Il progetto del marchio “M” che tutela l'autentica cucina messicana nel mondo (ve ne abbiamo parlato qui), trova già in Italia alcuni interpreti concreti tra cui l’insegna El Beso che si distingue non solo come ristorante, ma quale vero e proprio ambasciatore gastronomico capace di tradurre in esperienza contemporanea il patrimonio culinario del Messico.

Al timone di El Beso, il piemontese Andrea Angiono e la chef messicana Maria Antonietta Girón Caballero, per tutti Tony
Nel cuore di Torino, il locale guidato dal piemontese
Andrea Angiono e dalla chef messicana
Maria Antonietta Girón Caballero, per tutti
Tony, incarna i principi alla base dell’iniziativa: rispetto rigoroso delle tradizioni regionali, attenzione alla qualità degli ingredienti e volontà di restituire un’immagine autentica della cucina messicana, lontana dagli stereotipi del
Tex-Mex che per anni ne hanno distorto la percezione in Europa.
«Dimenticate chili con carne, fajitas e burritos: la cucina messicana è un sistema gastronomico complesso, fatto di identità regionali profondamente diverse tra loro. Al Nord dominano carni e sapori intensi legati alla tradizione pastorale; al Centro nascono piatti simbolo come il Mole poblano, con spezie e cioccolato; lungo le coste prevalgono freschezza e acidità, tra Ceviche e Aguachile; nello Yucatán emergono invece le radici maya e le cotture ancestrali, con preparazioni come la Cochinita pibil», ci tiene a precisare Tony.
Il loro percorso nasce all’estero, dall’incontro a Londra agli anni trascorsi tra Spagna e Messico, e si traduce in una visione gastronomica che punta a coniugare autenticità e contemporaneità.
Dopo l’apertura del primo locale a Città del Messico, poi chiuso durante la pandemia, il progetto ha trovato continuità e sviluppo in Italia, dove El Beso è attivo dal 2016.
La loro filosofia è chiara: rileggere la tradizione senza snaturarla. Ogni piatto, infatti, nasce da un lavoro attento su ingredienti e tecniche, con materie prime spesso importate dal Messico o selezionate sul territorio.

Un dettaglio della sala di El Beso, Torino
Al centro della cucina restano gli elementi fondamentali quali sono
mais, peperoncino, lime e salse, affiancati da ingredienti identitari come
avocado, cactus o
huitlacoche, noto anche come “tartufo del mais”, considerato una delle eccellenze della cucina messicana e utilizzato in preparazioni che valorizzano la componente vegetale e territoriale.
L’esperienza è pensata per essere condivisa: molte portate arrivano scomposte, lasciando al cliente la possibilità di costruire il proprio assaggio. Il menu si articola tra Tacos - a base di carne, pesce o vegetariani -, gli Antojitos, "voglie" o "capricci" come i classici nachos - le totopas di mais sono fatte in casa - e preparazioni al molcajete, il mortaio di pietra vulcanica dalla forma concava, che risale alle civiltà precolombiane mesoamericane, ma anche piatti come Mole, Sopas (pensiamo quella Azteca, una zuppa di pomodoro con peperoncini non piccanti con croccanti di mais, panna acida, formaggio fresco e avocado), Ceviche o piatti di mare - il Pulpo Del Golfo, polipo a tripla cottura marinato con salsa “7 machos” (7 peperoncini non piccanti) e un tocco di lime -, o di terra - l'Entomatado De Res, la guancia di vitello cotto a bassa temperatura, tomate verde, cipolla, coriandolo e demi-glace, insalata di stagione, cactus e pomodoro.

Alcune delle "proposte liquide" tipicamente messicane
A completare l’esperienza la carta delle bevande, interamente ispirata al Messico. I vini proposti sono selezioni di produzione messicana, affiancati da una proposta cocktail che include i grandi classici come
Margarita e
Paloma, insieme a varianti a base di Mezcal e Tequila. Non mancano le
Micheladas e una selezione di
birre, disponibili sia alla spina che in bottiglia.
Da qualche mese, a poca distanza dal ristorante, ha aperto anche la Taqueria de El Beso, versione più informale, pop e immediata di un progetto già consolidato che guarda allo street food messicano nella sua forma più autentica, senza rinunciare a rigore tecnico e qualità delle materie prime.
La proposta è un omaggio diretto alla cultura gastronomica popolare: tra le specialità ecco il
Taco al pastor, simbolo di Città del Messico, con carne di maiale marinata con spezie, ananas, cipolla e coriandolo, cotta alla brace per esaltarne le note affumicate e dolci, grandi classici regionali come la
Cochinita pibil dello Yucatán, cotta lentamente secondo tradizione, la
Barbacoa de res del Nord-Est e la
Quesabirria di Guadalajara, servita con il suo immancabile brodo di cottura.

Il Guacamole della Taqueria di El Beso
Non mancano, poi, preparazioni iconiche come
Suadero e
Carnitas, insieme a
Quesadillas e varianti più ricche come la
Gobernador con gamberi e formaggio fino alle
Flautas croccanti ripiene di pollo o patate, servite con salse e panna acida. A completare l’offerta una selezione di bevande altrettanto identitarie come le bibite popolari
Jarritos e
Squirt, fino al
Clamato e alle principali birre messicane.
Una tappa da non perdere per gli amanti di questa vibrante cucina sudamericana!