La terza Credenza

Dopo San Maurizio Canavese e Fiorfood a Torino, Grasso&Macchia aprono anche a Orbassano

18-05-2016
Il progetto di Casa Format,

Il progetto di Casa Format, "cucina e ospitalità responsabile" di prossima apertura, due piani nel verde della campagna torinese di Orbassano (Torino). E' il terzo progetto firmato da Grasso-Macchia, dopo la casa madre Credenza di San Maurizio Canavese (una stella Michelin) e il ristorante e bistrot Fiorfood Coop di Torino

E tre. Con la prossima apertura di Casa Format a Orbassano e dopo il successo di ristorante e bistrot al Fiorfood Coop di Torino, la Credenza di Giovanni Grasso e Igor Macchia si allarga. A vista d’occhio.

La nuova avventura del dinamico duo Grasso-Macchia, quelli della storica Credenza alle porte di Torino, è un moderno edificio a due piani nel verde della campagna torinese. Per la precisione in quel di Orbassano, a pochi passi dalla magnifica Palazzina di Caccia di Stupinigi che fino al 5 giugno ospita l’interessante mostra multimediale Regine & Re di Cuochi. Una costruzione nuova di zecca dove brillano acciaio, legno e cristalli, arredi di design e un total white quasi accecante.

Si chiama Casa Format e prende il nome dall’omonimo e adiacente showroom di arredamento, responsabile in team con la Credenza di questa nuova struttura che aprirà le porte i primi di giugno. Interamente progettata fra l’altro da un’archistar nostrana come Carlo Colombo, secondo i più sani principi della bio-edilizia. Niente paura, la Credenza non trasloca: la casa madre rimane al suo posto a San Maurizio Canavese, come meta preferita di ogni gourmet che si rispetti. Qui invece troverà spazio un altro format, appunto, che si rispecchia bene nel sottotitolo “Cucina e ospitalità responsabile”.

Il bistrot all'interno del Fiorfood Coop di Torino, "cucina stellata alla portata di tutti"

Il bistrot all'interno del Fiorfood Coop di Torino, "cucina stellata alla portata di tutti"

Cioè, un mini resort ecosostenibile all’insegna di pannelli solari, acque riciclate per riscaldamento e condizionamento, un grande orto biologico. Dotato di piacevole ristorante coordinato da due ex del torinese Quanto Basta come Stefano Malvardi e Alessandro Gioda: un locale a piano terra arioso e luminoso, in cui trovare una proposta ben congegnata all’insegna della buona materia prima, della semplicità e del prezzo corretto. Senza contare una manciata di camere al primo piano dal design attuale e dal grande comfort (“Ma non vogliamo certo farne un hotel”, spiega Giovanni Grasso), una sala convegni e banchetti nel seminterrato, con bell’apertura alla luce.

Tutto questo dopo gli ottimi risultati di pubblico arrisi a ristorante e bistrot all’interno del Fiorfood Coop, aperto da pochi mesi in pieno centro a Torino («Decisamente superiori alle più rosee aspettative», si stupisce Grasso per primo). Il ristorante, guidato dal bravo ex Rural Giovanni Spegis, vanta un perenne tutto esaurito grazie allo slogan «La cucina stellata alla portata di tutti» e un menu saggiamente “credenzesco” ma non troppo, come sottolineano Grasso & Macchia: «Qualcuno lo vuole considerare come una filiale in città della Credenza, ma ovviamente non è così».

Igor Macchia, Giovanni Grasso e Giovanni Spegis

Igor Macchia, Giovanni Grasso e Giovanni Spegis

Piccolo ma significativo particolare: i vini in carta costano esattamente quanto gli stessi presenti sullo scaffale nel reparto enoteca, a pochi passi. Il bistrot invece, dalle proposte veloci e buon rapporto qualità/prezzo, ha già conquistato una fedele clientela sia a pranzo sia a cena.

E la storica Credenza, che fra l’altro quest’anno compie il quarto di secolo? Rimane un baluardo del buon mangiare creativo. Pronto a stupire con le novità in sala (a partire da tavoli, bicchieri o posate) ma anche con un menu primavera-estate che merita sicuramente il viaggio.


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