I 60 anni del Pinot Grigio di Santa Margherita

Intervista a Beniamino Garofalo, AD del gruppo vinicolo, tra i maggiori d'Italia. «Questo vitigno è stato l’Ambassador del vino bianco italiano nel mondo»

20-04-2021
Beniamino Garofalo, il secondo da destra, insieme

Beniamino Garofalo, il secondo da destra, insieme ai fratelli Marzotto

La visione lungimirante del conte Gaetano Marzotto sul Pinot Grigio ha una genesi ben precisa: trovare un vino che alla fine degli anni Cinquanta facesse tendenza. Un bianco fresco, fruttato ma non necessariamente da uve a bacca bianca. Ecco il colpo di genio: vinificare in bianco le delicate uve di Pinot Grigio eliminando il contatto delle bucce con il mosto per trasformare il classico colore ramato in un bianco brillante, dall’unicità garantita.

Se nel 1961 il vino debuttò sul mercato italiano con un prodotto di spaccatura dalla bevibilità immediata e dal colore brillante, fu nell’esportazione successiva che consacrò la riconoscibilità di un vino innovativo. Il suo successo Oltreoceano era ed è tutt’oggi associato, frequentemente, a grandi celebrità artistiche.

Oggi Santa Margherita festeggia i sessant’anni del loro Pinot Grigio con l’orgoglio di quel Made in Italy che armonizza culture, cibi e generazioni. Un'azienda che fonda la sua strategia sull’innovazione e la sostenibilità. Non possiamo scordare siano stati i pionieri della spumantizzazione del vitigno Glera sulle colline di Valdobbiadene già all’inizio degli anni ’50, e proprio il Pinot Grigio Santa Margherita è oggi sulle tavole di 90 Paesi nel mondo.

«Il Pinot Grigio è stato l’Ambassador del vino bianco italiano – chiosa Beniamino Garofalo, Ad del Gruppo – un vino che ha aperto le frontiere delle nostre produzioni all’estero. Il cliente dell’epoca continua a consumare questa tipologia di vino e, nel tempo, si sono aggiunti estimatori del Pinot Grigio. La vendita è cresciuta nei paese anglosassoni, ma non solo. Il fondatore Gaetano Marzotto ha creduto in questo vitigno con la visione che potesse rappresentare un ponte per comunicare con il resto del mondo. Un liquido che potesse abbracciare palati più esigenti senza trascurare il pubblico femminile. Oggi è un brand iconico che valorizza, senza dubbio né presunzione, l’intera categoria. Noi stessi in Italia abbiamo banalizzato questa denominazione e sono certo non sia l’unica che meriterebbe maggiori attenzioni dal trade».

Pinot Grigio vuol dire innovazione e sostenibilità per renderlo davvero trasversale. Continua Garofalo: «Pinot Grigio è un vino versatile, democratico, di buona bevuta. Se vogliamo avvicinare i millenials al vino dobbiamo offrire ai consumatori del futuro bevute facili abbinate a un piatto italiano oppure di cucine del mondo, come la cucina asiatica e speziata, per esempio. Vi lascio dei dati inoppugnabili: nel 2020 io sono entrato a far parte del Gruppo Santa Margherita e mi fu detto che non si poteva sapere quanto futuro potesse avere il Pinot Grigio, visto i vertici raggiunti. Ebbene: io non ho mai visto delle performance così straordinarie per un unico vino. Negli Stati Uniti, che è il nostro primo mercato, siamo cresciuti, a sell out, del 32%».

«Il consumatore - conclude l'Ad di Santa Margherita - ha cercato, in questo periodo storico, di acquistare prodotti premium che gli dessero sicurezza, e, proprio nelle mura domestiche, desiderava replicare il metodo by the glass dei locali. Purtroppo, non potendo andare nei ristoranti o nei wine bar, essendo chiusi, si poteva degustare solamente a casa con l’ obiettivo di gratificarsi. Nel futuro dobbiamo ampliare la distribuzione, vendere i nostri vini in posti più frequentati dai giovani perché questo segmento è il futuro. Credo nell’e-commerce di qualità perché è la barra dritta che deve portarci ad accantonare questo periodo che dura da troppo tempo. Abbiamo il dovere di rinascere. Il nostro Gruppo ha fatto una campagna importante di supporto al canale Ho.Re.Ca. attraverso tutte le nostre aziende. Per noi le relazioni umani e professionali sono essenziali per progettare il futuro».

Una realtà vinicola che ha sostenuto il premio Delivery della Guida Identità Golose 2021 perché era un chiaro segnale di come si possano trovare insieme nuove vie per evolversi nel business adattandosi al contesto, con la massima attenzione alla qualità di prodotto e servizio.


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