L'incanto di Castiglion del Bosco

In Toscana, nella tenuta a Montalcino di Massimo e Chiara Ferragamo. Quiete, vino e tanto altro

06-05-2016
Il vigneto del Brunello Campo del Drago della ten

Il vigneto del Brunello Campo del Drago della tenuta Castiglion del Bosco, resort con vigne di proprietà di Massimo e Chiara Ferragamo a Montalcino, telefono +39.0577.1913750, wine@castigliondelbosco.com. Convincente il ristorante omonimo Campo del Drago, chef Enrico Figliuolo

Il panorama che circonda l’ospite di quest’angolo è illuminante: chiunque arrivi a Castiglion del Bosco viene travolto dalla vista di una campagna in cui regna il silenzio. La fretta non entra nella tenuta e fuori dovrebbe essere apposto il cartello “Lasciate fuori i vostri affanni e godetevi questo magico spettacolo toscano”. Boschi e vigne, sfumature e profumi di una terra che colpisce proprio come i dettagli che Massimo Ferragamo e la moglie Chiara hanno colto e arricchito quando decisero di acquistarne la proprietà. Artigianalità e semplicità apparente. Un’atmosfera che ti fa sentire subito a casa.

La tenuta si compone di un campo da golf con 18 buche e la sua clubhouse, 10 ville ricavate da casali del 17° e 18° secolo con piscine private oltre a un borgo con 23 suite, una spa targata La Prairie, una palestra panoramica e una piscina riscaldata con bordo a sfioro. C’è attenzione anche per i più piccoli con aree dedicate e corsi di cucina in formato baby, un ristorante gastronomico, un’osteria e una scuola di cucina con un orto didattico e mille angoli del borgo ricchi di storia.

La vista dalla piscina

La vista dalla piscina

La sinergia con Rosewood ha rafforzato l’interesse internazionale di un network di viaggiatori attratti da questo borgo. Sono gli albori del secondo millennio a scandire la storia di Castiglion del Bosco dove grandi famiglie senesi vissero e ne portarono l’arte di Lorenzetti. Nella piccola chiesa nel borgo è possibile ammirare un’opera del 1345 d.C. fatta restaurare dai Ferragamo mantenendone l’unicità. È importante segnalare che nel 1967, anno di nascita del Consorzio del Brunello di Montalcino ebbe protagonista Castiglion del Bosco tra i 7 soci fondatori, oggi sono oltre 200.

Nel 2003, quando Massimo Ferragamo si recò nei pressi del vigneto Capanna, parte integrante dei 1.800 ettari della tenuta (62 vitati, di cui 52 a Brunello) fu catturato dalla singolarità di quel posto affacciato a Montalcino, nel parco della Val d’Orcia (che l’Unesco ha proclamato patrimonio dell’umanità), con tutti gli elementi che potevano creare un grande Brunello. Vigne ideali per produrre un vino elegante, dal 2013 in conversione biologica - nonostante la posizione, a nord-est del borgo, denoti una zona piuttosto selvaggia. Grande sfida che la proprietà, con l’enologa Cecilia Leoneschi, toscana purosangue, ha portato avanti con determinazione.

Il borgo al tramonto

Il borgo al tramonto

La cantina è una struttura moderna con una sala di degustazione e una bottega curata con millesimi stellari e tasting di vecchie annate grazie all’utilizzo del sistema Coravin. Questo strumento consente di consumare il vino senza stapparlo, mossa che permette una conservazione perfetta, senza ossidazione nel tempo e attraverso un invecchiamento naturale.

I vini sono eleganti, semplici, immediati e l’etichetta evidenzia una modernità che non dimentica le proprie radici. Ogni angolo del borgo è adatto alla degustazione di un calice di Sangiovese, declinato a Rosso o Brunello per un segno distintivo di autenticità. Proprio come la cura dei dettagli al ristorante Campo del Drago, chef Enrico Figliuolo, allievo di Elio Sironi, che dirige una brigata di 20 ragazzi e coordina una scuola di cucina per gli ospiti con l’intento di insegnare a fare una pasta fresca, una buona pappa al pomodoro, una panzanella.

Il ristorante Campo del Drago è aperto solo la sera e offre un menu semplice e curato che cambia spesso per offrire agli ospiti, non solo il territorio toscano, ma una cucina mediterranea. Nota importante per i cocktail: sono innovativi, dedicati alla Toscana con i prodotti dell’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella di Firenze. E ancora, vermut e vodka locale.


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