24-01-2023

Promettenti aperture ad Agrigento: Carusu Restaurant

Il giovanissimo Alen Mangione ha aperto vicino alla Valle dei Templi un'insegna fine dining a conduzione familiare. Coprotagonisti, i prodotti di Sicilia, di terra e di mare

Flavio Contino, Alida Lauricella, Alen Mangione

Flavio ContinoAlida Lauricella, Alen Mangione e Raffaele Tuttolomondo di Carusu Restaurant, Agrigento

Un anno iniziato con sprint ed energia per Alen Mangione che ha deciso di vivere il suo 2023 sotto una nuova insegna: il Carusu Restaurant ad Agrigento. Originario di Raffadali, Mangione ha in tasca un diploma alberghiero di cucina e una specializzazione all’Alma conclusa con lo stage a Brusaporto (BG), nel tempio gastronomico Da Vittorio della famiglia Cerea. Tornato a casa si è subito reimpiegato nell’attività di famiglia in cui è cresciuto: il ristorante-pizzeria del paese nel quale il giovane ha continuato a formarsi e a sognare, fino a modellare concretamente il progetto nato questo gennaio.

Carusu Restaurant conta 29 coperti affacciati sulla passeggiata archeologica della Valle dei Templi. La sala richiama le atmosfere degli scavi e la cucina è in connessione con la ricca provincia di mare e di terra. Alen, appena 24 anni, è il Carusu - in dialetto siciliano significa "ragazzo": con la freschezza della sua età porta in tavola un fine dining succulento e di sostanza. Accanto a lui c'è un ristretto e dinamico team familiare che si distingue per impegno, buon gusto e mestiere: il papà Francesco, già chef di importanti strutture siciliane, ha assunto il coordinamento generale del delicato raccordo tra sala e cucina; alla fidanzata Alida Lauricella è stato affidato l’importante compito di curare servizio e clientela, un incarico condiviso temporaneamente per la fase di start up con il maître-sommelier di lungo corso Flavio Contino. Capitanati da Alen Mangione, in cucina ci sono anche Raffaele Tuttolomondo e saltuariamente il diplomando Dominique Mangione.

L'ingresso e la sala di Carusu

L'ingresso e la sala di Carusu

Amuse bouche

Amuse bouche

Il Tortello

Il Tortello

Aggraziati e giocosi gli amuse-bouche, in particolare il paninetto finger evocativo del tipico pani cunzatu che nell’elaborazione di Mangione viene cotto al vapore e fritto per poi essere farcito con formaggio primo sale, acciughina, pomodoro e olivetta nera. Da mangiare rigorosamente con le mani.

Segue la prova d’autore con la panificazione: un’esecuzione impeccabile e con i piedi per terra. La pagnotta agricola da blend di grani siciliani e i grissini rustici con la panatura aromatica al rosmarino, sono un altro richiamo a quello che c’è fuori dalla finestra: chi ha fatto una scarpinata anche breve nel parco non può non pensare alle erbette della vegetazione rupestre che spande odorosa i profumi ad ogni stagione. Il miglior accompagnamento di sempre? Un filo d’olio extravergine d'oliva delle cultivar autoctone appositamente selezionate dal cuoco agrigentino. 

Tra gli antipasti sapore e colore scintillano nei piatti. Il Salmone confit, accompagnato da un delizioso cipollotto locale vestito di salsa allo yogurt è una proposta che racchiude in sé la piacevolezza di nobilitare un ortaggio che sosta fin troppo spesso nelle retrovie, ma che potrà migliorare ancora, attingendo in futuro al patrimonio del ricco pescato locale. Un inaspettato tocco internazionale si raggiunge con Il Vitellone, roast-beef con spuma bernese e chips di patata viola e tartufo nero.

Di cifra materica e nettamente più classiche le portate come Il Tortello, un primo di tortelli ripieni di crostacei ed erbe aromatiche servito su bisque e aria di limone e Il Manzo, filetto in salsa jus al Marsala e broccoletti verdi. Un menù a parte è dedicato esclusivamente ai dolci, anticipati sempre da un predessert a sorpresa. “Il dessert non va nello stomaco. Il dessert va dritto al cuore” così è scritto sulla carta dedicata che prevede 6 finali con altrettanti abbinamenti di passiti e vendemmie tardive.

Il Manzo

Il Manzo

Dessert: Giardino della Kolymbetra

Dessert: Giardino della Kolymbetra

Alen Mangione, 24 anni

Alen Mangione, 24 anni

Un congedo di fine pasto che ha il sapore dell’olio extravergine finendo da dove si è cominciato, con Il Giardino di Kolymbethra che è certamente il più complesso e articolato dessert della casa. Un percorso garbatamente dolce armonizzato dall’olio che come strisciante sentiero si fa largo tra la bavarese alla mandorle, le gelatine di agrumi, le confetture di gelsi, le spugne di pistacchio e i croccanti di carruba che compongo il goloso dessert. Una caccia al tesoro per riscoprire, forchettina alla mano, la minuscola riproduzione dolce delle rovine che completa l’impiattamento.

Centrata e opportuna la possibilità di concludere il pasto con la selezione di formaggi siciliani, un delizioso campionario di artigianalità casearia girgentina servito con frutta e pan brioche. Chiude festosamente la piccola pasticceria con un Mini cannolo espresso che viene assemblato al tavolo e un capolavoro di miniatura con le cassatine rivisitate, arrivederci e saluti finali con le gelée e i cioccolatini mou. La carta vini è regionale: solo Sicilia e con un numero limitato di referenze pronte a crescere progressivamente.

Carusu Restaurant
via passeggiata Archeologica, 8
Agrigento
+390922691893
Prezzi medi: antipasti 18, primi 22, secondi 28, dessert 9 euro
Menu degustazione: 64 euro (terra, 4 portate), 75 euro (mare, 4 portate) e 100 euro (7 portate)
Chiuso mercoledì


Dall'Italia

Recensioni, segnalazioni e tendenze dal Buonpaese, firmate da tutti gli autori legati a Identità Golose

Valeria Lopis

a cura di

Valeria Lopis

classe 1979, nata all’ombra del vulcano, il vino e la biodiversità dell’Etna sono i primi naturali contatti con il mondo enologico che la travolge e la appassiona sin da piccola. Giornalista, Donna del Vino e sommelier con un palato goloso e curioso che la spingono verso viaggi del gusto, nei quali a essere assaporato è anche il paesaggio

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