99 champagne +1 (quello del peccato)

Torna la guida alle migliori bollicine, noi abbiamo assaggiato quelle dei vignerons di Des Pieds et des vins. Vi diciamo che...

05-11-2017
La guida Le migliori 99 maison di Champagne, edi

La guida Le migliori 99 maison di Champagne, edita da Edizioni Estemporanee, è stata presentata nei giorni scorsi al Romeo e Giulietta in piazza dell’Emporio, a Roma

Dodici vignerons d’espressione aderenti all’associazione Des Pieds et des vins, uniti dall’attaccamento alle proprie radici, dalla voglia di produrre champagne di qualità, carattere e autenticità, nei giorni scorsi a Roma nella bella e suggestiva location di Romeo e Giulietta in piazza dell’Emporio, hanno fatto conoscere le loro bollicine in occasione della presentazione della guida Le migliori 99 maison di Champagne, edita da Edizioni Estemporanee, che vuole essere  “laica, democratica, indipendente ed identitaria” a sentire i curatori Luca Burei e Alfonso Isinelli. Oltre 120 le maisons selezionate, 400 le etichette per offrire una visione minuziosa e curiosa sullo Champagne. Degustazioni condivise e confronto sincero e scrupoloso tra tutti gli autori per esprimere un giudizio quanto più affidabile possibile e un racconto approfondito della storia e dello stile di ogni vigneron.

La guida 2018/2019 rappresenta anche l’ultima editata in formato cartaceo, la prima è stata scritta nel 2008 e con soddisfazione Burei racconta che fu la prima vera guida al mondo pubblicata sullo Champagne, e che sino ad oggi si sono degustate almeno 20mila cuvée e visitate oltre 400 maison.

Dal prossimo anno gli autori annunciano che le bollicine saranno descritte all’interno della 99Champagne App, una maniera senz’altro efficace per consentire a tutti di avere un valido strumento di consultazione a portata di click. Una guida che è anche un percorso alla scoperta delle caratteristiche storiche e di viticultura di un’area geografica fascinosa e ricca, e che accompagnerà in maniera semplice il lettore nella scelta o alla degustazione di uno champagne.

La presentazione è stata anche una bella occasione riservata agli appassionati per conoscere la filosofia che sottende al lavoro dei giovani produttori Des Pieds et des vins, già protagonisti dell’appuntamento de Les Printemps de Champagne che si svolge ogni anno ad aprile nell’omonima regione, per presentare i nuovi vini e per scambiarsi suggestioni al fine di valorizzare al massimo il proprio terroir.

E così con passo svelto ci siamo apprestati bicchiere in mano a conoscere i dodici vigneron: Robert Barbichon, Barrat-Masson, Etienne Calsac, Corbon, Mouzon-Leroux, Rémi Leroy, Aurélien Lurquin, Nowack, Thomas Perseval, Guillaume Sergent, Stroebel, Vadin-Plateau.

Un percorso divertente, che tira fuori, finalmente, lo Champagne dalla degustazione cliché avvicinandolo ad un pubblico sempre più eterogeneo, giovane e competente. È stato come fare una scampagnata in una giornata estiva e ritrovarsi alla fine della giornata a una festa con Boy George a mettere la musica. Subito ti vien voglia di entrare in connessione col mondo, e così è stato. Tra quelle bevute molte sono già mature, alcune già conosciute dagli appassionati e pronte a lanciare una bella sfida al mercato, altre davvero molto promettenti, e non siamo riusciti a non essere sedotti soprattutto da loro... Vi confesseremo i nomi, garantendovi che stanno al mondo divinamente, ne riparleremo fra qualche anno; voi intanto prendete nota se ritenete.

Calsac, Les Rocheforts Terroir de Bisseuil 1er cru, (blanc de blancs)
Barrat Masson, La Grande Homée, (rosé de saignée 100% pinot noir)
Corbon, Anthracite Brut, (50% chardonnay, 25% pinot noir, 25% pinot meunier)
Nowack, Cru d’Origine Chatillon-sur-Marne, (100% meunier).

Il +1 oltre i 99 a nostro avviso è il Coteaux Champenois Rouge 2015 di Stroebel, un pinot meunier in purezza che riconcilia con lo spirito dopo aver peccato. Ci siamo tuffati in un campo di rose e lì abbiamo atteso che Do you Really want to hurt me? finisse di suonare.


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