Tutto quello che avreste voluto sapere sui vini dell'Etna

Presentata la nuova guida nell'ambito di Taormina Gourmet. Le bottiglie che certificano la crescita enologica di "Iddu"

29-10-2017
Alda Fantin da Taormina Gourmet ci racconta la nuo

Alda Fantin da Taormina Gourmet ci racconta la nuova guida ai vini dell'Etna

Per i siciliani d’oriente A’ Muntagna, con il suo pennacchio, è un tratto genetico, una carta d’identità, un orizzonte fisico e sentimentale. L’Etna, il più alto vulcano attivo d’Europa, soffia un respiro di lava che cambia continuamente volto al territorio, ricco di storia e di profumi e, soprattutto, di uva. Uno straordinario laboratorio enologico frutto di una riscoperta degli ultimi 15 anni: alle sue pendici le aziende vitivinicole, inizialmente solo una dozzina, sono ormai divenute oltre 80 e il prezzo di un ettaro di vigneto è passato da circa 15mila a oltre 100mila euro. Il vino qui è il volano economico che sta dando un nuovo impulso: arrivano tanti imprenditori a scommettere e altrettanti viticoltori famosi e meno famosi a piantare la bandierina sul suolo vulcanico.

Il fascino del vulcano

Il fascino del vulcano

È in questo contesto che è maturata, grazie all’impegno dei giornalisti di Cronache di Gusto, l’idea di realizzare la seconda edizione della Guida ai Vini dell’Etna, presentata lo scorso 23 ottobre al Taormina Gourmet dal curatore Federico Latteri. Una lente di ingrandimento sulle migliori produzioni enologiche etnee, che racconta oltre 70 aziende descrivendone in modo piacevole e chiaro i vini non assegnando punteggi alle singole cantine e alle loro etichette, ma guidando l’appassionato all’interno di questo territorio, affascinante ma complesso, con la narrazione di tutte quelle persone che hanno fatto dell’Etna il terroir più seducente d’Italia.

Anche quest’anno non mancano le indicazioni su ristoranti, negozi e alberghi, ulteriori informazioni a supporto dei turisti gourmet con alcune new entry significative «in modo da fornire un quadro più esaustivo possibile per ogni gourmet che voglia conoscere l’Etna da capo a fondo seguendo il filo conduttore del vino di qualità - spiega Fabrizio Carrera direttore di Cronache di Gusto - In queste poche pagine vogliamo condensare il significato di una terra e del suo vino. Un luogo unico per il suo clima continentale e ricco di storia: già Polifemo era un vignaiolo molti secoli prima di Cristo così come documenta la cronaca del Mito».

La guida e alcuni dei "magnifici 19"

La guida e alcuni dei "magnifici 19"

La guida, interamente bilingue - italiano e inglese - mette anche in evidenza alcuni vini ritenuti “imperdibili”. Li abbiamo assaggiati per voi a Taormina Goumet con una degustazione che ha permesso di verificare in prima persona (se ancora ve ne fosse bisogno) l’alto livello di qualità. Sono diciannove, tranne quattro, tutti Doc Etna e cioè: Feudo di Mezzo 2014 di Alta Mora-Cusumano, Pietra Marina 2013 di Benanti, Nonna Concetta 2014 di Calabretta, Arcuria 2013 di Calcagno, Nuddu OCR 2011 di Cantine di Nessuno, Cisterna Fuori 2014 di Ciro Biondi, SRC Rosso Rivaggi 2015 di Crasà, Magma 2015 di Frank Cornelissen, ‘A Rina 2014 di Girolamo Russo, Arcuria 2014 di Graci, Ante 2014 de I Custodi delle vigne dell’Etna, Vinupetra 2014 de I Vigneri, Nerello Mascalese 2013 di Masseria Setteporte, Contrada R 2014 di Passopisciaro, Vigna Barbagalli 2013 di Pietradolce, Calderara Sottana 2014 di Tenuta delle Terre Nere, ‘A Puddara 2015 di Tenuta di Fessina, Vigna Vico 2013 di Tenute Bosco e Trimarchisa 2014 di Tornatore.

Elemento di novità di questa edizione è la frazionatura dell’Etna in versanti. Il gran numero di vecchi vigneti che risalgono le pendici fino a ben oltre i 1000 metri di quota e il continuo sovrapporsi di nuove colate e depositi di ceneri, hanno infatti dato luogo a diversi terroir. Nord, est, sud-est, e sud-ovest: quattro aree capaci di esprimere una personale identità mantenendo intatta la propria “anima etnea”. Giarre, Acireale, Misterbianco, città corona dell’area metropolitana catanese, ma anche Randazzo, Zafferana, Santa Venerina, Linguaglossa, a dominare su tutto lei, l’imponente montagna che si eleva dal mare e dagli ulivi al centro del Mediterraneo, una forza immensa che grazie al lavoro della viticoltura si sprigiona in un calice tutto da bere.


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