I 25 anni di Ampi: grandi pasticceri da un quarto di secolo

Fondata da Massari, raggruppa ora 72 Maestri. Santi Palazzolo è pasticcere dell'anno 2018, Rita Busalacchi l'emergente

26-10-2018
I pasticceri Ampi riuniti per i 25 anni dell'a

I pasticceri Ampi riuniti per i 25 anni dell'associazione (foto chezmoibyfausto)

Un quarto di secolo fa, nel 1993, su impulso di Iginio Massari, nasceva l’Ampi, ossia l'Accademia Maestri Pasticceri Italiani. Per festeggiare i 25 anni dalla fondazione, giovedì 23 ottobre, i 72 Maestri Ampi, oggi presieduta da un altro grande del dolce come Gino Fabbri, si sono riuniti a Bologna per le celebrazioni dell’importante compleanno. E nessuno di loro si è tirato indietro quando c’è stato da incrociare le sac a poche per conquistare le Medaglie d’Oro con le loro creazioni: un'innovativa torta gianduia all'italiana, una millefoglie rivisitata e un dolce a tema scelto che, ça va sans dire, è stato quello delle nozze d’argento.

Gino Fabbri e Iginio Massari

Gino Fabbri e Iginio Massari

A conquistare due Medaglie d’Oro, la prima per la torta gianduia all'italiana e la seconda per il senso estetico e scenografico nell'allestimento del tavolo di presentazione, è stato il gruppo Lombardia e Piemonte, capitanato dal “Maestro dei Maestri” Iginio Massari. È stato premiato con una terza medaglia il gruppo Emilia Romagna, Toscana, Lazio, capitanato dal Maestro Maurizio Busi, per il valore artistico e l'alta tecnica di composizione. Al Maestro Biagio Settepani, ambasciatore Ampi negli Stati Uniti dal 2008, è andata una menzione speciale per la «grande professionalità e generosità dimostrate e per l'impegno nel mantenere viva la nostra tradizione all'estero».

Hanno preso la via della Sicilia gli altri due riconoscimenti assegnati. Quello di Pasticcere dell'Anno 2018 – Trofeo Pavoni è andato al Maestro Santi Palazzolo. «Ricevere un premio vuol dire che ci sono persone che riconoscono i tuoi meriti. E quando queste persone sono dei colleghi, il valore del riconoscimento assume un’importanza ancora maggiore», ha detto Palazzolo.

Santi Palazzolo

Santi Palazzolo

Figlio e nipote d’arte, con una pasticceria a Cinisi che nel 2020 compirà 100 anni - è stata fondata dal nonno - più uno showroom all’aeroporto di Palermo (per il quale ha denunciato nel 2015 una richiesta di tangente per il suo mantenimento), un pastry lab a Terrasini e un altro locale a Fico Eataly World a Bologna, Palazzolo è membro dell’Accademia da vent’anni.

Rita Busalacchi

Rita Busalacchi

Un’altra palermitana, Rita Busalacchi, consulente per l’alta ristorazione per vari locali, docente presso Eccelsa, Istituto di Alta Formazione del Gusto Alimentare e tra i pastry chef più quotati in Europa, è stata premiata con il titolo di Pasticcere Emergente 2018. Lei ha iniziato il suo percorso formativo presso la Boscolo Étoile Academy, dopo aver conseguito una laurea quinquennale in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche all’università di Palermo. Nel 2011 ha iniziato a collaborare con Luca Montersino, con il quale ha anche pubblicato un libro nel 2012, Peccati Mignon. Ha conseguito anche due importanti esperienze lavorative presso la Michalak Masterclass (di Christophe Michalak, chef pasticcere di Alain Ducasse) e presso il rinomato laboratorio di Pierre Hermé a Parigi.

L'Accademia Maestri Pasticceri Italiani raggruppa oggi 72 Accademici distribuiti su tutto il territorio nazionale, comprendendo anche un collega a Tokyo e due colleghi oltreoceano: San Francisco, New York. L’obiettivo a cui Ampi si ispira è legato a un concetto fondamentale: promuovere e divulgare la pasticceria di alta qualità. Per far parte dell’associazione, conseguire e mantenere questo obiettivo, gli aspiranti Accademici devono sostenere un esame molto selettivo, seguendo scrupolosamente il regolamento scritto nello Statuto.


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