Coccia goes to Hollywood

Il pizzaiolo campano è stato protagonista a Los Angeles per la Settimana della cucina italiana nel mondo. Il racconto

29-11-2017
Enzo Coccia, pizzeria La Notizia di Napoli (e tant

Enzo Coccia, pizzeria La Notizia di Napoli (e tanto altro) in trasferta a Los Angeles per la Settimana della cucina italiana nel mondo in California 

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Il 20 novembre si è chiusa la Settimana della cucina italiana nel mondo in California. Per quest'occasione a Los Angeles la Italy-America Chamber of Commerce West ha ospitato un evento speciale per raccontare la pizza e la sua evoluzione. Al centro dell’evento il pizza-chef Enzo Coccia, gran ambasciatore del gusto volato da Napoli proprio per questa occasione. Un maestro che ha stupito gli ospiti con le sue creazioni in cucina e la sua profonda cultura culinaria.  

Il pizza-happening si è aperto con la presentazione da parte di Coccia dei tre elementi fondamentali della pizza: tradizione, identità e territorio, ossia dove il piatto è nato e vengono prodotti i suoi ingredienti. Un veloce e interessantie excursus culturale: dalla nascita della panificazione, con i romani all’introduzione del pomodoro come frutto commestibile, grazie a… Cristoforo Colombo.

Coccia, che scritto molto sulla pizza napoletana, ha raccontato questa prelibatezza come piatto dei poveri ideato proprio sotto il Vesuvio e da lì esportata in tutto il mondo. Poi, nei due giorni intensi a Hollywood, ha spiegato tutto, dalla preparazione dell’impasto ai segreti del topping, fino a giungere all’atteso assaggio. Chi scrive ha anche avuto l’onore di provare a preparare una pizza fritta insieme a lui, le famose montanarine.

Coccia con il console Antonio Verde

Coccia con il console Antonio Verde

L’evento si è tenuto presso Chi Spacca, uno dei ristoranti di Nancy Silverton, chef, scrittrice, panificatrice e foodie di eccellenza di Los Angeles. Verso mezzogiorno sono confluiti numerosi esperti di cucina e personaggi del mondo del cibo: ristoratori, cuochi, scrittori, blogger, creatori di programmi di cucina e vincitori di premi Emmy per programmi culinari. Tutti sono giunti con l’acquolina in bocca e la voglia di narrare anche le storie di pizza. Coccia è stato affiancato da Luigi Fineo, chef stellato a Los Angeles, che ha preparato insieme al campano due piatti.

Ha parlato anche Jenn Harris, food editor per il Los Angeles Times, che ha moderato un’animata e divertente conversazione tra i panelist e gli ospiti. La Silverton ha spiegato che grazie alle collaborazioni con Mario Batali e Joe Bastianich ha avuto la possibilità di imparare, da statunitense, i fondamenti della cucina italiana e quindi poterla proporre in America, adattandola ai prodotti locali. Ha anche sottolineato l’opera di Piero Selvaggio nel portare mozzarella e burrata a Los Angeles.

Lo chef Zach Pollack ha evidenziato come nei suoi anni nella Penisola abbia appreso che il cibo italiano non è statico: è giusto tramandare le tradizioni, ma anche elaborare nuovi piatti in base alla materia prima fresca locale. Nancy Silverton ha ribadito l’importanza dei prodotti autentici Dop e Doc, un concetto che ancora manca nella cultura americana. Ha raccontato come lei abbia iniziato a conoscerli negli anni attraverso amici come Selvaggio, appunto, o durante le sue vacanze in Italia

Phil Rosenthal, scrittore di comedy show e creatore del food show I'll Have What Phil's Having (“Mangio quello che Phil mangia”), si è chiesto: chi non ama la pizza? Tutti i bambini ne sono golosi, addentare quel disco condito è appunto come tornare a essere piccini… Lo si può fare ovunque, ma in Italia diventa speciale: i sentimenti, le persone attorno, la luce, tutto contriuisce a rendere il pasto più buono.

Ancora: Piero Selvaggio, proprietario del ristorante Valentino a Santa Monica, ha sottolineato come la pizza sia il blue jeans del food; da piatto semplice che era, è diventata una specialità appetita e anche elaborata, buona in tutte le stagioni. Un vero e proprio cibo del mondo.

Peppe Miele, presidente dell’associazione della Pizza Verace Napoletana, ha ricordato infine come la pizza stia per diventare cibo protetto dall’Unesco quale patrimonio dell’umanità. Terminato il dibattito, spazio al brindisi (col Franciacorta) e alla degustazione: Montanarine fritte con pomodorini del Piennolo Dop, Pizzette fritte con ricotta, mozzarella e salame, Pizza margherita con Antichi Pomodori di Napoli, Pizza bianca con mozzarella e verdure.


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