Il cibo è socialità: una sala dell'amicizia da Marc Lanteri al Castello di Grinzane

Bella iniziativa a favore della convivialità: stop ai social e, in omaggio, grandi libri sull'amicizia. Ecco i titoli selezionati

25-12-2019

Il cibo è elemento di unione, mezzo per ritrovare una dimensione e un contatto umano un po' perso nella frenesia contemporanea; così un ristorante ha tutte le potenzialità per diventare luogo dove accade qualcosa di più di un semplice pasto. Dove sperimentare umanità, cultura, socialità, convivialità, lentezza, naturalità.

Per queste ragioni, in questo giorno di Natale 2019, ci piace raccontare una bella iniziativa - che è inno all'amicizia, alla condivisione, ma anche alla cultura - presa da Marc Lanteri e dalla sua deliziosa consorte Amy Bellotti al loro Marc Lanteri al Castello di Grinzane Cavour, nelle Langhe. L'obiettivo dei due è recuperare il rapporto umano e il contatto con le persone care: foss'anche solo nelle poche ore che ciascuno di noi trascorre, a volte, mentre mangia fuori casa. Ritrovare il tempo perduto per una risata in compagnia è possibile, se lo si vuole; «Un ristorante e l’alta cucina possono servire anche a questo», parola di chef Marc Lanteri.

Il Castello di Grinzane Cavour e lo chef Marc Lanteri

Il Castello di Grinzane Cavour e lo chef Marc Lanteri

Che spiega: «I social ormai governano la nostra vita. Nel periodo storico di massima connessione ci sentiamo isolati, la comunicazione globale aumenta ma quella personale è in crisi e molti rapporti finiscono senza saperne il perché. Il distacco umano non sempre può essere rimpiazzato da post e like. Ci vorrebbe a volte un momento di pausa, ammutolire la rete, spegnere il telefono, oscurare i social. E magari riprendere uno di quei contatti che è svanito senza una vera ragione. Usare il telefono si, ma per chiamare un vecchio amico, una persona cara che hai perso di vista, un parente che non vedi più da troppo tempo e chiedergli: “Ti ricordi di me?”. Un ristorante può essere il luogo giusto dove concedersi del tempo e riprendere le fila di un racconto, quello della propria vita, della quotidianità e il cibo, una cena o un pranzo, un modo per condividere tempo e pensieri».

La saletta

La saletta "dell'amicizia" all'interno del castello

Così lo chef ha deciso di mettere a disposizione un luogo speciale. All’interno del Castello, accanto al ristorante, c’è una saletta con un solo tavolo per minimo due, massimo sei persone, con una vista poetica sulle colline delle Langhe. Una volta al mese, il primo mercoledì (ma ovviamente in qualsiasi giorno, a richiesta) scatta l'iniziativa “Ti ricordi di me” e quella saletta viene riservata a tutti coloro che vorranno portare un vecchio amico o più di uno, un ex fidanzato/a, un parente lontano, una persona qualsiasi con cui vogliano riallacciare un rapporto e a cui vogliano dedicare del tempo, senza cellulari o altri strumenti se non la voce, la parola, i gesti, accompagnati da un buon vino e del buon cibo. Lo chef darà il buon esempio: in quel mercoledì del mese, non userà i social, mettendo semmai un post con scritto: "Vuoi parlare con me? Vediamoci non tagghiamoci”.

Amy Marcelle Bellotti e Marc Lanteri

Amy Marcelle Bellotti Marc Lanteri

Vista verso il cielo dal cortile del castello

Vista verso il cielo dal cortile del castello

«Il cibo è innanzitutto condivisione, il cibo avvicina le persone e le rende più disponibili le une verso le altre - spiega Lanteri - I ristoranti possono essere luoghi dove, non solo si consuma questo cibo, ma si esercitano tutte quelle funzioni umane che lo stare insieme implica: toccarsi, parlarsi, emozionarsi».

Ma non è tutto: gli ospiti della saletta riceveranno, a fine cena, un libro sull’amicizia scelto personalmente dallo chef e dal suo staff. Sono stati selezionati già alcuni titoli:

* L’arte dell'abbraccio, di Daisasuke Ikeda e Sarah Wider - Marc non è buddista ma ha voluto scegliere questo libro perché, quando gli è stato consigliato, neanche un anno fa, da uno dei ragazzi che è passato da lui in cucina, ha iniziato a girargli in testa l’idea che il contatto tra le persone, soprattutto quelle con cui si ha un legame, spesso si perde e l’abbraccio è proprio l’emblema dell’iniziativa “Ti ricordi di me”. Marc si definisce, sia come cuoco che come persona, “umanista” perché crede nel valore dei rapporti tra le persone, con la natura, e quindi con la sua cucina che è per lui il modo di raccontare questi legami.

* Storia di un gatto e di un topo che diventò suo amico, di Luis Sepulveda - Le favole hanno sempre un grande valore soprattutto se parlano delle differenze che i legami riescono ad annullare. Lanteri è convinto che, come un musicista, la cucina sia un luogo dove le differenze si devono armonizzare per creare il risultato migliore, imparando la convivenza e il rispetto. E questo libro è un bell’esempio di amicizia fuori da qualsiasi schema.

* Cucinare per gli amici, di Gordon Ramsay - Non poteva mancare il libro di un collega che racconta la dimensione più personale e legata agli amici dello chef, una figura ormai fin troppo mitizzata.

 Anche Amy Bellotti, moglie di Marc e maître del ristorante, ha scelto alcuni testi:

* L’amica geniale, di Elena Ferrante - Ormai un classico: il fascino di un rapporto contrastato ma profondissimo, con sfumature della cultura italiana che per Amy, americana di origini tricolori, sono di assoluto fascino e insegnamento.

* Il diavolo custode (quasi amici), di Philippe Pozzo di Borgo - Come tanti francesi e non solo, Marc è rimasto molto colpito dalla vicenda narrata, quella di due "non amici" che scoprono il valore dell’umanità nelle differenze sociali, razziali e culturali. Esempio di come l’umanità sia spesso tralasciata, ma è e rimane la base di ogni attività.


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