Giodo, Carlo Ferrini e la sua interpretazione del Brunello

Dopo aver cercato a lungo i terreni giusti, il noto enologo ha acquistato 4,5 ettari a Montalcino. E i risultati sono ottimi

24-06-2021
L'enologo Carlo Ferrini si è voluto cimentare

L'enologo Carlo Ferrini si è voluto cimentare in'avventura tutta sua: così è nata Giodo

Una vigna tutta sua, cercata e voluta con forza per poter fare il suo vino, la sua etichetta. Puntando in alto, con quel Sangiovese che ben conosceva e che voleva portare ai massimi livelli possibili, dando la propria interpretazione del Brunello di Montalcino.

Carlo Ferrini, classe 1954, come enologo, non ha bisogno di troppe presentazioni. Basti pensare che nel 2008 Wine Enthusiast lo incoronò come “Best winemaker of the year”. Consulente in tutta Italia, dal Trentino fino in Sicilia, voleva comunque fare qualcosa che fosse davvero suo. Avere una vigna sua.

Carlo Ferrini con la figlia Bianca, alla quale ha trasmesso la passione per il vino

Carlo Ferrini con la figlia Bianca, alla quale ha trasmesso la passione per il vino

Ma prima di tutto doveva trovare il posto giusto. Sì, Montalcino. Ma dove? Negli anni Carlo Ferrini ha cercato il terroir giusto per il suo progetto, per non fare “uno dei tanti” Brunello, ma fare il suo Brunello. Una ricerca che è arrivata fino al 2001, quando ha individuato i terreni ideali per far partire la sua avventura di Giodo, nome scelto per omaggiare i genitori Giovanna e Domenico.

Una passione che Carlo Ferrini ha trasmesso anche alla figlia Bianca, che ha seguito la nascita e la crescita di questa che è, comunque, una piccola azienda che punta solo alla massima qualità.

L'interno della cantina a Montalcino

L'interno della cantina a Montalcino

«Prima ci siamo focalizzati sulle vigne – spiega Bianca Ferrini – cercando il luogo giusto per il nostro Brunello di Montalcino. La prima vendemmia è stata nel 2009: abbiamo 2,5 ettari di vigneto rivendicati a Brunello di Montalcino e altri due ettari più giovani dedicati all’Igt Toscana».

La volontà è stata quella di lavorare per avere il massimo risultato in vigna e poi in cantina lavorare con meno passaggi possibili, per cercare di mantenere la natura dell’uva. «La cantina è stata rifatta nell’ultimo anno – spiega ancora Bianca Ferrini – lavoriamo tutto per caduta, con vinificazioni in acciaio, poi il passaggio in legno e infine il vino riposa per un periodo in cemento non vetrificato per stabilizzarsi».

L'Igt Toscana La Quinta

L'Igt Toscana La Quinta

L’Igt Toscana si chiama La Quinta, in quanto si tratta della quinta vigna piantata da Carlo Ferrini: ne vengono prodotte circa 10mila bottiglie all’anno, a un prezzo che si aggira attorno ai 45 euro. L’annata 2018 si presenta molto fresca, con una leggera speziatura, e una grande bevibilità. Il 2019 è un po’ più “scuro”, pieno, di struttura, pepato: l’anno di differenza si nota, e questo 2019 dimostra anche di avere grandi potenzialità.

Passando al Brunello di Montalcino abbiamo avuto il piacere di assaggiare l’annata 2012: un vino dove vince l’equilibrio e dalla grande lunghezza, dove si percepisce la grandezza della zona. Ottimo a 9 anni dalla vendemmia, ma la prospettiva è di lunga vita: come dovrebbe essere per tutti i grandi Brunello di Montalcino, d’altronde.

Il Brunello e l'Igt Toscana

Il Brunello e l'Igt Toscana

L’annata 2015 denota un buon equilibrio, una bella frutta, leggero boisée, e un tannino abbastanza fine ma ben presente: anche in questo caso il pensiero va a un affinamento ulteriore in bottiglia, nelle cantine dei fortunati che lo hanno acquistato.

Il Brunello 2016 è uno dei vini che maggiormente ci ha impressionato, dopo aver partecipato al Benvenuto Brunello Off: una nota balsamica, fresco, ottimo frutto, una nota leggermente agrumata, e poi al sorso una lunghezza stupefacente, con un’acidità presente ma affatto fastidiosa e un tannino fine ed elegante.

Il Brunello di Montalcino: l'annata 2016 di Giodo è risultata una delle migliori durante gli assaggi del Benvenuto Brunello

Il Brunello di Montalcino: l'annata 2016 di Giodo è risultata una delle migliori durante gli assaggi del Benvenuto Brunello

Di Brunello sono prodotte circa 12mila bottiglie all’anno, con un prezzo attorno ai 100 euro.

Quelli di Giodo non sono vini che rappresentano un “esercizio di stile” di Carlo Ferrini, che nulla aveva ancora da dimostrare. Ma sono l’essenza stessa del celebre enologo: i suoi “figli”, anche un po’ da coccolare.