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04-07-2023

Coraggio e coerenza: i vini di Villa Franciacorta

Vino collegato a due concetti chiave: valori e amore. Sono quelli che illuminano gli occhi di Roberta Bianchi, quando parla del padre Alessandro e dell’eredità che sta portando avanti la nuova generazione in suo nome

La verticale di Villa Franciacorta si presenta in

La verticale di Villa Franciacorta si presenta in dieci millesimi, dieci racconti che uniscono il dialogo di vigneto e cantina, clima e terreno in modo differente

Coraggio e coerenza: sono due parole che sbocciano dalla stessa sillaba e affiorano dai discorsi, ma si evidenziano con potenza gentile nei vini di Villa Franciacorta. Il ritorno della “Villa in verticale”, alla ventisettesima edizione, permette di  rivivere i valori della famiglia Bianchi e a viaggiare nel tempo dei vini e anche della storia. Che ripasso vigoroso e differente, per quest’ultima, con Il Virgilio che è l’Extra Blu – Extra Brut. Il nome evoca il mare nascosto agli occhi ma non ad altri sensi, in questo territorio, in queste bottiglie. Nella verticale, tuttavia, non possono non farsi strada altri due concetti chiave: valori e amore. Sono quelli che illuminano gli occhi di Roberta Bianchi, quando parla del padre Alessandro e dell’eredità che sta portando avanti la nuova generazione in suo nome.

Perché è papà che nella zona di Monticelli Brusati si prende a cuore il Borgo Antico, il luogo e le persone. Lui, che viene dall’industria, trova il futuro in un incantevole punto di incontro con la natura. Si impegna a eliminare un peccato originale di nome mezzadria e traccia un futuro per i contadini.  Perché le persone sono parte di quella natura e contano. 

Gli spaghetti di Meta, ristorante stellato della famiglia Mantegazza

Gli spaghetti di Meta, ristorante stellato della famiglia Mantegazza

Accarezziamo con lo sguardo i muretti a secco e la vegetazione, costellata da fiori, che si inerpica dolcemente, per poi rientrare nella grande sala dove, accanto a Roberta, c’è il marito Paolo Pizziol al tavolo della degustazione, quindi gli enologi - di due generazioni differenti a riprova della voglia di confrontarsi, sempre - Angelo Divittini e Alessandro Gobbetti, infine il sommelier Nicola Bonera che la guiderà. Affascinante la mappa che offre perché ci induce a unire personalità dei vini a quelle degli anni. C’è la Storia che tutti conosciamo, ma anche una storia sussurrata, lieve o lacerante, in ciascuno di noi: come il vino.

La degustazione

La degustazione

Ma cosa ci racconta prima di tutto l’Extra Blu? Villa Franciacorta nel 2006 inizia questo nuovo progetto enologico per una nuova bollicina che vuole camminare accanto a Emozione, lo storico Brut millesimato: ne trasporta la freschezza, però vuole anche legare a sé con complessità del Diamant Pas Dosè millesimato, grazie al parziale passaggio in barrique e al prolungato affinamento sui lieviti. La filosofia è una certezza: passa dall’uso esclusivo di uve di proprietà, produzione unicamente di millesimati, dal 2016 uso di lieviti autoctoni per produzione di vini base, certificazione biologica e certificazione ambientale di processo e di prodotto ISO 14001. Su questo, non si transige. Ma poi ogni pagina ha i propri caratteri vergati con uno stile. L’Extra Blu vuole essere un punto di incontro, con una propria personalità. Novanta % Chardonnay, 10% Pinot Nero, viene da una collina con viti che vanno da 30 a 45 anni. Qui avviene l’inerbimento controllato, sovescio e concimazione a rateo variabile: il contrasto dei parassiti si verifica in termini biologici. Questo vino termina la fermentazione e affina parzialmente in piccoli carati francesi per 6 mesi prima della messa in bottiglia e dopo la presa di spuma matura ulteriormente per altri 4 anni sui lieviti, si spiega.

Nella verticale, si presenta in dieci millesimi, dieci racconti che uniscono il dialogo di vigneto e cantina, clima e terreno in modo differente.  Il coraggio si svela con la capacità di aspettare, di pensare alla qualità anche a costo di sacrificare la quantità, di sentire il respiro della natura e affidarsi ad essa con tutti i rischi che ciò comporta. Ma il pericolo peggiore è tradire se stessi: e qui è la coerenza che si afferma.

Questo tratto accomuna i dieci Extra Blu, poi ognuno compie i propri passi. Si comincia dal 2018, si arriva al 2000, il punto di partenza del nuovo millennio, con le sue speranze,  i suoi timori. Ci parla con estrema autorevolezza l’annata 2013, caratterizzata da temperature più fresche e da una vendemmia iniziata leggermente dopo, il 2 settembre. La sboccatura, nel febbraio 2018. Questo ha messo in luce un’armonia importante, soprattutto sul fronte dei profumi. Andando a ritroso,  attira l’attenzione il 2010: anche qui maggiore piovosità, anche nella maturazione e un’acidità che spicca rispetto alla  media. Sul podio mettiamo poi il 2008, che appare all’inizio quasi severo, concentrato su una sua essenzialità, quindi sfodera un’accattivante mappa di aromi. L’esordio del nuovo millennio è stata un’annata completamente diversa, temperature elevate ma anche pioggia al momento opportuno: anch’essa si fa notare per la sua acidità.

Interessante a questo punto, a maggior ragione, vedere come evolveranno la 2018 e la 2016, due annate così vicine e differenti: la prima, con una freschezza invitante e note fruttate, invita a farsi esplorare tra qualche anno; la seconda offre ricchezza di profumi e sapidità degne di nota.

Poi si entra a leggere Villa Franciacorta da un’altra prospettiva: quella dell’incontro con Meta, il ristorante stellato della famiglia Mantegazza con chef Luca Bellanca. Accanto a lui, Andrea Marenzi (resident chef di éla Osteria in Villa).

Un cammino che unisce il fascino del cibo e del calice: attore protagonista lo spaghetto di Gragnano, burro affumicato, caviale oscietra (con versione vegetariana), germogli di mare e Franciacorta. Ma che carezza finale l’incontro tra rabarbaro e zafferano. Scendono in campo Diamant Franciacorta Pas Dosè 2018, Emozione Unica Franciacorta Extra Brut 2017, Cuvette Franciacorta Brut 2018, Briolette Franciacorta Demi – Sec. Conversiamo di vini, ma anche di momenti di vita, di famiglia, di decisioni, di gratitudine a papà Alessandro e a quel bene che sapeva portare nel suo lavoro e in tanti modi rimasti sotto traccia: perché il bene, si fa proprio così, di nascosto.

Dietro questo incontro affascinante a tavola, un rapporto di profonda stima e collaborazione, con la famiglia Mantegazza e con lo chef, come ha ricordato Roberta Bianchi. «È stato un grande onore, una grande gioia tornare qui – ha commentato Luca Bellanca – Non è evidente andare fuori casa ed essere super appoggiati come è accaduto con Andrea Marenzi».

Una questione di valori condivisi, di desiderio di esprimere e rispettare il proprio territorio, senza temere di andare anche oltre per scoprirsi ancora una volta.


In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo

a cura di

Marilena Lualdi

responsabile de l'Informazioneonline e giornalista di Frontiera - inserto de La Provincia, scrittrice e blogger, si occupa di economia, natura e umanità: ama i sapori che fanno gustare la terra e le sue storie, nonché – da grande appassionata della Scozia – il mondo del whisky

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