Amarone Maternigo, in casa Tedeschi si festeggia il nuovo nato

«È il frutto di una grande ricerca. Ma è anche la conferma dello stile della nostra famiglia»

03-12-2021
a cura di Raffaele Foglia
Sabrina, Riccardo e Antonietta Tedeschi brindano a

Sabrina, Riccardo e Antonietta Tedeschi brindano al loro Amarone Riserva Maternigo

«Per noi è come la nascita di un nuovo figlio».

Così Sabrina Tedeschi, insieme ai fratelli Riccardo e Antonietta, ha presentato il nuovo Amarone Riserva di casa Tedeschi, il Maternigo, frutto di una attenta ricerca sui terreni e di un ragionamento legato allo stile della cantina.

L'etichetta del nuovo vino

L'etichetta del nuovo vino

«Maternigo è la conferma di uno stile di famiglia che si ripete dal 1964 a oggi – sottolinea Sabrina Tedeschi - Nel 1964 è nato il promo cru, ma è anche nata Antonietta Tedeschi». Una fortuita e gioiosa coincidenza. «La nostra volontà è quella di interpretare il territorio secondo le singole caratteristiche. Maternigo è l’ultimo investimento, fatto nel 2005/2006. Se Monte Olmi fu intuizione di mio padre (Lorenzo Tedeschi), Maternigo è frutto della ricerca di mio fratello Riccardo».

Proprio Riccardo Tedeschi spiega la nascita del progetto: «Abbiamo iniziato la classica zonazione per capire i vari blocchi di terreno che avevamo a disposizione. Ma poi ci siamo concentrati su una “zonazione aromatica”, definendo ognuno dei 5 blocchi individuati per gli aromi che riusciva a conferire ai nostri vitigni classici. Abbiamo così individuato due zone per il Maternigo. Sono convinto che il Valpolicella possa avere similitudini con il Pinot Nero. Certo, con l’Amarone alcuni aromi escono di più, tramite l’appassimento».

Il vigneto Barila, dove nasce Maternigo

Il vigneto Barila, dove nasce Maternigo

«Avevamo già fatto uno studio sulla Fabriseria, il nostro precedente Cru (nato nel 1983, ndr). Il Maternigo nasce dal vigneto Barila, situato a 310 metri d’altezza con esposizione sud est, un appezzamento che, solo dopo un’attenta zonazione e caratterizzazione dei suoli, è stato selezionato per la sua produzione di uve particolarmente ricche in struttura. Ci dà molto estratto, soprattutto di frutto e pepe nero. Dal nostro punto di vista, puntiamo sempre all’equilibrio e alla finezza».

E Sabrina Tedeschi sottolinea: «Mio papà aveva iniziato con un Cru, il Monte Olmi, noi abbiamo poi continuato sulla sua strada. Sempre con Corvinone, Corvina e Rondinella, cercando le caratteristiche di freschezza e verticalità, con un frutto fresco e mai eccessivo».

Sabrina, Riccardo e Antonietta con papà Lorenzo Tedeschi

Sabrina, Riccardo e Antonietta con papà Lorenzo Tedeschi

«Abbiamo effettuato un appassimento a freddo di 90-100 giorni per mantenere la struttura prosegue Riccardo Tedeschi - poi solo botte grande e affinamento su fecce fini e infine un anno in bottiglia come per tutte le riserve. Non faremo tutte le annate, dopo questa 2016 la prossima sarà il 2019. Al momento abbiamo realizzato 6.600 bottiglie, mentre nel 2019 saliremo a 4.000».

E conclude: «Abbiamo portato avanti, insieme ad Antonietta e Sabrina, il sogno e lo stile di nostro padre con la creazione di un vino distintivo: l’Amarone Maternigo dove il marchio Tedeschi è riconoscibile e inconfondibile, un prodotto capace di sorprendere per la sua unicità e di migliorare con il tempo».

La cantina Tedeschi

La cantina Tedeschi

Dalle parole, ai fatti. L’assaggio dell’Amarone Riserva Maternigo 2016 rispecchia esattamente quanto annunciato dai fratelli Antonietta, Sabrina e Riccardo: in questo vino, infatti, eleganza e struttura riescono a dialogare e convivere, in un continuo gioco di aromaticità spiccate e fragranti. Un vino strutturato ma non pesante, che va oltre allo stereotipo dell’Amarone “vinone” stucchevole e stancante.

Maternigo ci permette di “fare pace” con il mondo dell’Amarone che in molti casi era arrivato a degli eccessi sgraziati.

L’Amarone Maternigo è stato anticipato dall’assaggio del Valpolicella Maternigo, in questo caso annata 2017, che ha fatto da precursore al suo fratello maggiore: seguendo la stessa linea, riesce a essere un vino di buona struttura e di grandissima bevibilità.

Ma si può sempre chiudere in bellezza. E in dolcezza. Il Recioto della Valpolicella Capitel Fontana 2018 riprende il fil rouge della produzione di Tedeschi, azienda da 500mila bottiglie annue, con 48 ettari vitati: eleganza e bevibilità in un vino dolce.


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