Bertani, storia e stile di fare vino in Valpolicella e in Valpantena

Una tenuta gioiello, amore per la tradizione, spirito imprenditoriale, sguardo al futuro. Da una cantina iconica, le nuove annate che regalano sentori di chinotto, rabarbaro, note di cacao e una sapidità emozionante

07-10-2021
Amarone, Soave e i migliori vini della Valpolicell

Amarone, Soave e i migliori vini della Valpolicella e Valpantena, frutto di innovazione nel rispetto della tradizione, amore per la natura e per il territorio - Foto Alberto Blasetti

Quando arrivi in Bertani, a Grezzano, in Valpantena, entri in una realtà storica del vino italiano fondata nel 1857 dai fratelli Giovan Battista e Gaetano Bertani, proprietari terrieri a Verona e personaggi politici significativi. Proprio le attività carbonare dei fratelli contro la dominazione austriaca li costringono ad espatriare rifugiandosi in Francia presso dei vigneron di Borgogna. Una sosta borgognona di ben quattro anni, permanenza ideale per apprendere e carpire i fondamentali dell’enologia d’Oltralpe. I Bertani entrano in contatto con il gotha del mondo vinicolo della zona e portano, al rientro in patria, un bagaglio esperienziale dalla vigna al vino. Costruiscono una cantina in Valpantena e il nipote dei fondatori, Giovan Battista Bertani, negli anni ’30, fa conoscere una Valpolicella interprete di vini veronesi immediati e di altissima qualità.

Dal 1857 ad oggi Bertani interpreta un territorio splendido, ricco di storia e di cultura enoica

Dal 1857 ad oggi Bertani interpreta un territorio splendido, ricco di storia e di cultura enoica

Il Cavalier Bertani trasuda aristocrazia senza ostentazione ma facendo del suo essere parsimonioso un vanto. Interessante l’ acquisto della Tenuta Novare nel 1957: possedimento perso al gioco dal proprietario un sabato sera e, la domenica mattina, il cavalier Bertani obbliga la banca ad un apertura straordinaria  per ritirare il contante necessario a saldare il debito e entrare in possesso di Novare. Una fretta imprenditoriale tattica perché gli affittuari di Novare erano i Bolla, diretti concorrenti dei Bertani, e, con una mossa immediata di sfratto riuscì ad acquisire un gioiello di tenuta di ben 200 ettari. Il tempo e le divisioni familiari, con una grande quantità di eredi, hanno portato a delle trasformazioni. Infatti la famiglia non sempre si trova in sintonia con le scelte per continuare ad investire oppure vendere con il grande rischio di frazionamenti, non sempre costruttivi. L’arrivo del Gruppo Angelini segna una tappa significativa per la storia di Bertani. Uno spirito imprenditoriale che desiderava mantenere la solidità di un brand di successo con l’attualità a tutto tondo necessaria al futuro.

Andrea Lonardi, direttore operativo di Bertani Domains

Andrea Lonardi, direttore operativo di Bertani Domains

Si è mantenuta una cantina storica impeccabile con botti e barrique, vasche in cemento e acciaio, e un archivio storico che evidenzia bottiglie impolverate di annate memorabili. Sarebbe riduttivo parlare solo delle grandi bottiglie di Amarone o Valpolicella che, anche noi di Identità Golose, abbiamo avuto il privilegio  di degustare con Andrea Lonardi, direttore operativo di Bertani Domains, perfetto cerimonieri di casa e profondo conoscitore del vino oltre che della Valpolicella e Valpantena. «La tradizione per noi è uno studio quotidiano fatto di confronti, analisi e ci fa scegliere uno stile in totale coerenza con quello che la terra ci offre con la barra dritta verso l’identità, il carattere e la completa riconoscibilità dei nostri vini. Non abbiamo fretta, ma sappiamo come orientare il nostro stile al vino che esce dalle cantine Bertani- chiosa Lonardi- In questa verticale con il 1967, 1975, 1981, 1998, 2001 e l’anteprima del 2012 (in commercio da pochi giorni ndr.) vogliamo parlare di Amarone Bertani che ha una nota “secca”comune”».

Una suggestiva immagine delle Cantine Bertani - Foto Alberto Blasetti

Una suggestiva immagine delle Cantine Bertani - Foto Alberto Blasetti

Scordiamoci l’apoteosi dei frutti rossi, annotiamo tra i nostri taccuini sentori di chinotto, rabarbaro, note di cacao e una sapidità emozionante. Vini che trasmettono energia e bevibilità proprio con il 2012, un vero atto stilistico dove le affumicature testimoniano le vere note di questo rosso veronese tipiche dei basalti dal quale nasce. Altro elemento singolare la messa a riposo delle uve nel fruttaio in modo naturale per favorire una maggiore concentrazione dell’acino. Attenzione non si tratta di appassimento bensì un semplice appoggiare i grappoli sui graticci di arèle, in canna di bambù, godendo del clima naturale. Se la scelta dei legni è fondamentale per il futuro dei vini Bertani il tempo amplifica il lavoro prezioso che porta alla nascita di una bottiglia di Amarone. L’annata 2012 è il frutto di 3.322 giorni di attesa e lavoro: 19 di vendemmia, 120 riposo in fruttaio, 48 di fermentazione, 2.670 di maturazione in botte e 465 in bottiglia. Siamo di fronte ad un vino che non teme il tempo».

Ettore Nicoletto, Ceo Bertani Domains

Ettore Nicoletto, Ceo Bertani Domains

«Questo 2012 rappresenta il vero equilibrio per noi - afferma Ettore Nicoletto, Ceo Bertani Domains -. Concentrazione, potenza, longevità e una bevibilità più immediata, per me la vera sintesi di questo millesimo di Amarone». Vini contemporanei anche quelli della Valpantena, svelano rossi  conviviali basati sulla freschezza, interpreti di grande bevibilità con sentori di erbe aromatiche, un esercizio impeccabile di tecnica. Vini dalle veste nuova, un lettering di etichetta che ricorda il blasonato Romanée Conti, una semplicità apparente che, Eleonora Guerini, responsabile marketing e comunicazione del gruppo, afferma: «Valpolicella e Valpantena esprimono il grande potenziale valoriale di Bertani e, coerentemente, dovevamo dare ai vini una vestizione più elegante, pulita e contemporanea».