Dopo la chiusura, nel luglio dello scorso anno, della sede di Paradiso all'interno di Palazzo Mantegazza, dove il progetto era nato nel 2009, il ristorante Meta (stella Michelin dal 2021) ha riaperto le sue porte a metà ottobre 2025 nella nuova location nel cuore di Lugano, in Piazza della Riforma. Oltre al Meta, ospitato al secondo piano dello storico edificio affacciato sul Municipio, sono stati restaurati e valorizzati anche il pianterreno e il primo piano, che accolgono il ristorante Federale 1885, dotato anche di tavoli direttamente sulla piazza. Recentemente la famiglia Mantegazza ha inoltre acquisito l'adiacente Sass Café.
I tre locali rappresentano un cambio di passo per la ristorazione luganese e contribuiscono a rafforzare l'attrattività del salotto della città, punto di riferimento per gastronomia, accoglienza, convivialità e vita cittadina. L'offerta gastronomica è ampia e diversificata: dai piatti ispirati alla tradizione locale e mediterranea del Federale 1885 e del Sass Café, fino all'alta cucina del Meta, che propone un percorso gourmet all'insegna della qualità delle materie prime, della ricerca e dell'estetica.
Le sale del
Meta richiamano l'atmosfera di un elegante salotto luganese, con un ambiente caldo e raccolto. Dalle finestre si gode la vista sul Municipio, sul lago, sulle montagne circostanti e sulla cucina a vista.
Il proprietario Mario Mantegazza ci racconta che «questa nuova e stimolante avventura rappresenta un'ulteriore tappa nel percorso avviato nel 2009 quando abbiamo iniziato a dedicarci alla ristorazione a Paradiso. Negli anni il Ristorante Meta ha vissuto una esaltante avventura, dando vita ad una cucina sana e genuina che interpretava le tendenze del gusto contemporaneo, aperta a suggestioni provenienti da esperienze culinarie internazionali. La costante volontà di migliorarci ci consente, con l'esperienza maturata e la determinazione che sempre ci contraddistingue, di puntare a traguardi sempre più ambiziosi».
Alla guida della cucina troviamo lo chef
Arturo Fragnito, di origini australiane da parte di madre e campane da parte di padre, executive chef del ristorante dalla fine del 2024. Cresciuto in una famiglia di ristoratori — il nonno pizzaiolo, il padre a lungo alla guida di un ristorante — si è formato professionalmente a Milano, nei ristoranti
Armani e
Bulgari, dove ha affinato tecnica e organizzazione lavorando con una clientela internazionale.
«Alla base della mia cucina — spiega lo chef — c'è un'interpretazione della cucina mediterranea fondata sull'utilizzo esclusivo di prodotti freschi e genuini e su preparazioni essenziali. Su queste basi mi piace innestare influenze raccolte durante le mie esperienze all'estero. Per il
Meta abbiamo studiato una proposta capace di sorprendere e conquistare attraverso il gusto e la bellezza dei piatti. Il Menu Degustazione rappresenta l'essenza della mia filosofia».
Abbiamo scoperto una cucina raffinata, moderna e mai eccessiva, dove ogni piatto ricerca equilibrio e precisione. Acidità, sapidità e consistenze dialogano con armonia, in un percorso coerente dall'inizio alla fine. Il ristorante è guidato da un team giovane e dinamico:
Evelyn Mantegazza ricopre il ruolo di gerente,
Chiara Mantegazza segue marketing e comunicazione, mentre
Marco Rossi è il direttore. La sala è affidata alla professionalità e alla cortesia di
Antonio Casillo.

Le brigate di sala e cucina
Noi abbiamo scelto il menu degustazione
Arthur's Theme, un percorso di nove portate che racconta la filosofia dello chef
Fragnito, lasciando carta bianca a
Casillo per l'abbinamento dei vini al calice.
Ecco i nostri assaggi.
Benvenuto del Meta: Rosa di daikon marinato, maionese alle ostriche e lime nero - Cialda al nero di seppia con tartare di tonno, caviale e gel di alga kombu - Tartelletta con tartare di wagyu, chimichurri e patate croccanti
Il percorso si apre con tre finger food. Si parte con una fresca rosa di daikon marinato accompagnata da maionese di ostriche e lime nero; segue una cialda al nero di seppia con tartare di tonno, caviale e gel di alga kombu, ricca di richiami marini; si conclude con una tartelletta di wagyu, chimichurri e patate croccanti.
