sulla presentazione del progetto.

Quindi la degustazione, con il volto “rosa” che fa parte storicamente del territorio appunto: già a fine Ottocento Pompeo Molmenti tracciò quella vocazione che sprigiona eleganza e che caratterizza le aziende del territorio, delineando le sue regole per un nuovo vino.

La cartina, rigorosamente rosa, della zona di produzione

La cartina, rigorosamente rosa, della zona di produzione

L’ispirazione, le coste rilassanti del lago ma anche la Francia che visitò: mise a punto la tecnica di vinificazione in rosato del Groppello e nacque il “vino di una notte”, il Chiaretto Valtènesi. «Così è nato il pensiero rosé, non è stato trovato il documento che scrisse Molmenti, ma è un fatto citato» sottolinea Panont.

Ecco perché è anche un impegno culturale – spiega - quello che stanno portando avanti consorzio e aziende, fare ciò che si sa realizzare bene e presentarlo anche in modo corretto, coinvolgente, alla ricerca di quella giusta attenzione da rinsaldare – a partire dai ristoranti - sui rosa.

Un momento della degustazione

Un momento della degustazione

«C’è l’azienda, c’è la reputazione, c’è la continuità. Abbiamo tanti spazi da destinare alla viticoltura, ma sono piccoli» osserva il direttore, lanciando il video che racconta il “Mediterraneo delle Alpi”, i suoi paesaggi, il suo vino, la sua dolce vita. «Noi siamo il nostro territorio, la Valtènesi parte da Desenzano e si conclude al Vittoriale – prosegue poi Juri Pagani – è la costa che ha il sole della mattina, sì, è questo che accarezza la nostra riviera con la sua energia e non scotta l’uva così delicata. I nostri produttori sono tutti nati qui e lo sentiamo con orgoglio».

Sfumature di rosa per i vini della Valtenesi

Sfumature di rosa per i vini della Valtenesi

Tutto parte dal Groppello, uva fragile ma irresistibile quando si riesce a esprimere la sua eccellenza. Accanto all’abilità di offrire divertimento e cultura e di offrire una generosa versatilità sugli abbinamenti a tavola. Partiamo da Valtènesi Riviera del Garda Classico Antitesi 2021 dell’azienda Avanzi, presentato da Giovanni Avanzi. Il nome dell’etichetta racconta il procedere della ricerca, la scelta infine di vinificare Groppello e Barbera – il primo predominante, all’80% - separatamente. Avviene così una pressatura con resa estremamente bassa al 50% ed in piccola parte per alzata di cappello. La ricchezza e la potenza di questo vino è possibile anche per la permanenza a contatto con le sue fecce nobili. 

All’olfatto, prevalgono note di pompelmo rosa e di quell’intrigante ambiente che racconta le colline attorno al lago: anche il pepe ha un tocco un po’ dolce che trasmette l’atmosfera del Garda.

Sara Pasini dell’azienda Pasini San Giovanni

Sara Pasini dell’azienda Pasini San Giovanni

Poi spazio a Valtènesi Riviera del Garda Classico Lettera C 2020 dell’azienda Pasini San Giovanni, ci guida Sara Pasini.  Un vino 100% Groppello, un vino che non teme il tempo, anzi invita a prenderselo. La lettera C è un gioco e anche un omaggio serio, al vitigno come alle ceramiche di cui sono fatte le botti. La delicatezza al naso conferma tutto questo, con l’affiorare del pompelmo giallo e di quei piccoli fiori che accarezzano le viti.

Nicole Vezzola dell'azienda Costaripa

Nicole Vezzola dell'azienda Costaripa

Infine per Costaripa sfila Valtènesi Riviera del Garda Classico Molmenti 2018, raccontato da Nicole Vezzola. Un’annata non facile dopo la gelata del 2017, eppure un vino che mantiene fede all’eleganza, ma con una croccantezza al naso che unisce davvero divertimento e riflessioni.

Accanto, si posa autorevolmente – a ricordare dove tutto inizia -  Riviera del Garda Classico Groppello 2021 dell’azienda Le Sincette. Un promemoria dal colore agli aromi, da dove tutto è cominciato.


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

Marilena Lualdi

a cura di

Marilena Lualdi

responsabile de l'Informazioneonline e giornalista di Frontiera - inserto de La Provincia, scrittrice e blogger, si occupa di economia, natura e umanità: ama i sapori che fanno gustare la terra e le sue storie, nonché – da grande appassionata della Scozia – il mondo del whisky

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