Ma quanto è buono lo Shepherd’s Pie: origini e ricetta del piatto britannico-irlandese che scalda il cuore

Lo prepara anche la tata Mary Poppins, tra le eroine più amate della letteratura, che ritroviamo nel nuovo libro edito da Trenta Editore, Indomite in cucina, di Silvia Casini, Raffaella Fenoglio e Francesco Pasqua

27-02-2022
a cura di Marialuisa Iannuzzi
Lo Shepherd's Pie: il pasticcio con carne di a

Lo Shepherd's Pie: il pasticcio con carne di agnello o manzo (in questo caso, la denominazione più precisa è Cottage's Pie) stracotta in un intingolo ricco alla cipolla, con purea di patate. Foto dal sito dontgobaconmyheart.com

Colline verdi, cieli sterminati, casupole spaiate qui e là sormontate da tetti di paglia e stoppie, giardini curati, prati in fiore: il Regno Unito lo dipingiamo così nei nostri occhi, con “contorno” di tè fumante e nell’inverno che ancora persiste, piatti che donano immediato conforto, serviti sulle grandi tavole di un pub, o in casa, davanti a un camino acceso.

E per quanto molti faticano ancora a figurarsi una vera e propria cultura culinaria britannico-irlandese, piuttosto stigmatizzata, queste cucine pure pullulano di pietanze odorose che, specie nella verde campagna, assorbono e combinano la genuinità dei semplici raccolti, la rusticità di carni gustose: dirette, sazianti e capaci di evolversi, pur lasciando invariate alcune coordinate imprescindibili. È il caso dello Shepherd’s pie, “il Pasticcio del pastore”, molto simile - ma non del tutto - al cugino “ricco”, il Cottage pie.

Punti in comune: la crosticina saporita di patate in purea, uno strato generoso che sormonta la carne (a seconda del caso, bovina o di agnello) stufata lentamente in un intingolo, un fondo ricco a base di cipolla e tutti i succhi dell’animale. Possibili varianti: spezie – il curry, per esempio - o altre verdure come carote, piselli e sedano.

Resta tutt’ora un’incognita, però la nazionalità di questa ricetta e proveremo a ricostruirla, come a rimettere insieme i frammenti di un vecchio manuale di cucina, con tanto di note a margine, a penna, un po’ sbiadite.

Sta di fatto che nel XV secolo l’Inghilterra prende il controllo delle Isole Emerald (l’odierna Irlanda), annesse, dunque, al Regno Unito, con tutte le conseguenze del caso: il Protestantesimo diventa, infatti, la nuova religione ufficiale, “rimpiazzando” il cattolicesimo irlandese. Cosicché, anche i ruoli sociali si ridefiniscono all’istante e, mentre i protestanti britannici diventano di fatto ricchi proprietari terrieri, protetti dal governo, i cattolici costituiscono la sottoclasse contadina, povera e impoverita, “concentrata” in piccole abitazioni di campagna: i cottage.

Ma cosa c’entra tutto questo con lo Shepherd’s pie? Ebbene, a partire dal XVIII secolo inizia a circolare sul territorio britannico-irlandese il Cottage pie, un piatto che, come molti classici francesi, mette insieme gli avanzi di casa, nonché risorsa preziosa per le tavole più povere. Il nome, dunque, lo si collega alle abitazioni dei contadini che, unendo i tagli di carne inutilizzati e le verdure dei loro orti, riuscivano ad assemblare un delizioso e saziante pasticcio che tanto ricorda il francese hachis parmantier. E quando di manzo se ne vedeva poco, un degno sostituto diventava il montone, oppure l’agnello, e dalla figura del pastore, ecco lo Shepherd’s pie.

Quest’ultimo meglio si colloca tra i gusti popolari dell’Irlanda, sia passati (soprattutto per il costo nettamente inferiore delle carni utilizzate – montone e agnello - rispetto a quelle di manzo, predilette invece dal popolo britannico) che contemporanei.

Nessuna origine dalla cucina della nonna, nessun evento memorabile o colpo di genio alcuno: la storia dello Sphepherd’s pie è quella di un piatto senza fronzoli, di umili origini ma di estremo piacere, raccolto nello spazio di una pirofila da forno.

Al punto che, persino la tata più famosa al mondo, Mary Poppins, protagonista degli scritti di Pamela Lyndon Travers si diletta nel prepararlo, e lo annovera tra le ricette preferite da preparare alla famiglia Banks, tra le mura del numero 17, al Viale dei Ciliegi, Londra.

La copertina di Indomite in Cucina, il libro di Silvia Casini, Raffaella Fenoglio e Francesco Pasqua edito da Trenta Editore, al prezzo suggerito di 14,00€.

La copertina di Indomite in Cucina, il libro di Silvia Casini, Raffaella Fenoglio e Francesco Pasqua edito da Trenta Editore, al prezzo suggerito di 14,00€.

Diventa un racconto splendido, un’immersione nel mondo di leccornie e magia, di memorabili ricette preparate dalle eroine letterarie preferite di tutti i tempi il libro Indomite in cucina edito da Trenta Editore. Un’idea di Silvia Casini, Raffaella Fenoglio e Francesco Pasqua – già autori di La cucina incantata (il ricettario dei film del regista giapponese Hayao Miyazaki) - nata per raccontare le storie di rivalsa delle protagoniste più amate di sempre, arricchite dal gusto di iconici ingredienti e dosi ingenti di coraggio e ilarità, «in grado di tramutare tutto il grigio di una lunga giornata in festa».

