La nuova Antica Osteria

Lo chef campano Peppe Guida ha rinnovato la sua storica insegna di Vico. Nel segno della pasta

17-12-2015
Nuova veste per la sala dell'Antica Osteria No

Nuova veste per la sala dell'Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense (+39.081.8799055), per un ristorante che da tempo coniuga in modo efficace la cucina tradizionale con la sua controparte innovativa. In cucina, tra le novità, un menu degustazione tutto dedicato alla pasta. Peppe Guida è tra i relatori di Identità di Pasta, martedì 8 marzo a Milano

Sulla tavola dello chef Peppe Guida ogni cosa è illuminata. L'Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense si presenta oggi sotto una nuova luce. Lo storico locale dello chef stellato, infatti, ha recentemente rinnovato la sala interna, valorizzandone l'aspetto illuminotecnico per garantire ai suoi clienti un ambiente caldo e accogliente come i suoi piatti.

Le pareti color tortora mettono in risalto la greca di maioliche antiche, i quadri, le maschere e gli elementi della tradizione campana presenti in sala. Le volte del soffitto abbracciano le luminose resistenze delle lampadine in stile industriale, mentre le lampade verde bosco scendono lunghe e precise dall'alto, illuminando ogni singola tavola e restituendo nuova attenzione ai piatti, veri protagonisti.

Il risultato è una sala avvolta dall'intimità della penombra, tipica di un tavolo da gioco, mescolata al tepore di un salotto e alla familiarità della cucina di Nonna Rosa. Nuova luce anche in carta, con un'audace novità: un menu total pasta. Un percorso di otto portate fra proposte vegetariane, di pesce, di carne e piatti della tradizione, sempre presenti nei menu che portano la firma dello chef Guida.

Spaghetto aglio, olio, sauro bianco affumicato e salsa di nduja

Spaghetto aglio, olio, sauro bianco affumicato e salsa di nduja

Ogni tappa pesa 50 grammi: è il minimo al di sotto del quale, per carità, non si scende. «Un modo per complicarsi la vita!», esclama lo chef, perché in una struttura come quella di Nonna Rosa proporre molti piatti di pasta secca potrebbe rappresentare un rischio più che un vantaggio. L'idea del percorso monotematico nasce dagli appuntamenti di Indovina chi viene a cena, il format ideato da Giuseppe di Martino, che ha stimolato la creatività dello chef nella proposta di piatti di pasta sempre nuovi con accostamenti inconsueti e ben riusciti, molti dei quali sono oggi presenti in carta.

La degustazione è un divertente crescendo che si affronta con disinvoltura, poiché ogni piatto è più buono del precedente e non si riesce a dire stop. Estasiati dalle endorfine e illuminati dalla nuova veste dell'Osteria, si comprende che la maestria dello chef sta nel sottrarre elementi al piatto, nella capacità di lavorare sulla qualità delle materie prime e su proposte essenziali.

Rigatoni al ragù e spuma di pecorino

Rigatoni al ragù e spuma di pecorino

Si comincia dal formato preferito di Peppe: lo spaghettino di Gragnano, servito all'acqua di limone e provolone in un gioco delicato e sottile di acidità e avvolgenza. Spicca l'ormai celebre Delicato Sorrentino: un piatto sagace e svelto, dove il mischiato delicato di Gragnano è in profumato equilibrio con il datterino giallo, il fiordilatte di Agerola e il limone.

Degni di nota il gustosissimo Spaghetto con acciughe, peperone dolce e pecorino: un piatto che ha compiuto trent'anni ma è sempre attuale e le Linguine aglio, olio e succo di tordo di mare: un pesce dall'aspetto variopinto, tanto saporito quanto spinoso, dal gusto intenso del mare.

Fortemente campano è lo Spaghetto aglio e olio con sauro bianco affumicato, friarielli e nduja: un concentrato di sapori decisi e ben bilanciati, ravvivati ad ogni boccone dal peperoncino calabrese, passione dello chef. Si pesca poi dalla tradizione dei piatti di famiglia, e si chiude il cerchio con i rigatoni con ragù e spuma di pecorino.

Assoluto di triglia

Assoluto di triglia

Fuori menù è da provare l'Assoluto di triglia: pescata fra gli scogli di Marina di Vico, proposta in croccante tempura, acquisisce quel sapore intenso di mare che il guazzetto sul fondo del piatto ripropone, fortissimo e invitante. A chiusura del pasto, il classico piatto di formaggi si trasforma qui in una verticale sul Provolone del Monaco, proposto in cinque consistenze e temperature diverse: salsa, spuma, mousse, demi-soufflé e croccante. Impossibile non rimanerne affascinati.


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