In abbinamento un calice di Champagne
Ephémère Edition 029 Savart x Chartogne Blanc de Blancs Grand Cru Extra Brut, che accompagnerà anche la portata successiva.
Insalata di pomodori
L'apertura del menu è fresca e profumata. Lo chef interpreta una semplice
insalata di pomodori in sette diverse varietà e consistenze: pomodoro fresco, sorbetto di pomodoro verde e acqua di pomodoro esaltano il gusto dell'ingrediente protagonista. Un inizio convincente.
Gamberi, zucchine e vongole
Protagonista del piatto è il gambero rosso, proposto in tartare e accompagnato da una crema di zucchine e vongole, fiori ed erbe aromatiche. A parte viene servito un estratto di gambero da sorseggiare alternandolo alla tartare: il contrasto tra la dolcezza della carne cruda e la concentrazione dell'estratto rende l'esperienza interessante.
Il secondo vino è un altro Champagne, il
Loriot Pagel Brut Rosé AOC.
Quaglia e rape
Un piatto elegante in cui la quaglia incontra il foie gras, che dona cremosità e profondità, mentre la rapa rossa marinata aggiunge freschezza e croccantezza. Completa la portata una coscia di quaglia cotta a puntino.
Casillo propone un abbinamento coraggioso: un calice di Vecchio Samperi di
Marco De Bartoli.
Ravioli di seppia
Sfoglia sottilissima, cottura impeccabile e un ripieno di seppia intenso e saporito. La seppia servita sopra, insieme alla sua salsa, rafforza la componente marina mantenendo l'equilibrio del piatto.
In accompagnamento un calice di Chardonnay toscano
Maria Vinci 2023.
Spaghetti, sakè e caviale
È il piatto che ci ha conquistati più di tutti. Spaghetti cotti al dente, serviti tiepidi con caviale e completati da una salsa al sakè. La sapidità del caviale, l'acidità della salsa e la precisione della cottura danno vita a un piatto elegante ed essenziale.
In abbinamento un vino bianco svizzero della regione di Zurigo: un 100% Räuschling del produttore
Erich Meier, annata 2024.
Glacier 51, asparagi bianchi e aglio orsino
Il Glacier 51, conosciuto anche come moro oceanico, vive nelle gelide acque sub-antartiche a circa 2.000 metri di profondità. Definito il Wagyu del mare, presenta carni bianchissime, compatte e burrose grazie all'elevato contenuto di grassi nobili. È accompagnato da asparagi bianchi, dalla loro salsa che regala note di nocciola, e da un olio all'aglio orsino che dona freschezza al piatto.
L'abbinamento è affidato a un
I Clivi Brazan 2019, assemblaggio di Friulano e Malvasia Istriana, dalle spiccate note idrocarburiche che ricordano alcuni Riesling della Mosella.
Maialino svizzero, ciliegie e cipolle rosse
L'ultima portata salata propone un maialino svizzero cotto al punto rosa, accompagnato da ciliegie, cipolle rosse, insalatina e una riduzione della sua carne, con un buon equilibrio tra la dolcezza della frutta, la freschezza delle verdure e la succulenza della carne. Il secondo servizio è un gyoza ripieno di maiale servito con il suo brodo: intenso il ripieno, più delicato il brodo.
Casillo abbina un calice di rosso spagnolo, il
San Román Toro Maurodos 2020, 100% Tinta de Toro.
Fragole, panna e lime
Il primo dessert celebra la stagione con fragole fresche, sorbetto e zuppetta, accompagnati da panna aromatizzata al lime e da una delicata meringa. Un finale fresco e piacevole.
Latte e biscotti
L'ultimo dessert è poco dolce, quasi tendente al salato, il che lo rende una conclusione originale del percorso. Latte e biscotti sono proposti in diverse consistenze, per un dessert mai stucchevole.
Ad accompagnarlo un calice di Riesling Ürziger Würzgarten Auslese
Dr. Loosen 2022.
Il nuovo Meta non rappresenta soltanto un cambio di indirizzo, ma l'inizio di una nuova fase della sua storia. La cucina di Fragnito convince per maturità, precisione tecnica e capacità di emozionare senza ricorrere a effetti speciali. Ogni piatto racconta una filosofia fatta di rispetto della materia prima, mentre il servizio di sala e gli abbinamenti studiati da Casillo valorizzano l'esperienza. Un percorso gastronomico coerente che conferma il valore della stella Michelin.