Abbazia, il Prosecco delle suore di clausura

A San Giacomo di Veglia, tra le colline trevigiane, per scoprire pregiate etichette prodotte in conventi di clausura con metodi di lavorazione antichissimi

24-12-2022
a cura di Angela Piazza
Aline Pereira Ghammachi, abbadessa del monastero

Aline Pereira Ghammachi, abbadessa del monastero cistercense dei santi Gervasio e Protasio di San Giacomo di Veglia (Treviso) e Sarah dei Tos, imprenditrice e fondatrice di La Vigna di Sarah

Se parliamo di sostenibilità a 360 gradi e di rispetto del territorio non possiamo non menzionare i vini eccellenti prodotti da centinaia di anni in alcuni monasteri d’Italia. Sono vini che prediligono la qualità alla quantità e le vigne sono curate con passione e meticolosità da frati, suore, monaci e monache che, non solo seminano e lavorano, ma studiano attentamente le uve per selezionare solo quelle migliori.

Un esempio di vino monastico? Quello prodotto a San Giacomo di Veglia, tra le splendide colline trevigiane, patrimonio dell’Unesco. A pochi chilometri da Vittorio Veneto, in uno dei più importanti e imponenti conventi circestensi di clausura femminile d’Italia, vivono 26 suore provenienti da ogni angolo del pianeta. Si svegliano ogni mattina alle 5, seguendo serenamente il motto benedettino “ora et labora” e, dopo le preghiere di rito, si dedicano alla cura della tenuta e dell'orto, rispettando la natura circostante e la biodiversità del territorio. Tra le mura di questo angolo di pace le sorelle coltivano un orto, un campo di lavanda, un frutteto, una vigna ed una serra di aloe. Grazie a quest’ultima le suore riescono a produrre sciroppi, oli essenziali e tre diversi tipi di creme, tra i cui ingredienti troviamo anche il miele, anch’esso realizzato in convento.

Alla guida delle monache c’è Aline Pereira, 38 anni, brasiliana di Macapà, eletta badessa nel febbraio 2018. Con una laurea in Economia e un’esperienza decennale nei media, ha stravolto la vita del convento aprendolo al mondo per autosostenersi e per seguire la vocazione alla produzione enologica di questo luogo sacro. Donna dal sorriso contagioso, ha messo le sue competenze a servizio della comunità. Ci spiega che “clausura non fa rima con chiusura”, perché il contatto con il mondo esterno è essenziale per la vita delle sorelle e dello stesso monastero.

Recentemente le suore hanno ampliato la loro produzione agricola, sviluppando la coltivazione della vigna del Prosecco Docg. Amore, dedizione e spiritualità: questi sono gli ingredienti alla base del vino qui prodotto, un prosecco biologico che ha permesso alle suore benedettine di aggiudicarsi il “Premio alla viticoltura bio ed eroica”, assegnato alle religiose in occasione dell’ottava edizione della “Vendemmia notturna sul Cor di Luna”.

Prosecco Superiore Docg di Abbazia è un Prosecco Docg Brut da degustare in qualsiasi occasione, ideale durante l’aperitivo e ottimo con primi e secondi di pesce. Un vino che si presta a soddisfare anche i palati più esigenti.

Questo progetto ambizioso è stato lanciato grazie all’intervento ed al supporto di Sarah dei Tos, giovane imprenditrice e fondatrice de “La vigna di Sarah”: venerdì 9 dicembre ha presentato per la prima volta la nuova etichetta da lei firmata “Prosecco Superiore DOCG di Abbazia”. Sarah crede da sempre nella valorizzazione e nella tutela delle risorse del proprio territorio, non solo per una scelta etica, ma anche per rispetto nei confronti dei suoi consumatori, affinché possano degustare un prodotto biologico di alta qualità.


Rubriche

In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo