Ripartire, ma da dove? Io dico: dal team, dall'identità, dalla coesione. Perché abbiamo davanti uno spartiacque

Vittorio Borgia di Bioesserì: il mercato del food è cresciuto a dismisura, l'emergenza sta facendo un po' di pulizia. Si creeranno tante occasioni, bisogna essere bravi a coglierle

09-06-2020
Vittorio Borgia, palermitano, classe 1981, dopo un

Vittorio Borgia, palermitano, classe 1981, dopo una laurea in Economia alla Bocconi di Milano con il fratello Saverio - ingegnere meccanico - ha deciso di diventare imprenditore nella ristorazione. Oggi i due sono titolari di tre Bioesserì tra Milano e Palermo, di Baunilla e di Fud, con Andrea Graziano

Finalmente abbiamo ricominciato! Bioesserì, Baunilla e Fud sono ripartiti il 29 maggio. Con ancora più forza di prima, ma con la consapevolezza che nessuno dovrà sminuire la propria identità (ovviamente se prima funzionava...). I nostri clienti in questi mesi ci hanno fatto sentire la loro vicinanza e questo è stato il segnale che più mi ha inorgoglito.

Nonostante le mille difficoltà affrontate (qui tralascio di elencarle, se non altro per non essere ripetitivo) si deve ripartire dalla squadra e da quanto costruito fino al periodo pre-Covid. Credo che solo in questo modo si possa ricominciare, seppur con tutti i limiti imposti dall’attuale emergenza.

Il nostro gruppo conta più di 120 dipendenti e proprio da loro stiamo appunto ripartendo mettendoli, insieme ai nostri clienti, ancora più al centro delle nostre attenzioni. Come si motiva un team che purtroppo ancora oggi non ha ricevuto la cassa integrazione? Facendolo sentire parte di una famiglia.

Parte del team Bioesserì

Parte del team Bioesserì

Ripartiamo inoltre da dove avevano staccato, ma con una maggiore attenzione alle varie sensibilità dei nostri clienti, soprattutto in tema di igiene e sicurezza. Le difficoltà economiche finanziarie non mancano ma, per fortuna, essendo noi un gruppo organizzato, abbiamo potuto far fronte a tutti i nostri impegni. Adesso però è arrivato il momento che le istituzioni la smettano di fare proclami e si impegnino a calarsi nel mondo “reale”: il mondo degli affitti, della liquidità, degli aiuti per i nostri ragazzi e perché no... anche per le nostre aziende, spesso dimenticate.

Ripartiamo, ancora, dalla nostra identità, aggiungendo dei servizi funzionali per i nostri commensali, come la possibilità di creare il loro piatto direttamente sul sito, noi lo consegniamo direttamente a casa loro. È una novità per coccolare ancora di più la nostra clientela.

Vittorio Borgia col fratello Saverio

Vittorio Borgia col fratello Saverio

Il mercato del food negli ultimi anni post-Expo è cresciuto a dismisura, soprattutto a Milano, creando una sorta di “bolla”, destinata prima o poi a scoppiare. Il Coronavirus ha accelerato questo processo, sono convinto che l’attuale emergenza farà quindi da spartiacque, facendo un po’ di pulizia dell'offerta in eccesso e degli eccessi in generale. Si creeranno di conseguenza tante occasioni. Credo che coloro che saranno bravi sapranno sfruttarle addirittura per consolidando la propria posizione.

Penso infine che tutto il comparto del food da questa tragica situazione deve trarre un insegnamento molto importante: ovvero, che solo uniti si può essere davvero forti. Molto spesso la troppe frammentarietà, gli individualismi, certe stupide gelosie hanno sminuito un comparto che vale il 13% di Pil di questo Paese ma che proprio a causa del suo essere disunito non riesce ad essere incisivo a livello istituzionale. La disgregazione ci condanna, uniti invece si vince!


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