Gioventù Lambrusco, parte terza

L'ultimo focus del Progetto Giovani è su 8 produttori del Lambrusco di Sorbara e Salamino di Santa Croce

10-08-2020

Prima parte: Lambrusco Reggiano e Colli di Scandiano e Canossa

Seconda parte: Lambrusco Grasparossa di Castelvetro e di Modena

Per il terzo incontro conclusivo del “Progetto Giovani”, è stato scelto il Lambrusco di Sorbara, con 8 vini rappresentativi, 6 Lambrusco di Sorbara e due Modena (sempre tipologia Lambrusco), tutti frutto di uve Sorbara in purezza.

Oltre a essere utilizzato nell’omonima denominazione, Il Lambrusco di Sorbara entra a far parte anche delle Doc Modena e Reggiano. Coltivato principalmente nella pianura tra i fiumi Secchia e Panaro, rispetto alla maggior parte dei vini prodotti con gli altri Lambrusco quelli prodotti con il Sorbara si caratterizzano per un colore poco intenso, spesso tendente al rosato, una struttura più leggera, più acido al palato, con aromi riconducibili principalmente alla viola e alla rosa, accompagnati da ciliegia e mirtillo; il Lambrusco Salamino di Santa Croce, ha una trama colorante più fitta e tendente al violaceo, contraddistinto da note vinose e fruttate e con bassa acidità. 

Carlo Cavicchioli dell’azienda storica Cavicchioli U. & Figli, acquisita nel 2010 dal Gruppo Italiano Vini, ha presentato il Lambrusco di Sorbara Doc Metodo Classico Brut “Rosè del Cristo” 2016, le cui uve provengono da un singolo vigneto situato in località Cristo, situato a 200 metri dall’argine del fiume Secchia. Un metodo classico millesimato vinificato in bianco, con 36 mesi sui lieviti, ha un bel color rosa tenue, elegante all’olfatto, con una vena discretamente sapida al palato.

Giovanni Angiolini rappresenta Cantina della Volta con il Lambrusco di Sorbara Doc Rosè Brut Metodo Classico 2015, azienda che ha puntato alla valorizzazione del Sorbara. L’idea di questo rosè è nata nel 2006 da Bellei che voleva un colore rosa buccia di cipolla elegante già alla vista. Un metodo classico affinato per almeno 36 mesi sui lieviti, che profuma di fragoline di bosco, melograno e lampone; sapidità, freschezza e persistenza al palato.

Andrea Razzaboni de Il Borghetto presenta il Lambrusco di Modena Doc Spumante Brut Metodo Classico Rosè “Ventiventi”, si tratta di un’azienda giovane, il vino in assaggio è frutto della prima vendemmia e Ventiventi è il nome della cantina che ricorda l’anno in cui è stata ultimata la struttura ed è iniziata l’attività. Un metodo classico davvero interessante, colore che tende al rosa cipria, di grande eleganza e personalità, di grande lunghezza al sorso.

Silvia Zucchi

Silvia Zucchi

Silvia Zucchi, giovane carismatica della Cantina Zucchi, ha presentato il Lambrusco di Sorbara Doc Spumante Rosé Brut “Rito” 2019. Ha seguito da sempre l’azienda di famiglia e “Rito” è stata la prima etichetta fatta da lei, dal color rosa corallo, si esprime con schiettezza su tinte floreali e fruttate di ciliegia, di buona persistenza al palato.

Con Sergio Campana di Tenute Campana si passa a vini frizzanti. Il suo Lambrusco di Sorbara Doc Frizzante Secco Rosato “Dei Tenori”, la cui presa di spuma avviene in autoclave, col metodo Charmat, si presenta limpido e luminoso, con sentori di fragola, lampone e tracce agrumate di pompelmo rosa che ritorna al palato, donando freschezza al sorso.

Giovanni Paltrinieri ci racconta il suo Lambrusco di Sorbara Doc Frizzante Secco “Leclisse” di Paltrinieri, le cui uve provengono dal Vigneto del Cristo, considerato un Cru del Sorbara. Il mosto viene vinificato in bianco, segue la presa di spuma in autoclave per una durata di tre mesi. Un colore intenso che riflette energia, dai sentori che virano dagli agrumi, alle erbe aromatiche con tracce di piccoli frutti rossi, un vino schietto, profondo e Intenso.

Nicola Marchesi racconta il suo Lambrusco di Sorbara Doc Frizzante Secco Metodo Ancestrale “Baby Magnum” 2018 di Marchesi di Ravarino, azienda fondata nel 2010, che sin da subito ha optato per una conduzione in regime biologico. Il nome del vino fa da richiamo ai primi imbottigliamenti che sono stati effettuati unicamente in Magnum, un metodo ancestrale dai sentori di ciliegia e frutti di bosco, con bella vena sapida e di discreta persistenza al palato.

Il Lambrusco di Modena Doc Frizzante Secco “Ancestrale” 2019 di Francesco Bellei, azienda fondata da Francesco Bellei nel 1920 - marchio acquisito dalla Cavicchioli nel 2004 – è stato presentato da Carlo Cavicchioli. Si tratta di un vino etichettato come Modena Doc, la cui tappatura è effettuata con tappo a corona e, come suggerito in retroetichetta “Si consiglia di agitare prima di versare”. Il risultato è un vino con tracce floreali di viole e di frutti di bosco, dalla discreta cremosità e di lunga persistenza al palato.

3. fine


Rubriche

In cantina

Storie di uomini, donne e bottiglie che fanno grande la galassia del vino, in Italia e nel mondo