I muffin ai mirtilli di Rossella O'Hara

I muffin ai mirtilli di Rossella O'Hara

 
Hermione Granger impegnata nella preparazione della Pozione polisucco per Babbani

Hermione Granger impegnata nella preparazione della Pozione polisucco per Babbani

Dai Muffin ai mirtilli di Rossella ‘O Hara, alla Torta di compleanno di Harry Potter, così grassa e appiccicosa,e poi la Pozione polisucco per Babbani di Hermione Granger, le Polpette di asparagi e pane della Piccola Donna Jo March, fino allo stregante e succulento Shepherd’s pie della protagonista del racconto di Ms. Travers: superando qualsiasi scoglio sugli incerti natali, con tutto il gusto dell’immaginazione e della libertà, questa ricetta, assieme all’intera golosa collezione di Indomite in cucina, è destinata a perdurare nella memoria dei più famelici lettori.

Ve la lasciamo qui di seguito con, in aggiunta, un estratto davvero supercalifragilistichespiralidoso!

Una meravigliosa Julie Andrews nell'interpretazione magistrale di Mary Poppins

Una meravigliosa Julie Andrews nell'interpretazione magistrale di Mary Poppins

MARY POPPINS: LA SAGA, Pamela Lyndon Travers

«Dalla valigia di tappeto, apparentemente vuota, vennero fuori sette camicie da notte in flanella, quattro di cotone, un paio di stivaletti,una scatola di domino, due accappatoie un album di francobolli.In ultimo, un letto da campo pieghevole,con lenzuolo, piumino e coperte al completo.»

Pamela Lyndon Travers è lo pseudonimo di Helen Lyndon Goff, autrice australiana naturalizzata britannica, celebre per aver inaugurato nel 1934 la serie di libri dedicati alla tata magica più famosa del mondo: Mary Poppins. Nel primo romanzo della Travers, Mary si trasferisce nella casa dei Banks, al numero 17 del Viale dei Ciliegi volando, grazie al suo ombrello magico sospinto dal Vento dell’Est. Terminata l’avventura, aprirà di nuovo l’ombrello e lascerà al Vento dell’Ovest il compito di sollevarla in aria per portarla lontano dai bambini.
L’invenzione della magica tata, venne alla Travers molto prima di scriverne l’omonimo romanzo. In Zia Sass, una storia autobiografica uscita nel 1944, la scrittrice racconta di una zia inflessibile e severa conosciuta da bambina, che le diede l’ispirazione per architettare storie magiche da raccontare alle sorelle per superare la morte del padre.Dopo il notevole successo riscosso da Mary Poppins, illustrato magnificamente da Mary Shepard, la Travers scrisse anche il continuo, Mary Poppins ritorna (1935), a cui succederà, ma solo nel 1943, Mary Poppins apre la porta, terzo romanzo della serie che consta di altri cinque romanzi: Mary Poppins nel parco (1952), Mary Poppins dalla A alla Z (1962), Mary Poppins in cucina (1975), Mary Poppins in Cherry Tree Lane (1982) e Mary Poppins e i vicini di casa (1988).

Chi è Mary Poppins?

Mary Poppins parla il linguaggio dei cani, conosce personalmente alcune mucche, gira il mondo con una bussola, sa perfettamente la lingua degli Indiani d’America, riattacca le stelle in cielo di notte e balla ridde selvagge con gli animali nello zoo.
Austera, ma anche affettuosa, Mary Poppins capisce i bambini, il loro mondo sempre aperto allo stupore, e li educa giocando. È una donna fiera di sé, ama essere temuta quanto apprezzata, e non disdegna di ammirarsi allo specchio e su qualunque superficie sia possibile specchiarsi. Incarna l’irrazionale che irrompe nel quotidiano, e la sua figura, autoritaria e amorevole insieme, insegna a grandi e piccini a prendersi cura della fantasia purché sia chiaro che per crescere occorra sempre darsi delle regole.

Dove vederla?

Mary Poppins si può vedere nei bellissimi disegni creati appositamente dall’illustratrice Mary Shepard per i romanzi di Pamela L. Travers; quegli stessi disegni che, diversi anni dopo, ispirarono Julie Andrews proprio nell’interpretazione di Mary Poppins nell’omonima pellicola a tecnica mista (attori reali e cartoni animati) prodotta da Walt Disney nel 1964 e diretto da Robert Stevenson. Un grande classico del cinema musicale e fantastico che ha contribuito a diffondere la popolarità di Mary Poppins grazie a canzoni - del tutto assenti nelle opere letterarie di Pamela L. Travers - come Supercalifragilistichespiralidoso o Con un poco di zucchero la pillola va giù. Il sequel del film, Il ritorno di Mary Poppins, arriva decenni dopo (nel 2018) per la regia di Rob Marshall e con Emily Blunt nei panni di Mary Poppins.

SHEPHERD’S PIE

Ingredienti per 8 persone
1,5 kg di bistecca di scamone macinata
2 cipolle piccole
2 cucchiai di burro
sale e pepe appena macinato
1 kg di patate
un ciuffo di prezzemolo
1 dado vegetale

Cuocete in padella la carne macinata per 4-5 minuti, mescolando continuamente; trasferite in una ciotola capiente.
Sbucciate e tritate le cipolle; aggiungete 2 cucchiai di burro nella padella in cui è stata cotta la carne e fatevi cuocere le cipolle finché sono dorate e tenere.

Mescolate con la carne di manzo, condite con sale e pepe nero macinato al momento e aggiungete del sugo per inumidire. Versate il composto in una pirofila; poi schiacciate le patate e usatele per ricoprire il composto.

Cuocete in forno a 180°C finché le patate non saranno ben dorate e croccanti; cospargete di prezzemolo e servite.


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